Sopra, utf libro franzese 607veggio che gli algebristi usano) la somma dei beni ò, l a somma de i mali m, e c quellamisura di cui volessero o sminuirsi i mali,o accrescersi i beni ; poiché sottraendo m —ca b , lo stesso avanzo ne resterebbe, che sot-traendo in a b-\-c. Ma io credo che se l’Al-gehj-a istessa parlar potesse, ricuseiebbe dientrare in quistion così facile.
Non so poi se l 1 Autor Franzese abbia vo-luto nel fine del suo capitolo guadagnarsil’animo de gli Epicurei , e rimettersi in gra-zia loro, col dire che i piaceri del corpo nonsono men nobili di quei dell 1 animo, e cheanzi soli tutti della stessa forma e natura • nèaltro diletto recare al matematico la contem-plazione del vero , da quello che reca il vinoal bevitore. Certo gli Epicurei , quantunqueinsegnassero che il fine dell 1 uomo si è il pia-cere, non però mai disser, ch’io sappia, tuttii piaceri esser d 1 un modo, nè mai ebber bi-sogno di una tale proposizione. La qual peròse volea l’Autor Franzese offerirla loro, efargliene quasi un dono, perchè affermarla’solo, e non anche adornarla e fornirla diqualche bella dimostrazione?
CAP. V.
Della filosofia degli Stoici.
Avendo proposto l 1 Autor Franzese , comesopra è detto, di seguire gli ammaestramentidegli Stoici, prende nel quinto capitolo adescriverci la forma della loro filosofia, la