65a ragionamento
la qual vogliono esser nata non d’altro chedal guadagno e dal proprio comodo ; e comin-ciando da essa, derivano quindi tutti i do-veri dell’uomo. Ma io credo che grandementesi ingannino, e poco onore facciano a gli uo-mini , credendo che sieno venuti in società,mossi ciascuno dal solo proprio interesse ,senza che parte alcuna possa avervi avuto lacortesia. Recano ancora con cotesta loro opi-nione grandissimo danno alla repubblica. Per-chè se noi non lasceremo a gli uomini altraragione di starsi in società, se non quella dei propri! comodi e vantaggi, q ua l cittadinodovrà osservare le leggi della sua patria, qua-lora gli torni conto di trasgredirle , e possafarlo impunemente? Chi non dovrà ucciderela moglie e i figliuoli, se gli vengano a no-ja, e parendogli di poter sfuggire il castigo,non dovrà scannare il fratello? E sarà benpazzo colui che spenderà la roba o la vitaper salvar la patria ; perciocché che dee im-portargli, se, morto lui, tutti i parenti e gliamici e i cittadini tutti andassero in estermi-nio? E che sarebbe, secondo questa bella fi-losofia, dell’amicizia, la quale se non è fon-data nell’onestà, non è amicizia? Onde si vedequante ruine ne seguirebbono alla società istes-sa, se altro vincolo non avesse che quell’a-more che ciascun porta a i proprii vantaggi.Di che si vergognano pur alcuni, e propon-gono un’ altra ragione, dicendo che dee l’ uomoanteporre il bene de i cittadini al ben suoproprio, essendo cosa in se stessa migliore,e più degna d'esser voluta, il ben di molti