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Volume II.
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664 PARADOSSI

que tempi notissima anche al popolo ; comeora è notissimo al popolo che il mondo fucreato da un Dio , che tutti i mali son venutiper colpa dAdamo, ec.

Qual cosa dice mai Virgilio nell egloga vi,la quale, benché forse nata nelle scuole deifilosofi, non potesse facilmente essere in boccaa tutti ì Che per l 1 immensità degli spazii siformarono i principii de quattro elementi, chedi questi si formarono i corpi ; la terra sin-durì , lacqua si liquefece, il sole cominciò arisplendere. Che gran sottigliezza è qui, chenon potesse il popolo a tempi di Virgilio avertutte queste cose notissime ì

V.

Quantità assegnabile presso i matematici si-gnifica talvolta qualsisia quantità che possavenire in mente, anche infinitesima. Preso iltermine in questo modo, una quantità minoredi qualunque assegnabile è un puro nulla.

Ma perchè i matematici nel principioqualunque loro discorso assumono certe quan-tità , come cognite , senza meno determi-narne F ordine, usano di chiamar assegnabilile quantità che hanno a quelle prime cogniteuna ragione finita. Secondo ciò, una quantitàminore di qualunque assegnabile può non es-sere un puro nulla, ma essere un infinite-simo.

Nel primo de 1 Lemmi del Newton dicesìche la differenza di certe due quantità è nul-la 3 perchè qualunque volesse assegnarsene, ne