Band 
Volume II.
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5qo filosofia morale

alcuno, ma vada e proceda allinfinito. Laqual cosa come che possa spiegarsi in più ma-niere , noi ci contenteremo spiegarla in duesenza più.

Ma sarà bene dir prima alquanto del desi-derio e della contentezza ; perciocché la con-tentezza leva laffanno a i desiderj, i qualise abbiamo detto procedere all infinito, nonperciò dee temersi che procedano allinfinitoanche gli affanni ; che questa invero sarebbemiseria troppo grande 5 ma l a contentezzaserve molto ad alleviarla. Per far dunqueanimo a i timidi, comincieremo a dirne inquesto modo. Dicesi luomo desiderar quellecose, le quali se aver potesse, le piglierebbe.La qual voglia è spesse volte focosa et ar-dente oltre misura, et inquieta lanimo e loturba, come il più sono le voglie degiovani;talora è più quieta, e non tanta noja, comesuole accadere massimamente in quelli, cheessendo prudenti e moderati e virtuosi assai, avendo cosa che lor dia molto fastidio, sicontentano di quei beni che hanno, cer-cali più ; i quali più tosto contenti chiamarsi vogliono, che felici. Imperocché consistendola felicità nella somma di tutti i beni, e que-sta non avendo essi, non hanno la felicità :e benché desiderino averla, poiché, se po-tessero , piglierebbono volentieri quei beni an-cor che non hanno; tuttavia il desiderio no igli turba , e però contenti si chiamano. Etali esser possono ancor molti in mezzo a idolori , massimamente quando gli voglianoeglino stessi. Chi dirà che non fosse contento