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sospesi per lungo tempo, nè possano esserd’ accordo tra loro, come può vedersi, leg-gendo i gramatici che son venuti gli uni dopogli altri da’tempi del Bembo e del Fortunio fino a noi.
Per tanto gli Accademici della Crusca móltosaviamente vanno di tanto in tanto riformandoil loro Vocabolario ; nel quale, presa per lin-gua fondamentale quella che formossi da’ va-lenti scrittori del i3oo, avvisano delle parolee forme che quelli usarono , notando quelleche la consuetudine oramai disapprova, equelle aggiungendo che la consuetudine ha in-trodotte. Di che non può farsi cosa più utile.Una parola o forma di dire non è buona per-chè è nel Vocabolario , ma è nel Vocabolario perchè era buona anche prima di esservi ; etale la giudicarono que’valenti Accademici, eper ciò ve la posero \ l’autorità de 1 quali inmateria di lingua, per la grande stima eh 1 essis 1 hanno acquistata, dee valer molto , come intutte le discipline vai molto l’autorità de 1 granmaestri. Da queste cose par bene che unavoce o maniera di dire possa esser buonaeziandio che non trovisi nel Vocabolario ; equesta essere anche l’opinione degli Accade-mici stessi.
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' Alle molte discordie in cui sono i nostrigramatici, s’aggiungono altri imbarazzi. Primaè forse difficile il conoscere qual di loro abbiaragione, poiché tutti si fondano nell’ autorità