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Volume II.
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663
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paradossi

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I I I.

La lingua comune, in cui scrivono gl Ita­ liani , prende incomparabilmente più da Fio­ rentini che da tutte laltre provincie. Il Salviatilo mostra evidentemente con una bellissimaesperienza , facendo scrivere la stessa novellain varii idiomi dItalia , e finalmente nel volgarFiorentino . Dee dunque questa lingua comune,pigliando il nome dalla maggiore e più nobilparte, chiamarsi Fiorentina, (i)

Questionano alcuni se sia Fiorentina, o no;ma sogliono convenire in questo, che pren-dendosi il più daFiorentini, è anche lecitoprender talvolta parole e frasi d 1 altra provin-cia. Fanno dunque, a mio giudizio, senzaaccorgersene, una quistione di puro nome.

I V.

Molti singannano, credendo talvolta cheun poeta Greco o Latino abbia inserito a' suoiversi qualche dottrina recondita , presa dallescuole dei filosofi; poiché quella era forse a

(i) Non è paradosso da risolversi tanto spedita-mente ( vedasi il Paradosso XV 11 ). È quistione agitata dasecoli ; e pare che da molti anni il consenso universalestia per la denominazione di lingua italiana intesa ,parlata e scritta con una sola sintassi da tutti i coltiItaliani. Ciò nulla offende la grandezza di que primisommi scrittori Fiorentini, la nativa leggiadria dellaFiorentina favella.