PARTE SECONDA /{5j
magnanime imprese. Quante volte giovò Tiraa i forti, il timore a i prudenti, la verecondiaa i costumati ! Che se noi volessimo levaredalle istorie tutti i fatti gloriosi, a cui gliuomini furono dalla passione sospinti, io temoche assai pochi ve ne resterebbono. Non èdunque da dire che le passioni sieno di lornatura cattive, spingendo talvolta l’uomo allecose disoneste, poiché lo spingon talvolta an-che alle oneste.
E quando ancora le passioni incitano la vo-lontà alle cose disoneste, non è disonesto inloro l’incitarla: è disonesto in lei il seguireun tale incitamento, e abbandonarsi alla pas-sione più che non dee ; perciocché la volontàdee seguir la passione, e valersene secondo cheragion vuole ; come il piloto si serve del ventosecondo Farle sua; il quale se trascura l’arteabbandonandosi al tempo, e va dove andarnon dovea, pecca, non il vento, ma egli. Ecosì pure se la volontà, messa da parte laragione , segue le passioni e trascorre fuordell’onesto, la colpa è pur sua, non dellepassioni, le quali ben rette e moderate ser-vono a far pia facilmente le azioni oneste, esono gl’ instrumenti della virtù.
Ma sono alcuni i quali dicono, le passioniessere cattive di lor natura, intendendo chesieno non già disoneste e malvagie, ma fasti-diose et importune, dovendo l’uomo star sem-pre in su’l reggerle e moderarle; il che glidà noja e fatica: come dunque le malattie sidicon cattive, benché non malvagie, così pare«he possan dirsi ancor le passioni. Il quale