PARTE QUINTA 5q9
di sua natura moderatrice delle passioni, e,per così dir , briglia del desiderio. Ma V in-temperante , l 1 avaro, il superbo , l 1 invidioso ,il violento difficilmente posson tenersi, chenon trascorrano sempre con le ingorde lorvoglie a nuovi piaceri, essendo il vizio persuo naturai costume insaziabile. Tanto piùche i piaceri di costoro son cosi vili et im-perfetti , che prestamente si guastano , e di-vengon noja et incomodo. Il perchè pocacontentezza può sperarsi dal vizio , ma mol-tissima dalla virtù; e certo spesse volte è piùcontento il virtuoso del poco, che non il vi-zioso del molto. Oltre a ciò, se l’uomo deeesser contento di certi beni, senza desiderarpiù innanzi, bisogna che egli stimi e credache questi gli bastino , e gli paja di stareassai bene con essi soli. La qual cosa diffi-cilmente può parere al vizioso ; perciocchéessendo i piaceri di lui caduchi c manche-voli , e potendogli d’ora in ora esser toltidalla fortuna, non può così di leggeri per-suadersi di star assai bene , e di essere ab-bastanza felice con quelli soli ; e non avendoaltri beni che quelli che sono in mano dellafortuna bisogna che desideri che la fortunagli serbi sempre al piacer di lui; il che èdesiderar 1 impossibile. Al contrario il virtuo-so , avendo posto principalmente la sua feli-cità nella virtù , e nel piacere che da essaderiva, tiene in minor conto gli altri beni ,e non ha tanto bisogno della fortuna, la qualse gli toglie la sanità, le ricchezze, gli ono-ri , non può però togliergli la virtù, con cui