Band 
Volume II.
Seite
460
JPEG-Download
 

460 filosofia morale

alcune virtù, le quali certamente son postetra F eccesso e il difetto, come la fortezza cheè posta tra la temerità e il timore, e la tem-peranza che dicesi posta tra la dissolutezza e stupidità ; par che quello che si dice dal-cune, possa credersi di tutte. Per crescer forzaa questo argomento sarebbe a proposito for-mare un giusto novero delle virtù, e mostrarpoi quello stesso in ognuna ; i] che è diffici-lissimo. Lo fece forse Teofrasto , che fu gran-dissimo Peripatetico , discepolo dAristotele il qual sappiamo che molto si valse dell 1 in-duzione a provar lopinione del suo maestro.Ma tra le ingiurie che il tempo ci ha fatto ,non è la più piccola F averci rapito gli scrittidi quel granduomo.

CAP. XI.

Di qual maniera sia il mezzo in cui sta la virtù ,e come sieno cattivi gli estremi.

Distingue Aristotele due mezzi, lun dequalichiama aritmetico, laltro geometiico. Il mezzoaritmetico è quello che è posto fra due de-terminati estremi, et è lontano egualmentealluno et all altro, come il numero otto cheè egualmente lontano dal dieci e dal sei. Equesto mezzo non può cangiarsi, et è il me-desimo appresso tutti. Il mezzo geometrico èquello, che essendo posto fra due estremi,segue però una certa proporzione, onde va-ria , può esser sempre lo stesso. Così unaveste che stia bene, e però sia in mezzo fra