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SCALDARE
D. lih. n.’cap. 4- Qual cosa è più utile che il foco scaldante e co-cente , posto che ec. (N. S.J
-Scaldare , Scal-dà-re.j4«. Indiare il catdo in checchessia; [altrimentiRiscaldare.] Lat. calefacere. Gr. &ippxmir.Dant.Par.»i. 36. Le poleinsieme al cominciar del giorno Si muovono a scaldar le fredde piume.E 24- 102. Non scaldò ferro mai, nè battè ancude. Socc. nov. 77.5». Se il sole ti comincia a scaldare , ricorditi del freddo che tu ame facesti patire. Lab. ijo. Nè che troppo abbia il forno la fornajascaldato. Tes. Br. 3. 5. Se ne debbe guardare d’ acque salse e ni-trose , perciocch’ elle scaldano e seccano e peggiorano il corpo.
»'■— Per metnf [Accender V animo , Muovere , Eccitare qualche pas-sione.] Lat. accendere , infiammare. Gr. xalciv, f-rltr )5 ; V. Dant.Par.3. 1. Quel sol, che pria d’ amor mi scaldò ’l petto. E Purg. 21. g5.Al mio ardor fur seme le faville Che mi scaldar della divina fiamma.
SCALINO
2 — * (Anat.) Aggiunto di tre muscoli , de' quali V anteriore piega Acollo in aranti ; il medio lo piega pure in aranti ma meno del vii-
piega pure in aranti ma meno del piimo ; ed il posteriore concorre in unione del medio a far fare al colloi medesimi movimenti in avanti o lateralmente. Ebbero tale denotili-nazione dall’ essere inegualmente triangolari. (Aq)
Scaleo , Sca-lè-o. (Sm.K. A. K. e di'] Scala. Dant. Par. 21. 2 <7. D*color d’oro, in che raggio traluce, Vid’io uno scaleo cretto in suso.But. ivi : Uno scaleo, cioè una scala di colore d’oroScalerà, Sca-lè-ra. Sf. fi. e di’ Scalinata , Scalea. (Dallo spagn. esca-/era che vale il medesimo.) Kit. Bear.Celi, pag. 236. (Milano i8ì4dScontrato nn acquaruolo, . .. chiamatolo a me, lo pregai che mi le-vassi di peso , e mi portassi in sul rialto delle scalere di S. Pietro ,ec. Subito costui mi prese , . . . . e portommi in sul detto rialto dellescalere di S. Pietro. (B)
r"mni.fmlerdèli’ amor eli’ a te mi Scaletta , Sca-lét-ta. (A/.] dim.di Scala .Lai. brevis scala. Gr.xXipànos.£ v. 134. Or puoi la quantit t C P navcu tosi c baldi I miei Dant. Pura. 21.48. Non rugiada, non brina più su cade, Che la sca-
scalda. Peli. san. 3u. Non.e chi faccia e paventosi kUa de - tr e gradi br eve. Vii. Crisi. Posta anche un’altra scaletta pie-
pensici-, nè chi 8 1 » ,* * c \ 't.lnf.2 q.-i4- Io vidi due sedere cola dal lato dinanzi. Frane . * Vacch.nov.igg. La donna scende d’uria
3 —- N. ass. e pass. (Fars 1 ca o.j . ‘ ^ ; ' a tè„giiia a tegghia. scaletta con una gatta levata. £ nor. 229. Con questa soma ne va.
a se appoggiati , Come a se tr *>£ son . 226. Non c sì duro a uno uscctto , dal quale scendea una scaletta in una stalla. Pallai »
4 — E P er pf"■ a amando, tàlor non si sroova, Nè sì E da ogni lato della scaletta abbiano i canali i loro doccioni.
cor , che lagrunando, „ slamo ant. 64. t. Farà 2 — (Ar. Mes.) Quel pezzo di un ormalo a ripetizione , che si spi-
J-O-AJV. £*-- - -- - , w
presso: Il cavaliere ebbe il pregio dell’arme, scaldossi d’allegrezza.
5 .—* E detto dell'Effervescenza d'ingegno, Menz.Poet, l. 1. Purchéall’ oscurità mentre t’involi, Non dia nello smaccato , che dimostraCcrveI che non si scaldi e che non voli. (P)
Scaldatilo , Scal-da^tì-vo. Add.m. Alto a scaldare , Calefattivo . P/ocol. Filos. 2. 2. 5. Berg. (Min)
Scaldato , Scal-dà-to. Add. rn . da Scaldare. [C/ie ha preso calore ; ai-trimentì Hiscaldafo..] Lat. calefactus. Gr. Ssptt-ctvùsls. Dant. Inf. sy*no. Né quando Icaro misero le reni Sentì spennar per la scaldatacera. Soder. Coll . Si. Tu porrai dell’ uva buona sopra i graticcio asse nel forno tanto scaldato , che ella rigonfi, e rigonfiata la ca-verai. E ioi. Per vietare eli’e’non diventi aceto , piglia una doz-zina di noci acciaccate ; e bene scaldate in un forno, gettale roven-tate nella botte, cc.
2 — [E detto di Chi ha la testa riscaldata dal soverchio vino bevu-to.] JSov. ant. 100. 2. Quando egli era scaldato di vino o di vivan-da , ed ella disse: ec.
Scaldàtojo/ Scal-da-tó-jo. Sm.Stanza comune ne’ conventi e monasteridov ’ è il cammino e dove si va per iscaldarsi. (A)
Scaldàtore, Scal-da-tó-re. £ Verb . m. di Scaldare.) Che scalda. Lat. ca-lefactor. Gr. StpfjhxivMV , Sict^}sppcu'vu>v. But. Purg. 20. j. Nascendonella stalla delle bestie, e dove la mangiatoia gli fu letto , e lo buec P asino scaldatovi con lo loro fiato.
Scàldatrice , * Scal-da-trì-ce. Verb. f di Scaldare. V. di reg. (O)
Scaldavivande. (Àr.Mes.) Scal-da-vi-vàn-do. [Sm.comp. indecl.} Vmettoper lo p.ù traforato , dentro al quale si mette fuoco per tener caldele vivande ne 3 piattelli ; e fassc/ie di f ià fogge. Lat. foculus, Senee.Gr. layjipot.. òalvin. Pros. Fior. 6. ig5 . Uno scaldaletto pieno didiaccio, uua gelatina su lo scaldavivaude, ec. « La$c. Cen. 3. nov.10. Intanto compatrono , portati da’ servitori, tre grandissimi piattidi stagno sopra tre scaldavivande pieni di freschitufi. Bellin. Bucch. s3i. E poi
(»)
ben acconci tar-di* terre ce n’ c un barbaglio, .
Tene da scaldavivande , ec.
Scaldeogjare , Scal-deg-già-re. Att. Riscaldare , Accalorare , Caldeg-giare. Pattar.Cono. Tiid . (A) Pallav. Ist.Conc. 3. s56. Ove si ve-dessero non solo non iscaldeggiati , ma ripressi da un tant’ uomo. E563. Y’ebbe qualche susurro, che fossero in ciò scaldeggiati dal Contedi Luna. (/« entrambi questi esempi è fg) (Pe)
Scaldecgiato , * Scal-deg-già-to. Add . rn. da Scaldeggiare, E. (N)Scaldi. * (MitCclt.) ÌSome de 3 poeti e ministri della religione , eh’eranopresso i Celti quello che i Druidi presso i Galli ed i Bardi pressoi Britanni. ( Dal celt. gali, ed irland. sgai uomo , campione , e siada adh legge, sia da alladh fama : Uomo di legge o Uomo delia fa-ma. L’Armstrong dal gali, alti esaltazione , altezza.) (Mit)
Scalea, Sca-lè-a. £òyi) Ordine di gradi aranti a chiese , o altro edifi-Scalinata , Scalcia, sz/i.Lai.scalamm gradus.Gr. rà òivxfixSpx,Q. V. 1. 5j.5. Si fecero le scalee de' macigni giù per la costa .Dant.
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vero ordinamento acconcio con bello e finissimo marmo, dove ha dastare lo ’mperadore a sedere. Buon. Fier.3. 1. si. E ’nsino jeri Pa-recchi scroccatori , A fnror di staffili, di forcine, Saltando le scaleedello spedale , Preteser qua rinfrescamenlo i ghiotti.
2 — * Proverò. Far le scalee di S. Ambrogio : modo fiorentino che
2 — Specie di tanaglia di cui si servono i magnani per dar Io-forma a' vasi nel bollirli. (A)
3 — Sorta di lima stiacciata■ (A)
3 — (Milit.) Piccola macchina da sollevar pesi , composta di ditepezzi di legno parallelepipedi piantati verticalmente sopra un ta-voloneforati da varii buchi , entro i quali si adatta a varie altezzeuna grossa chiavarda di ferro , la quitte serve di punto di appog-gio ad una grossa e lunga leva sottoposta al peso che si vuole al-zare. Kien detta anche Gran leva. Btring. Ma quello , che per ne-cessità s’ usa , è una scaletta bucherata, la quale con una chiavardadi ferro fa sedime con una beva. Mantecaci:. Al maneggio dclfarti'glieria si richieggono scalette, capre , carromatto cc. D’Anlonj. Lagran leva s’ impiega da’cannonieri dove le piccole non possono ba-stare a procurare tutto quel movimento elio si desidera. Questa è urtgrasso tronco di legno forte . . . , il quale appoggiato alla scaletta >da cui viene formato il punto d’ appoggio, nella vicinanza o distai*'za più convenevole , applicata la forza all’ estremità del braccio pi* 1lungo , dal minore vien mosso o sollevato il peso da muoversi, ((ir)Scale aretto ,* Scal-fa-rét-to. Sin. Scria di calza. (Voce probabilmentecorrotta da calzarelto.’) Castigl. Leti. Eam. SS. Ho ricevuto due diVostra Magnificenza, una da Dionisio spcndilore , l'altra per un fa-miglio di àf. Cesare, e quelle camiscie, scalfaretti toccati ( laccati )che la mi scrive ed altre robe. (P. V.)
Scalficcare , Scal fic-cà-re. /!tt. e n ass. Staccare a poco a poco quel"che parte di checché sia ; quasi lo stesso che Scalfire. ( Frequenta;tivo di scalfire.) Bellin. Disc. Il suo consumarli egli è un roderlicon i suoi denti, cioè con essi scalficcando c strappando, staccarti 6piccole parti. (A)
Scalfire , Scal-fì-re. (Att, e n. ewr.] Levare alquanto di pelle , pene-trando leggiermente nel vivo -, [ altrimenti Scalficcare. — , Calterire jsin.] Lat. scabere , leviter , incidere, scarificare. Gr. cxxXwnv. (O a *celt. brett. skilfa graffiare. Nella stessa lingua scalfì screpolarsi. Qar. qylf cute , e qcelf scortecciare.) Declam. Quintil. Acciocché 1tuoi vecchi membri i miei gravi abbracciamenti non iscaìfiscano. ,y( Qui par che debba leggersi piuttosto iscalpiccino.) (N)
2 —* Fu detto Scalfir la vita per Toglierla, Uccidere, siccome pale-Salviti. Inn. Om. 558. Allor scalpcndo Con iscarpcllo di canuto ferì' 0 »Scalfì la vita della tartaruga. (Pe)
Scalfitto , Scal-fit-lo. Sm. K. e di' Scalfittura. Kit. Betiv.Cell. 4fi1‘Mostrandoci 1’ un 1’ altro gli scalditi e le percosse.» Cr. alla v. Friz-zare : Quel dolore in pelle che cagionano le materie corrosive p° stesugli scalfitti ec. (N)
Scalfitto. Add. m. da Scalfire. [ Altrimenti Calterito. ] Lat. lev'dfictus. Gr. Tac. Dav. Ann. 3. 109. Vitellio ec., scali*
tosi leggiermente la vena , mori d’angoscia,
2 — E per metaf. Car. Kolg. Long. Am. 4■ Era tutto quel l° c °scompigliato, scalfitto e divenuto faneoso. (Mln'i
scalfittura. Kit. Crisi. D. Aggiungono lividori sopra lividori, ® 1scalfittura sopra P altra. _ J(J
ScAHATico. , (^ rc *' e ')Sca-li-à-ti-co.A’;tt.J ; \L. Diritto di porto; cioè P .
che si riscuoteva pre^a i nJ - • - •
entro il porlo. Lat.
vale Caratare alcuno e
- ». . , ' ' MI f'ISIlUk tilt» -*
presso 1 Lomaiu da coloro che volevano far. scabaUcum (V. Scala , in senso di Porto.) C*?™
V-HhC '“‘A s-' ’ D ' ----- -j-- , v, 1 . r \ -(11 fui V ,
dirne male, partito che si e dalla conversazio- Scalixa , Sca-li-na. òf. dim. di Scala. Piccola scala; altrimenti ^
ne; perchè amicamente nelle scalee dì quella chiesa adunavansi acrocchio gli sfaccendati , e partito alcuno della compagnia , venivacaratato da quei che rimanevano , V . Vare le scalee di Santo Ani*biogio. (&) (N)
Scalea.* (Geog.) C/t. del Reg. di Napoli nella Calabria citeriore. (G)(N)ScàlellA , bca-iéLIa. [‘Sf. Piccolo Lacciuolo da prender colombi .] Cr.io.s3. <* Anche nelle fave e ne’ fagiuolì seminati si prendono colombie tortole con piccoli lacciuoli, che volgarmente sì chiamano scalcile.Dì questi lacciuoli il modo è questo : ec. (.Il testo lat . ha scapellae.)Scaleno. (Geom.) Sca-iè-no. £ Add.m, V .G.) Aggiunto di triangolo, ilati del quale sono disuguali tra loro. Lat. scalenus. Gr. cx-cc^vós.jg Sagg* nat* e s P* Quand'anche nella sua prima vibrazione \o for-r ' masse (il triangolo) scaleno , in virtù del peso scorre subito al piub iutiaio punto , ul quale lù.Wi si possa , ed iu esso poi si mantiene.
letta. Baldin. Foc. Dis. (A)
Scalinata , Sca-Ii-nà-ta. A/.'£0 stesso che Scalea, K. Baldin.Koc.Dis-Scalino, Sca-n-no. [óm. Grado di Cui è cnmnnetn unii ci-nln xt&bfó ‘
Grado di cui è composta una scala st(l ~di pietra o di legno ; nelle scale mobili è pare adoperato , • &
di Grado , Gradino , Scaglione , ma direbbesi piuttosto piuomnelle sontuose o di chiesa Gradino. Altrimenti } Scaglione,
( V. Gradino.) Lat. gradus.Gr. fidSpov.Belline, son.iyi. Unosc^,^ha arso d’una scala.2fuo/i./ i /er.^'. i.g. Fra l’un scalino e V altro»quel , iu *n quislo , E quell’altro in quell* altro, e tutti i» tfltstrihutìvamente. Gal.Sist. 382. Questa pel primo scalino f a utl .calare.» Ner.Samin.12. 26. Eretto avean , tutti affannati c r°^ sl ) u ,iiscafa dì cinquanta c più gradini ; Ma tra lor furo» poi $ b c^Del jirimato a salir sugli scalini. Lall.En.Trav. 0. $4- *^ 011 /jN)liut più di culto ed 0U0 Lunghe scaLc di legno ci adopvato* c
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