Band 
Volume II.
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SOPRA. UN LIBRO FRANZESE 64t>

già avesser gli Stoici stabilite tra loro con.tanta concordia le regole delle azioni e de icostumi , quantunque non per anche stabilitaavessero 1 immortalità dell anima , laprovidenza de gli Dii. Imperocché per stabi-lire quelle lor regole miravano essi non adaltro clic ad una certa immutabile e sempi-*terna onestà, che s era parata loro dinanzicon autorità e con imperio, e comandava senzasoggezion degli Dii, e voleva essere obeditaper lo merito e dignità sua, senza riguardo dipremio o di castigo. E se ordinava all 1 uomoo di sovvenire il compagno, o di mantenerlede all amico , o di osservar la promessa ,volea eh egli obedisse prima ancor di saperese premio alcuno dovesse venirgliene, o se ilfar ciò piacesse a gli Dii : i quali Dii non po-teano sdegnarsi che F uom seguisse quella im-periosa onestà cui seguivano aneli 1 essi ;sarebbono stati Dii se non l 1 avesser seguita.Qual maraviglia dunque, se seguendo gli Stoiciquella sovrana onestà, e in quella sola ponendoil fine dell 1 uomo, non credettero aver bisognod 1 altre quistioni, le quali potean loro parerbelle, non potean parer necessarie. io peròcredo che tanto in ciò si allontanassero da 1 Cri-stiani , quanto alcuni per avventura si imma-ginano. Imperocché che altro finalmente eraquella loro sovrana onestà, eterna , immuta-bile , necessaria , se non se quel Dio stessoche noi adoriamo ? Il quale essi non conosce-vano se non sotto quella tal forma di incom-mutabile e sempiterna onestà, senza accor-gersi che quella onestà medesima, oltre lessere