SOPRA UN LIBRO FRANZESE UOC)
altro significar possa) dover l’uomo ne i giu-llicj che forma, ingegnarsi, quanto può , chele passioni non vi abbiano parte ninna, e viregni la ragion sola, io dico che questo pre-cetto , il q ua l gl presuppone a formare e in-stituir bene, non che la morale , > ma tuttequante. le discipline , è così comune a tuttele altre sette, come agli Stoici. Qual filosofofu mai che prima d’ogni altra cosa non in-segnasse doversi giudicar sempre secondo ra-gione, e non lasciarsi portare dall’impeto dellepassioni? Il secondo precetto poi , cioè chedebba l’uomo far sì che le cose estrinsecheniente operino sopra di lui, non so quantoconvenir possa agli Stoici , i quali non rifiu-tavano nè le ricchezze , nè i piaceri, nè glialtri comodi ; solo non gli chiamavano beni.E sappiamo che Seneca non ebbe a sdegnole masse dell’oro, nè M. Aurelio ricusò l’im-perio del mondo -, il che pure avrebbon fat-to, se avesser voluto che niuna cosa estrin-seca potesse operar nulla sopra di loro. Et ioson persuasa, che infermando uno Stoico ,senza allontanarsi punto da i suoi principii,così ben piglierebbe la medicina come gli al-tri , sperando che operasse in lui la sanitàcome ne gli altri. Il terzo precetto, cioè chel’uomo, come è nojato del vivere, dia mortea se stesso c se ne vada, non è pivi propriodegli Stoici che dell 1 altre sette e di tutti idisperati.
Et io per ine credo, che a descrivere lavera forma della Stoica Filosofia sarebbe statomestieri notar diligentemente ciò in che essa