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Volume II.
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perchè non dispiacerà 3 in queste dispiacerà.Nel parlar quotidiano della comune conver-sazione non dispiacerà il dire : le rassegno imiei rispetti ; dispiacerebbe in una scrittura.E piacerà in una scrittura: per lo migliore,che non piacerebbe nel parlar quotidiano,perciocché nel parlar quotidiano luso nonlha ancora introdotto.

Difficilmente potrebbe esser bella una scrit-tura in quanto alla lingua , ove essa dicessele cose per l'appunto, come uno, quantunquebuon parlatore , le direbbe nelle comuni con-versazioni.

I termini proprii delle arti non dispiacciononetrattati delle arti stesse; avendovegli in-trodotti luso per una certa necessità. Fuoridella necessità, son da fuggirsi il più chepuò. Il Bembo quantunque parli di gramatica,sfuggirà di dire: difftongo. Cicerone, parlandodi rettorica, si guarderà dal dire : synecdoche,hyperbaton. I traduttori, curando poco le bel-lezze della lingua, hanno detto : de ubi, dequando; togliendo queste forme dal Greco,nella qual lingua esse non erano gran fattoaliene dal parlar comune.

Le lettere famigliari per gli usi della vitadebbono scriversi da ogni e ad ogni generedi persone, dee volersi che sieno scrittein bella lingua, se non quelle che sono scritteda persone che hanno in ciò qualche studio,ed a persone capaci dintenderle e compia-cersene ; essendo questa la prima e somma ditutte le regole : essere inteso da colui cui siparla o scrive , e piacergli quanto si può.