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Volume II.
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656
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656 ragionamento

abbracciarmi gli Stoici le virtù tutte? dellequali quante n ha che per natura loro ten-dono al ben de gli altri! La giustizia, la li-beralità, la mansuetudine, la clemenza, lacortesia sono di questo genere. Qual fu degliStoici che non sommamente commendasse la-mor della patria! Chi di loro non lodò la-micizia?

a provare il contrario può abbastanzavalere un verso solo di Epiteto , il qual tra-dotto dallAutor Franzese nella sua lingua,viene a dire : Che e a te, se il tuo servo èmalvagio. purché conservi la tua tranquillità?Donde raccoglie lAutore che volesse Epiteto distogliere il padrone dal procurare la bontàdel servo ; et io più volentieri raccogliereiche volesse conservargli la tranquillità, ondenon si turbasse, quantunque studiando di gio-vare al servo, non gli venisse ciò fatto. Per-chè come egli disse al padrone rispetto alservo , similmente per noi direbbesi al mae-stro rispetto allo scolare: Che è a te, se ildiscepolo non impara? et al qiedico rispettoall infermo : Che è a te , se il malato si muo-re? Le quali parole non voglion già direche il maestro non debba affaticarsi per am-maestrare il discepolo, che il medico nondebba porre ogni studio per risanare linfer-mo ; voglion dire, che avendo eglino fattoquanto per lor si potea, se la cosa non vabene, debbono starsi di buon animo , senzaturbarsene. Oltre che, quand anche Epiteto avesse inteso di dir quello che lAutor Fran-zese intende, volendosi però giudicare della