paradossi
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I I I.
La lingua comune, in cui scrivono gl’ Ita liani , prende incomparabilmente più da’ Fio rentini che da tutte l’altre provincie. Il Salviatilo mostra evidentemente con una bellissimaesperienza , facendo scrivere la stessa novellain varii idiomi d’Italia , e finalmente nel volgarFiorentino . Dee dunque questa lingua comune,pigliando il nome dalla maggiore e più nobilparte, chiamarsi Fiorentina, (i)
Questionano alcuni se sia Fiorentina, o no;ma sogliono convenire in questo, che pren-dendosi il più da’Fiorentini, è anche lecitoprender talvolta parole e frasi d 1 altra provin-cia. Fanno dunque, a mio giudizio, senzaaccorgersene, una quistione di puro nome.
I V.
Molti s’ingannano, credendo talvolta cheun poeta Greco o Latino abbia inserito a' suoiversi qualche dottrina recondita , presa dallescuole dei filosofi; poiché quella era forse a
(i) Non è paradosso da risolversi tanto spedita-mente ( vedasi il Paradosso XV 11 ). È quistione agitata dasecoli ; e pare che da molti anni il consenso universalestia per la denominazione di lingua italiana intesa ,parlata e scritta con una sola sintassi da tutti i coltiItaliani. Ciò nulla offende nè la grandezza di que’ primisommi scrittori Fiorentini, nè la nativa leggiadria dellaFiorentina favella.