Band 
Volume II.
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596
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5q6 FILOSOFIA MORALE

sperarne assai poco. Per la qual cosa chiunquesi mettesse in pensiero di voler conseguire inquesta vita la perfetta felicità, mal spende-rebbe le sue diligenze, e avrebbe sempre bi-sogno di essere grandemente raccomandato etolire modo caro alla fortuna.

Però bene e saviamente hanno fatto i Pe-ripatetici, che avendo locato la perfetta feli-cità in un così alto luogo, ove niuno aspirarpuò, hanno posto sotto di essa alcuni altrigradi di felicita imperfetta , aquali aspirar sipossa con maggiore speranza. Ma perchè que-sta isti'-sa imperfetta felicita potrebbe essereintesa in più maniere, e molti potrebbonoingaomrvisi prendendo per felicità imperfettaciò die pur non me ita il nome della felici- ; però dìe bene descriverne brevemente laforma, acciocché in essa riguardando pos-siamo più facilmente distinguere quali sienoi felici, e quali no. Io dico dunque che aquesta imperfetta felicità, di qualunque formaella sia, tre cose si richieggono, e non piò :prima, che 1 uomo sia virtuoso ; appresso ,che sia contento ; e in terzo luogo, che niunagrave sciagura gli soprastia. io voglio quiche troppo sottilmente si esamini una tal par-tizione; perchè se ad alcuno parrà che lesopraddette tre cose possano ridursi a due ,parendogli peravventura che la contentezzarinchiudasi nella virtù , o la virtù nella con-tentezza, io non gli contrastarò punto; maintanto le considererò come tre.

Ricercasi dunque alla felicità, qual che ellasiasi, in primo luogo la virtù e ciò per più