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Volume II.
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654 ' ragionamento

in se medesimo. Perchè se tu senti in te stessodi nou poter dubitare, eziandio desiderandoloche il tutto non sia maggiore di qualsivogliadelle sue parti, sarà questo per te un prin-cipio , che che ne dicano e vi argomentinosopra tutti i filosofi; il giudi ciò dequali nondei tu attendere in cosa che hai da sentirein te medesimo. E similmente se venendomiall animo questa sentenza : Mal fi colui chescanna il fratello per torgli un danajo, sen-tirò' in me stesso di non poter dubitarne,Sara quella per me un principio ; e scioccosarebbe e degno delle risa colui che volessemettermi in quistione, se io possa dubitarneo non possa, sentendo io pure in me stessodi non potere. E quandanche fossero alcunii quali dicessero di dubitarne essi, non perquesto comincierei a dubitarne io, non poten-do , direi più presto che io non intendo lelor parole, o che essi fingono e di me siprendon gioco, ovvero che sono uomini noncome me, ma daltra natura ; che in verosarian daltra natuia tutti quelli che avesserprincipii diversi da i miei. Egli si par dunqueche de i principii non debba poter esserecontroversia appresso quelli che intendon laforza del nome; essendo che il nome di prin-cipio , come innanzi abbiam dichiarato , vuoldire una sentenza di cui luomo sente in sestesso di non poter dubitare. Laonde, quantoa me, perdono il tempo e lopera in quistioniinutili tutti costoro, che volendo sminuirmilautorità de principii, o sieno quelii dellascienza e del vero, o sieno quelli dellonestà