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Volume II.
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PARADOSSI

x 1 y.

Il gusto, per cui, senza molto discorso , sidistinguono le belle parole e forme della lin-gua dalle brutte, e sentonsi con piacere, sta,per così dire , nascosto negli animi per modo,che non coltivato , appena si lascia conoscere ;coltivato essendo con avvertenza e studio,cresce a dismisura. E quindi è, cbe i piùdeglitaliani, non avendo veruno studio nellalor lingua, non sentiranno differenza niunatra il dire : Vedi a cui do da mangiare la robamia , e il dire : Vedi cui do mangiare il mio.Intenderanno però facilmente tali differenze onel Francese o nel Latino, avendo posto qualche' studio in queste lingue ; e vedranno, quantopiù loro piaccia il dire : a votre Service , chepour vous servir ; e il dire huc ades , che venihuc.

Giova dunque mettere nella lingua qualchestudio per rendersi capace di tali diletti ;come nella pittura, nel canto e in altre arti,chi vi ha studio, trova molti diletti, che senzaquello studio non troverebbe.

X v.

Sminuendosi la differenza di due quantitàcon certa legge, dicono i matematici che ladifferenza arriva ad essere minore di qualun-que quantità assegnabile ; perchè qualunquequantità si assegni, potrà sempre trovarsi unadifferenza minore di essa. E qui avverti che