Band 
Volume II.
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PARADOSSI tXJI

proporzione. Ora non si diranno in ultimo senon quando saranno a termine di non poterpiù decrescere senza andare in nulla ; ma comepuò essere a questo termine quella quantitàche trovasi tuttavia cento volte maggior dcl-laltra?

Questidea dell 'ultimo nellinfinito è unideaassurda; può aver luogo in. geometria senon per una certa precisione. Tutte le quan-tità che per la loro piccolezza sfuggono ogninostra espressione , gli uomini si sono accor-dati di averle per inestese, voler più con-siderare le parti loro, e così nell estensioneaverle per nulla. Questo accordo fanno i geo-metri implicitamente nel definir che fanno ilpunto e la linea ; che prese così possono dirsitermini, ma non partì.

X. X X I L

Dice il Boccaccio , giornata io, novella 81A se amò. Dante , Purgatorio, canto ventune-simo : quellamor, che a te mi scalda. Unodirà: dunque a verbi può darsi un terzo caso-di comodo , come sono a- se, a te / un altrodirà poter ciò farsi, se la persona, al cui co-modo si riguarda, sia espressa con pronome,come a se, a te. Uno vorrà che ciò facciasisolo ite verbi che esprimono amore e bene-volenza , come ne detti due esempi ; altri laestenderà a tutti i verbi. Così faranno diverseregole , luna più estesa dell altra. Di questeregole quella è da seguirsi la quale può ra-gionevolmente credersi che avrebbe leccel-lente Autore seguita se gli fosse occorsa.