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Volume II.
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4^2 FILOSOFIA MODALE

potrebbono, allontanandosi da un a virtù , avvi-cinarsi tanto ad un altra , che paresser de "indi lode. E certamente se la stupidezza è unestremo, come dicono, della temperanza, avràla temperanza un estremo che non saràreo colpevole, essendo la stupidezza difettodi natura, non viziò di volontà e così negiudica anche Aristotele . Il principe poi checastiga il delinquente meno di quello che egliinerita, allontanandosi dalla giustizia trascorrealla clemenza , e menta più l aud essendomen giusto. Non sono dunque gli estremi dellevirtù sempre cattivi, perchè abbiano in semalvagità. Le quali cose si intenderanno forsemeglio nella terza parte di questo compendioove tratteremo delle virtù in particolare edei loro estremi.

CAP. XII.

Se possa essere un azione indifferente.

È quistione assai sottile e degna della con-si derazion de i filosofi, se possa essere una-zione indifferente, la quale non sia onesta disonesta ; a intender la quale fìe bene pre-mettere una distinzione. Io dico dunque chealtro e considerar 1 azione in astratto , comequando uno considera il passeggiare senza pormente alla persona che passeggia , alfine , al luogo, al tempo ; et altro èconsiderar 1 azione nella persona che l a f aavendo riguardo a tutte le circostanze.

E primamente, consideranda 1 azione in