SOPRA UN LIBRO FRANZESE 6d I
Francese di non farne più conto di quelloclic i Cristiani stessi ne fanno. I quali prote-stano d’esser disposti ad operare 'virtuosamenteanche senza una tale aspettazione , di cm nonvogliono aver bisogno per seguir la virtù ; eallora solo si stimali perfetti quando sonocosì disposti. Con che mostrano, che quan-d anche non fosse in loro la speranza de Lenieterni, pur sarebbon contenti della virtù, eseguirebbero di servir l’onestà, la quale èDio stesso, paghi di sol servirla. Et essendoi Cristiani di questo animo, non so perchedovesser burlarsi di quei filosofi , i quali nonconoscendo la grandezza de’beni eterni, purprotestarono di voler servire alla sola onestà,ed esser lieti e contenti di essa sola. Il chefarebbono i Cristiani anc.h’essi, se lor man-cassero quelle loro celestiali e divine speranze.
Avendo fin qui considerato l 1 Autor Franzesela tranquillità particolare e propria di ciascunfilosofo, passa ultimamente alla pubblica ecomune de i cittadini, a cui pargli che nullavaglia la filosofia degli Stoici, e vaglia perùmoltissimo la filosofia de i Cristiani. E certomen commendabili sarebbon gli Stoici, e moltomen che non fanno, vantar si dovrebliono,se , come vuole VAutor Franzese , nulla pen-sassero al ben de gli gltri ; nè seguirebbonoabbastanza quella loro immutabile e sempiternaonestà, la qual pur ordina e chiede che sìprocuri il bene altrui, e si conservi, quantoper noi si possa, la società. E so bene chesono oggidì molti, che nulla curando i pri il-ei pii dell’ onestà , la società sola riguardano,