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Volume II.
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PARTE QUINTA 5g5

immagine , ovvero forma di felicità che giàadombrammo in sul principio. E così pur feceAristotele ne suoi dieci libri. Sia dunque laperfetta felicità il cumulo di tutti 1 beili, cosiche non le manchi scienza - ne sanila. nerobustezza, bellezza, ne grazia , ne potenza, ricchezza, nobiltà, onori; e fra tuttiquesti beni si segga , e tutti gli regga e go-verni , quasi signora e imperatrice , la virtù.Ma questa felicità più tosto può fingersi edesiderarsi, che ottenersi; imperocché tuttele virtù possono sempre esercitarsi in sommogrado ; et alcuna ve n ha che non s 1 adoprasenza i beni della fortuna, come la liberalità;et altre hanno bisogno de mali per essereadoperate, come la tolleranza e la fortezza;tanto che pare sieno proprie solamente deglinfelici. Gli altri beni poi danimo dicorpo , come la memoria e lo ingegno, e lasauità e la bellezza e la grazia, vengono quasiin tutto dalla natura, che rade volte gli uni-sce e gli raccoglie in un solo; e chi da essanon egli ebbe, non può sperare gran fatto diprocacciarsegli. Che diremo de beni esterni,della potenza, della ricchezza, de gli onoridella nobiltà, delle amicizie, ne quali , se inaltra cosa mai regna e domina la fort una cosìincerta et incostante, che non è chi debbafidarsene , 0 possa ? E se vogliam riguardarenon solo alle comuni vicende de i fatti pre-senti e che abbiam sotto gli occhi, ma rian-dando su per le antiche memorie, cercar condiligenza le preterite avventure de gli uomini,troveremo onde lagnarci molto della fortuna, e