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Volume II.
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644
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644 ragionamento

che gli Stoici, lasciata da parte lesistenza degli Dii, la previdenza, 1 immortalità, purgiunsero a così alto "grado di perfezione e divirtù; laddove i Cristiani pare che non vi sap-piano giungere se non per mezzo della cogni-zione di un Dio , e de i premj eterni e deicastighi. La qual maraviglia bisogna che noici ingegniamo di sminuire per onore dellaprevidenza, acciocché gli uomini prendendomal esempio dagli Stoici, non comincino adisprezzarla, et a credere che poco importi ilpensarvi.

A levar dunque una tal maraviglia, dee,secondo me, avvertirsi che i Cristiani si stu-diali d 1 essere non solamente virtuosi, forti,giusti, temperanti, mansueti, liberali, cortesi,a che aspiravano anche gli Stoici, ma voglionoancora che queste loro virtù , sopra 1 ordinedella v itura innalzandosi, e vestendosi d 1 unabito soprannaturale del tutto e celeste, gliTèndali degni di una certa incomprensibil fe-licità , a cui le naturali forze non giungono ; così alta speranza avevan gli Stoici. I qualiperò poteano contentarsi di seguir 1 onestàche conosceano, et essere naturalmente vir-tuosi ; laddove i Cristiani debbon pos-son essere di ciò contenti ; e volendo che laloro virtù sia d un altro ordine, bisogna chela cerchino per altri mezzi ; però dove gliStoici la cercavano seguendo la naturale one-stà, la cercano essi seguendo la voce e glin-viti e le promesse di un Dio . Di che parminon debba nascere maraviglia niuna.

E niuna pure dee nascer da questo, che