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Volume II.
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666 PARADOSSI

dopo laltra si troveranno sempre assegnabili.Per trovar con la mente una infinitesima, bi-sogna saltar ad un tratto tutte le assegnabili,e portandosi d un salto in un altr ordine farconto di avere trovato le infinitesime. Que-sto è un realizzarle, ed è ciò che si riprende.

Ma io dico : Chi vieta alla mente di farquesto salto dun ordine in un altro? Tuttala moltitudine delle sopraddette metà asse-gnabili è chiusa fra due termini, dimostran-dosi ehessa è eguale alla linea A B. Perchèdunque non può la mente saltar fuori di que-sti termini ? Immaginiamo un mobile che vada A in B. Se noi vogliamo con la nostramente fargli scorrere ad una ad una tutte lesopraddette metà, mai noi troveremo giuntoin B. Solo ve lo troveremo saltando ad untratto con la nostra mente una moltitudineimmensa di quelle metà. E poi non si fa conla mente il medesimo salto immaginando unaquantità minore dogni assegnabile, una eva-nescente ?

Vili.

Stanno sospesi i commentatori sopra quelloche Dante su1 principio della sua Comme-dia dice a Virgilio.

Tu se' solo coliti da cu io tolsiLo bello stile che ni ha fatto onore;

immaginando che Dante parli quivi di quellostile eh egli tenne nella sua Commedia, ilquale in vero troppo è lontano da quel di