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Vol. III.
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j (33 FAMELICO

proporzionala, lodevole; co. Dicesi Patir la lame, Abbisognar di fame,Procacciar la fame, Esser sollecitato dalla fame, Sentire o Provareli stimoli della fame , Saziare , Cacciar la famè , Non poter sostener-la , tollerarla cc.) Lat. faines. Gr. topos , «ira. Bocc. nov. 77. 55.

E così essendo cc., dalla fune , ma molto più dalla sete ec. stimolatae trafitta , in piè dirizzata , cominciò a guardare, ec. E nov. 92. 7.Labate, che maggior faine aveva, che voglia di motteggiare ec., simangiò il pane. Dani. inj. 1. 99. E dopo1 pasto ha piu fame chepria (preso poi dal Beni. Ori. 1. 27. 21. Che, perso cha lonor ,non ne fa stima , E dopo il pasto ha più fame che prima.) Declam.Quintil. C. Perdonale , Iddii c uomini ; la vergogna e la fame nonistanno insieme : la fame , quando eliè crudele , signoreggia le fieree le crudeli bestie. Alberi, cap. 54- La fame fa parer buono e tenerolo pan duro c nero, e non ne mangia altri, anziché ella lo comandicc. la fame commuoval palato tuo , c non lo sapore.

2 * Coll agg. di Canina : Infermità , delta anche Appetito canino,e dal volgo Mal della Lupa; ed è quella di Coloro che sempre han-no fame , perchè subito smaltiscono il cibo coti pochissimo loro nu-trimento. E. Adefagia , Allupare, Bulinio. (A)

2 * Dicesi anche Fame bovina, Fame lupina.f^.Bulimia.(A.O.)

3 Carestia . Lat. penuria. Gr. crroSsi'a. li. D. 4 tb.1. Al suo tem-po fu fame e mortalità per tutto il mondo- E 6. 29. 2. Fu gran-de e crudel fame nel paese , che per fame la madre mangiava il fi-gliuolo. » Borgh. Erse. Fior. 4fg. Terremoti grandissimi, e pesti-lenze, e fami, e spaventi dal Cielo, e segni grandi. (V)

£ _ * Bisogno, Necessità grande , Povertà. Bocc. nov. Che direna noi

a coloro che della mia fame hanno cotanta compassione. (A)

5 _ Per metaf. Desiderio , Bramosia, Voglia intensa di checchessia.

Lat. faines. Gr. ò'psjis. G. E. ro. 68. 1. Il Bavero fece in Roma unaimpostura di trentamila fiorini di oro, per gran fame che avea dimoneta. (Leggi impo.-ta.) Danl.Jnf. ,5. 7 ;. Che 1 una parte e laltraavranno fame Di te, cc. E Purg. 27. iij. Oggi porrà in pace le tuefami. Petr. canz. 35.2. Fame amorosa el non poter mi scuse. Eq4-8-Quella, per chio ho di morir tal faine, Canzon mia, spense morte.

2 * E cosi lame delloro per Avarizia . Dani. Purg. 22. Perchènon reggi tu , o sacra fame Delloro lappetito de mortali? Buon.Pier. 3. 4- E chi non vince L esecrami delloro infame fame?(È quel di Eirg.Quid non mortalia pectora cogis Auri sacra fames? )E Salvia . Annoi, ivi: Fame di quella sagrata , c la plebe dice diquella sagrntina. (N)

6 Dicesi Morto di fame , per lo stesso che Povero in canna, o Mi-serabile. Lat. esuriens , inendicus. Gr. ìovauci'w. Tac. Dav. Ann. f.102. Che costui , morto gran tempo di fame, e testé di questarte ar-ricchito , e scialacquante , la seguitasse, non fu miracolo-

7 * Dicesi Cascar, della o dalla fame. E. Cascare, §. 11. Bos.Sai. i. Ad uno scalzo poi nudo e meschino Che casca dal bisogno edalla fame Si niega un miserabile quattrino. (N)

8 Dicesi Essere scannato dalla fame , Morirsi di fame = Essere

grandemente affamalo. Lai. fame enecari. Fr. Jac. T. 4 i 9-

Venne il mendico , e si morìa di fame. Moka. 6. 25. Perchè la famequivi ne lo scanna.

2 * Essere in fame = Patir fire. V. Essere in fame. (N)

9 D tirsi per maniera espt'essiva d' A vere fame eccessiva*. Veder lafame, Veder la fame in aria o simili. Lat. fame perire*, confici. Gr.Xi/aGì àirdXAvoOai. Mor^. 18. iq 5. Disse Morgantc : io vedea la fameIn ària , com un nngol d acqua pregno. E ig. y 5. E la fanciulla la-jota acconciare, Perocch*in alia la fame vedea. tir. Lue. 4* 3. Porristoro lio una fame eli i la veggio.

10 Dicesi Torsi fame ^ Sfamarsi. Fior. S. Frane. p.i5y. Solo unavolta si tolse fame. (V)

11* Tenere in filine. Detto anche fig. Dant. Par. ig. Solvetemi,spi-rando, il gran digiuno, Che lungamente m'ha tenuto in fame, Nontrovandoli in terra cibo alcuno. (N)

1 fi CO Cacciar la fame, Saziar la fame, Pascer la fame ;frasi notale dal Pergamini colle opportune autorità. (P)

12 Prov. La fame caccia il lupo del bosco ~ La fame induce tuo-mo a far delle cose cine per sua natura non farebbe.

j 3 fiorir di fame in Altopaseio o in un forno di schiacciatine. [Mo-do basso e da lasciarsi a' Fiorentini.] Pardi. Ercol. 5y. Quando al-cuno fa o dice alcuna cosa sciocca o biasimevole , e da non dovergliper dappocaggine e tardità, o piuttosto tardezza sua riuscire, permostrargli la sciocchezza c mentecattaggine sua , se gli dice in Firen-ze ec : tu ti morresti di fame in un forno di schiacciatine. Segr.Fior.Cliz. 2. 3. Un cacapensieri che si morrcdi fame in Altopascio .

* (Mif.) Divinità, figlia della Notte. Rappresentata in figura didonna orribilmente magìa, pallida , ed abbattuta , colle tempie affos-sate , la pelle della fronte secca ed aggrinzata, gli occhi quasi spen-ti ed incavati , le gole di colare di piombo, i labbri lividi, le. bracciae le mani spolpale e legale dietro le spalle. (Mit)

l3" * (Geog.) Porto della fame. Porto nella Terra del fuoco. (G)

Fame diti, da Appetito. La Fame ha relazione propriamente al bi-sogno di alimentarsi, sia che venga da troppo lunga astinenza, siaphe nasca dalla voracità naturale dell'animale. L * appetito ha più direlazione al gusto , ed ha la sua causa nella disposizione che hannogli organi a trovar del piacere nel mangiare , unita ad una grandecapacità di stomaco.

Famelico , Fa-*li-co. Add. m. Grandemente affamato. Lai. famelieus.-Gr- XtfitéTTtrJv.Bocc.000.34. 14. Non al tramenti che un loon famelico,nell'armento de giovenchi venuto, or questo or quello svenando, pri-ma co' denti e coiliinghie la sua ira sazia, che la fame.

2 Per metaf Avido. Lat. avidus, ardens. Gr. ivi^vp-nriicóc, Petr.canz. 3 > 5. Io qui di foco e lume Queto i frali e famelici miei spir-ti. Tass. Ger. 16. ig. R , i famelici sguardi avidamente In lei pa-scendo , si consuma c strugga.

famigliare

Famelico difif. da Affamato. Il primo si applica generalmente a clijha fame. Affamato nel senso ordinario dice un* più. Famelico i Jl1tìg. include la idea di avido di checchessia. Affamalo talvolta P l ' cn 'desi per Arrabbiato.

Famgami. * (Mit. Ind.) Fam--mi. Ordine religioso sacerdoti Iti C[iitribù forma il secondo ramo nel regno di Golconda. (Mit)

Famuno, * Fa-ini-à-no. N.pr.m. Lai Famiaaus. (Dal lat. fama trinomanza.) (B) .

Famie. * (Geog.)-uii-e. Città delta Turchia asiatica nella SiràtXjft

Famigerato, Fa-rai-ge--to. Add. m. Famoso. Lat. famigerati^.

, hixTs^pvWrifLivos. Fir . DiaL bell. donn. 4^5. Non viegli che questa nostra dipintura sia riuscita nella mente vostra Vfbella con quattro di voi, che la famigerata Elcna di Zcusi con cin 'que Crotouiate ?

Famiglia, Fa-mi-glia. [Sf Piu persone che vivono sottola podestà fi ^

loro capo, ad esso soggetto per legge naturale o civile ., Fauiifi a v >,, \Lat.fsanì\['d.Gr.aì/,os.Pelr.son.36. Èl Pastor cha Golia roppe la fr llU jte , Pianse la ribellante sua famiglia. Bocc. inirod. I lavorai 0 * ,miseri e poveri, e le lor famiglie ec., non come uomini, macome bestie moricno.

2 [Persone di servigio semplicemente ,] Serventi. Lat. famuli. Gf*.potredec. Bocc. nov. i3. 10. Vide nusciva similmente uno Abate b* .co con monaci accompagnato, e con molta famiglia e con gran sa,roeria avanti. E nov. 22. iq- Comandò ec. che tutta la sud

gli venisse davanti. E nov. 48- 3. Comandalo a tutta la sua b 1,n *° i ,jjclic solo il lasciassero , cc. Pass. 5o. Chiamata la famiglia, eh <?.aveva grande ed orrevole, disse loro. Boez. Parch. 1. 3. Gli no 1 ® 1ec.; giudicandogli di mia famiglia, ne fecero alcuni ec. mal capi*? 1 *

3 Schiatta, Stirpe, [Casato -] Lat. sobolos , doimts, stirps. Gr-

Bocc . nov.. 2. Pietro Boccamazza, di famiglia tra le romane ;,!iorrevole. E nov. 63. 2. In Siena fu già un giovane assai leggìi* *e di orrevole famiglia. ~

4 Brigata , Conversazione, [Compagnia.] Lat. manus, turba. ^

ó'XAos , 'nrA'^os. Bocc. introd. 02. Costituisco Parmcno famigh l | ^Dioneo, mio siniscalco, e a lui la cura e la sollecitudine di t'dt* 1 .nostra famiglia commetto. Dant. luf 4 1Ò2. Vidil maestro di c °che sanno, Seder tra filosòfica famiglia. q t>

5 Sergente o Solvente della corte, Birre. Lai. apparitor, stator ^jcAfjnip, àopvtyopos. Bocc. nov. 40. 17. Ruggieri ec. preso dieroij 0

le mani della famiglia del rettore della terra. G. P. 10. 122. 0? [f ,venia che vi fosse a guardia dell officiale le famiglie delle signoi' 10 ^male col ceppo e colle mannajc per far giustizia. Nov. ant. SoA* Psua famiglia avevano un. di preso un pcntolajo per malleveria* s

6 * Cittadinanza. Dant. Par. 16. Dal voi, che prima Roma ^ /g,)In che la sua famiglia non persevra, Rincominciaron le parole ni 10 -'

7 Con ventò. F. Di famiglia. (V) (N)

8 Per simil. del $. 1. Dant. Par.10.4g Tale era quivi la quarta 0glia Dellalto padre. E 11. 86. Indiseli va quel padre e queM* 1 ^Colla sua donna, e con quella famiglia Che già levava V -lunilcstro.Z? f2.ffi.La sua famiglia, chesi mosse dritta Copìedi alle su 0 r

g [ Fig. Dicesi Qualunque cosa suole accompagnare o serv*» ^,|me di corredo a checché sia.] Petr. son. 2 6g. Zeffiro torna, ftempo rimena, E i fiori e ierbc, sua dolce famiglia. Mor.à»

1. 10. Questa famiglia di virtù dentro da noi ben vide il proba ^

10 * E poetìc. Famiglia del cielo = Gli angioli. Dant.

2g. Non ti maraviglia^ sancor tabbaglia La famiglia del cielo.C^^/.

11 Esser famiglia di uno =: Esser uno della sua famiglia» " t ,lnf. 22. 52. Poi fu famiglia del buon re Tebaldo. Aìnbr. Furi-Mi rallegrerei per certo, perchè essendo vostra famiglia , °o llt ^0bene c male depende da voi. » (Forse nell esempio di Dante vf-fi

in.iiv- v iiiuiv uv^iviiub «.in >ui. tsJl.ìr- ite**' CJwut lyiio.-

famiglio, e così hanno i migliori lesti, e par la vera lezione , l j 0costui era veramente uno di que setvi che si chiamano fai» 1 » 1confidenti.) (P) ...

12 * Tener famiglia^iSyiesar genie di servigio.Bocc.g.2.n.3- 1do grandissima famiglia, e molti e buoni cavalli cc. (A) (N),

,3 [Venire in famiglia, dicesi di padre cui sono nati piùBocc. nov. i3. 7. Non ostante che in famiglia tutti venuti

_ Dicesi Da famiglia, parlando di Vino , Pane ec. per f'

c/ie sia di poco pregio. Bocc. in Messer Gerì. E. Vino. OE s g <tj 5 (Geom.) Famiglia di curve dicesi da' Geometri d' Una ^curve di differenti ordini o spezie, le quali tutte sono deft rlt j 0 i^medesima indeterminata equazione, ma in modo diverso, secoi*ferenti loro ordini. (A)iC> * (Mario.) P. Sciatta. (A)

* (St.Nat.)Co/np/esso di generi che sono riuniti pe'caraUcf 1i quali hanno tra loro molta affinità relativamente all L, l , { )a1 'f C \\cf *Salvili, Opp. Pese. 4- 35g. É i pesci cani e le famiglie U cquali portan pungiglione. (N) Spo rt ' J,

Famigliaccio , Fa-mi-gliàc-cio. [tSm.] pegg. di Famiglio. Geli-

3. Senipremai questi famigliacci commettono qualche male d° v» Col. Rieuz. lib.2. La gente non volte più udire, prendendopiena mano, rompe lo steccato, e tengon dietro al fainigl^ ^ili- 1 ^'Famigliare , Fa-mi-glià*re. Sm- Di famiglia , Servitore. > f jìo^ 0 fFamigliare , sin. Lat. scrvus , famihis , fainiliaris , Seti. ^

Bocc. nov. 16. 16. Con Currado Maiespitia si mise per *

noi\ 47 *2. Mise veleno in un nappo con vino , e quello [l0un suo famigliare. Nov. ant . 65. 5. Or questo nostro co^ip rnon ebbe egli un pane dal famigliare del Re altresì come no g|nUstrazz. 2. 35. Coloro che non permettono che le decime s l ^ ^

alle chiese, degli animali de suoi famigliar! e pastori s, l nl ,3

2 Per simil. [Scguaee , Settatore.] Lat. associa, comes. G 1 '* . pi ( 1'Dant. Purg. 2g. l36. Lun si mostrava alcun de' fanaig! ,al jj £,i>sommo Ippocrate . E Par. r^y3. Ben parve messo e famigh^ r*

Domestico, Iutiiuscco. Lai* duiwiAkus , fàaiiliajis.