Band 
Volume II.
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616
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6x6 ragionamento

volere se niun piacer ne sperasse, bisognerà purche risponda : che monta a me della patria ,se niun piacer ne debbo trarre io? rispostavile, rozza e discortese. E non par egli chela conservazion della patria sia cosa assai no-bile e prestante e magnifica , e degna per sestessa desser voluta? E se tale è, e per talesi conosce, perchè non potrà f uomo volerlaper questo solo, messo anche da parte il pia-cere? Come mi si dimostrerà egli che il me-rito della cosa che ci si propone , bastar nonpossa da se per indur luomo a volerla? Cheassurdo ha in ciò ?

Io dico dunque che due altre cose* vogliamoper quel piacere che se ne trae, et altre perleccellenza e dignità loro 3 e in quelle vo-gliamo , non veramente le cose, ma il piace-re 3 in queste vogliam le cose 3 e il voler quellenon è biasimo, il voler queste è virtù. Maperchè molti si hanno pur fitto nell'animoche niuna cosa possa volersi, la virtù pu-re, se non affine di ottener quel piacere chequindi ne nasce, a manifestar lerror lorogiova scoprirne la cagione. Egli è certo, chevolendo luomo la virtù, sente alcun piacerein volerla 3 di ciò è quistione, eli io sappia.Son dunque alcuni meno accorti, a i quali,perciocché senton piacere in voler la virtù,par di volere , non la virtù, ma il piacere,o più tosto di voler la virtù per quel piacerjSolo 3 si accorgono, che quand anche vo-lessero la virtù per quel piacere, la voglionoperò ancor per se stessa. Il che se non fos-se, come potrebbe luomo seguir così spesso,