PARADOSSI
tragedie che piacciono a quei che le le.
:ggono ,
più generalmente piacciono , e a maggior molti-tudine d’uomini, che quelle che piacciono aipopolo.
XXIX.
Dante nel canto settimo dell 1 Inferno mettein bocca a Plutone quel verso : Pape Satan,pape Satan aleppe. Quanto si studia per in-tendere la significazione di tali parole! Quantoa me, io temo che Dante non volesse eglistesso che quelle parole fossero di ni una si-gnificazione, e le portasse come voci di unalingua che usano i Diavoli tra loro, a noitutti ignota. Allo stesso modo nel canto tren-tunesimo mise in bocca a Nembrot quel ver-so : Rafel mai amech zabi almi, che il Dolcechiama parole di niuna o di oscura significa-zione; ma sono certamente di niuna, poichàavendo Nembrot dette quelle parole, Virgiliosi volge a Dante , e gli dice : Lasciatilo stare,e non parliamo a vóto; che così è a lui cia-scun linguaggio , Come ’l suo ad altrui , che anullo e noto. Io credo dunque che in quelverso Pape Satan, ec. non altro volesse cheesprimere il suono materiale delle parole chedisse Plutone ; come ancora quando dissecriceh nel canto trentesimo secondo : Nonavrin pur dal? orlo fatto cricchi per la qua}voce non intese se non di esprimere quellostrepito che fa il ghiaccio rompendolo, nonessendo cosa veruna a cui sia imposto il nonmcriceh. E così sono molte inlcrjezioni.
Zanotti F. M. Voi. IL
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