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Volume II.
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PARTE SECONDA ^Gl

la troppo lunga e la troppo corta, ricerca unacerta proporzione verso la persona per cui èfatta j poiché quella veste che è duna lun-ghezza mezzana per uno, potrebbe essere troppolunga o troppo corta per un altro; si dicemezzana se non a proporzione della persona.Tale è il mezzo geometrico. E se per mezzogeometrico altro qui intendiamo da quello chesogliono intendere i geometri, poco importa;imperocché intendendosi le cose, non sonoda curarsi i nomi.

La virtù dunque, secondo Aris Lo Lei e , è po-sta in un mezzo geometrico, il quale non èlo stesso verso tutti, ma varia secondo la va-rietà delle persone, a cui dee proporzionarsi.In fatti se quello che uno mangia con tem-peranza, fosse mangiato da un altro, sarebbeintemperanza ; perciocché quella stessa quan-tità di cibo che verso duno è moderata, puòessere sovrabbondali te ed eccessiva verso dunaltro. Così i pericoli che uno può disprezzarcon fortezza, non possono disprezzarsi da unaltro se non con audacia ; e sarà in uno pro-digalità quello che in un altro sarebbe libe-ralità perfetta. Vedesi dunque che il mezzoin cui e posta la virtù, è geometrico, e peròvaria secondo la proporzion delle persone.

Veggiamo ora come si dican cattivi gli estremidella virtù. E certo posson dirsi cattivi, in-quanto son privi di quella virtù di cui sonoestremi, essendo una certa spezie di male laprivazione di un bene. Pur potrebbono esserprivi di quella virtù di cui sono estremi , enon essere rei colpevoli; et anche