58 3 filosofia morale
fine loro consistere nel piacer solo, ma deeconsìstere nel piacere e nella virtù : nel pia-cere inquanto son sensitive, e nella virtùinquanto son ragionevoli.
Argomentava Eudosso anche a quest’altromodo : Il dolore è il sommo de i mali, per-chè veggiamo che tutti lo friggono; bisognadir dunque che il piacere sia il sommo de ibeni. Et io rispondo, che il dolore è vera-mente un male, e questo basta perchè tutti
10 friggano; nè è necessario per ciò che eglisia il sommo de i mali. Così potrebbe il pia-cere essere un bene , senza però essere ilsommo de i beni. Ma domanderà alcuno :Qual è dunque il sommo de i mali? Et iorisponderò , il sommo de i mali essere il do-lore congiunto alla colpa; che se il doloresi disgiungerà dalla colpa, potrà talor dis-prezzarsi, quasi non fosse male, e sarà lodein ciò; come fecero e Scevola e Curzio, eBruto e Catone , e tanti altri, che dove nonfosse colpa, appena credettero che fosse male
11 dolore. Essendo dunque il sommo de i maliposto nel dolore e nella colpa, par conve-niente che il sommo de i beni si ponga nellavirtù e nel piacere.
Un altro argomento di Eudosso era que-sto : Quello che si appetisce, e si vuole perlui stesso e non per altro fine , è il sommobene; ora il piacere si appetisce e si vuolein questo modo ; il piacer dunque sarà egliil sommo bene. Al quale argomento rispondo,che quello che si appetisce e si vuole perlui stesso, e non per alti’O fine, è veramente