6x6 ragionamento
volere se niun piacer ne sperasse, bisognerà purche risponda : che monta a me della patria ,se niun piacer ne debbo trarre io? rispostavile, rozza e discortese. E non par egli chela conservazion della patria sia cosa assai no-bile e prestante e magnifica , e degna per sestessa d’esser voluta? E se tale è, e per talesi conosce, perchè non potrà f uomo volerlaper questo solo, messo anche da parte il pia-cere? Come mi si dimostrerà egli che il me-rito della cosa che ci si propone , bastar nonpossa da se per indur l’uomo a volerla? Cheassurdo ha in ciò ?
Io dico dunque che due altre cose* vogliamoper quel piacere che se ne trae, et altre perl’eccellenza e dignità loro 3 e in quelle vo-gliamo , non veramente le cose, ma il piace-re 3 in queste vogliam le cose 3 e il voler quellenon è biasimo, il voler queste è virtù. Maperchè molti si hanno pur fitto nell'animoche niuna cosa possa volersi, nè la virtù pu-re, se non affine di ottener quel piacere chequindi ne nasce, a manifestar l’error lorogiova scoprirne la cagione. Egli è certo, chevolendo l’uomo la virtù, sente alcun piacerein volerla 3 nè di ciò è quistione, eli’ io sappia.Son dunque alcuni meno accorti, a i quali,perciocché senton piacere in voler la virtù,par di volere , non la virtù, ma il piacere,o più tosto di voler la virtù per quel piacerjSolo 3 nè si accorgono, che quand’ anche vo-lessero la virtù per quel piacere, la voglionoperò ancor per se stessa. Il che se non fos-se, come potrebbe l’uomo seguir così spesso,