PARADOSSI 677
avendola in un verso. Nè ciò però detto avrebbeil Ruscelli, se lette avesse le stanze del Molzastesso. E uscita a nostri dì la Storia di Gio-safatte, che si tiene per correttissima , e percui trovasi che le passate edizioni erano scon-ciamente guaste e scorrette ; e pur queste hannoavuto per l’addietro grande autorità. Lo stessoè avvenuto di altre opere di molto grido.
X I X.
Volendo i grammatici, così quelli che eranoai tempi del Bembo , come gli altri venuti dipoi, provedere a chi volesse bene scrivere ,dovettero accomodarsi alla consuetudine, cheè signora in ogni lingua ; e però dovetterdannare molte parole e frasi le quali, benchéuna volta piacessero, a’ tempi lor più non potè-van piacere ; e per contraria ragione approvarnemolte altre. Che certo ai tempi più bassi nonsi sarebbon potuto soffi-ire potevate, dissono,fossono, vertudioso, che pur disse il Boccaccio 3nè, come disse Gio. Villani, feciono : salutoe ,rinomea.
Onde è chiaro che i gramatici, seguendo laconsuetudine, debbono a poco a poco cangiar,precetti ; e mal si consigliano quelli che inogni cosa stanno attaccati a’gramatici antichi.Come però le mutazioni che induce la con-suetudine , si fanno a poco a poco, così èquasi impossibile determinare quel tempo incui una voce o forma di dire comincia perla consuetudine ad esser buona 0 cattiva. Ciòfa che i gramatici in assai cose debbano restar