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Volume II.
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675
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PARADOSSI 67;")

la fine uscì il Bembo, il qual fiorì nel se-guente secolo per molti anni. Egli richiamònelle scritture lantica eleganza, e tentò ancliedi ridurre a gramatica quella della lingua deliòooj il c h e tent 5 anche a quetempi il For-tunio; e quindi uscirono altri et altri grama-tici, non assai concordi tra loro, e in grandis-simo numero. Alla fine del secolo , in cui fiorìil Bembo, sorse in Fiorenza la famosa Acca­ demia della Crusca , che ha poi con altri etaltri vocabolari! renduto più facile lo studiodella lingua. Introdotti questi studii gramati-cali, hanno cominciato gli scrittori a conten-tarsi di non peccare contro le regole degra-matici, facendo consistere lo scriver beile nelnon scriver maleq ed hanno perciò abbando-nate quelle belle e più scelte forme dell anticalingua ; mollissime delle quali piacerebbonoanche oggidì, se alcuno le usasse. Così pareche abbiali perduto ogni sapore di lingua edogni gusto di urbanità.

XVIII.

I gramatici non poterono stabilire le lororegolese non che notando negli eccellenti,scrittori le varie forme del dire, e riducendolea certe leggi costanti e, più che poteasi,universali. Era ben naturale che altri le ri-ducessero ad altri capi, e chi a più regole echi a meno, fosser tutti daccordo tra loro.Il Fortunio ridusse tutti i verbi a due soieconiugazioni-, altri poi ne hanno fatto tre ?altri quattro.