6 oz filosofia morale
ne pentirono! E quante feste e quante con-gratulazioni si perdono nei maritaggi, che inpoco d’ora divengon nojosi, talvolta ancoraluttuosi e funesti! Perchè la fortuna si prendegioco de gli uomini, e ride della lor felicità.Chi non avrebbe detto felicissimo Giulio Ce sare quella mattina che fu p 0 i per lui l’ulti-ma, quando giovane e sano, e glorioso e si-gnore del mondo, entro in senato, ove fuindi a poco da’ suoi piu cari trucidato ?
E questa cosi trista e cosi malinconiosa con-siderazione , da cui non posson del tutto dis-toglier P animo se non gl’ insensati, guastardovrebbe e corrompere la felicità ancor de ipiù saggi ; perciocché chi è che possa essercontento di vivere in tanto pericolo ? Il per-chè molti si hanno formato nell’animo un’al-tra immagine di felicità,imperfetta essa pure,ma però molto più allegra e più animosa e piùardita, come quella che è molto meno sog-getta all’ imperio della fortuna. La quale de-scriveremo ora brevemente per non tralasciarnulla di ciò che può consolar gli uomini, etanimargli alla virtù.
Pensando questi adunque all’ infinita sapienzadella natura, la quale in ogni, quantunqueminima , parte dell’ universo risplende e tra-luce , si hanno posto ed altamente piantatonell’ animo che debba essere a qualche tempopunito il vizio, e la virtù degnamente ricom-pensata ; attribuendo così alla natura, insiemecol sapere e con la potenza, una rettissima .infallibil giustizia, senza cui sarebbe odiosala potenza, e vano e spregevole il sapere*