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Volume II.
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SOPRA UN LIBRO FRANZESE 649

il Cristiano 1 il quale , chiedendolo la ragione ,cercherà benissimo guerir della febbre.

Ma qui esce j-.^utor Franzese con unaltracomparazione. paragonando insieme la pazienzade gH Stoici e la pazienza de Cristiani, le qualisono veramente diverse, et esser debbono,ma non forse tanto, quanto egli vorrebbe.Dice egli dunque, la pazienza degli Stoici nonaltro essere che un sottomettersi a i mali perquesta sola ragione perchè non hanno rime-dio; laddove la pazienza de Cristiani è unsottomettersi a i mali per conformarsi allaVolontà di quel Dio che gli ha disposti. Ecerto se la pazienza degli Stoici così fosse,come egli dice, ella sarebbe tanto diversa daquella deCristiani, che nulla più; et io lachiamerei la pazienza de i disperati ; i qualiin vero si sottomettono a i mali, e gli sof-frono per questa sola ragione, perchè nonhanno rimedio. Ma chi non sa , la definizionedella pazienza non esser questa? E più tostodover dirsi che la pazienza sia un abito disostenere i mali per modo che non contur-bino la ragione? intanto che colui che glisostiene, ne vanamente si dolga, rompain querele ingiuste, perda il consiglio,anzi abbia 1 animo presente in ogni avveni-mento , e come può, provegga, e quanto può.E quindi è che il paziente non si abbando-na , ma cerca i mezzi che la ragione gli mo-stra per liberarsi dai mali, e destramente gliadopra ; e ladoprargli con presenza danimoè argomento di pazienza. Commendando dun-que gli Stoici, come e fecero, la virtù della