PARADOSSI. 665
nascerebbe un assurdo. E qui per assegnabiles’intende anche un’infinitesima ; perchè quan-d’anche per differenza volesse assegnarsi unainfinitesima, ne nascerebbe l’assurdo mede-simo.
V l.
Se da una proposizione falsa si tragganoda principio per errore una o due proposi-zioni vere, e poi da queste si argomenti sem-pre e rettamente, si verrà a cognizioni sem-pre vere. Così un metodo può condurre aconseguenze sempre vere, quantunque essosia forse derivato da un principio falso.
Y I I.
Alcuni si dolgono che i Leibniziani realiz-zano gl’infinitesimi. Se voglion dire che limettono a parte rei, quando mai fanno ciòi Leibniziani? Se voglion dire che attrìbuisconloro di quelle proprietà che non possono con-venire al puro nulla,'qual geometra non falo stesso in tutte le cose ch’egli considera ?Cosi si realizza anche la quantità minore d’ o-gni assegnabile. Così si realizzano le evane-scenti , facendole maggiori e minori secondoqualsivoglia proporzione , e introducendo leevanescenti delle evanescenti, e facendone in-finiti ordini.
Dirai forse: Se una linea assegnabile A Bsi divida in due metà, e poi queste in altredue, e queste in altre, ec. j queste metà l’una