6y4 PARADOSSI
bene a far ciò che mi età piacere ; perciocchéi Santi seguivano aneli’essi il piacere. Altro èseguire il piacer sommo che è premio dellavirtù, et altro seguire un piacere qualunque.
X X X V.
Chi legge un poema tradotto ad verbum( che da molti dicesi traduzion cattiva ), se èmaestro nell’ arte, intenderà le bellezze dellafavola, se questa sia continuata, se verisimi-le , se maravigliosa, se affettuosa ; intenderàle bellezze del costume, se questo abbia bontà,convenienza , costanza, e se sia adattato agliaffetti ; e similmente intenderà, se l’espres-sione dei costumi e degli affetti sia tratta daluoghi più volgari, o da più scelti e più vaghi.Così chi è maestro, leggendo Omero, ezian-dio male tradotto, dovrà intendere in esso in-finite bellezze, e compiacersene. Ma i maestrisor) pochi. I più altro non cercano, nè gu-stano, se non la frase e il verseggiamento.
XXXVI.
Un nuovo genere di facezie, cioè non toc-cato, ch’io sappia, nè da Cicerone , nè daQuintiliano , nè dal Castiglione nel Cortegiano,nò da altri, potrebbe essere di quelle facezieeli’ io chiamerei dispettose, e che si dicono,riprendendo, per istimolar maggiormente gliascoltanti, e far loro sentire come sono ridi-coli. Demostene riprendendo gli Ateniesi dellaloro trascuraggine negli affari della guerra ; dice