d'diversi sie
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wer$i significati. E prima sta peri Benché , Ancorché , Quantun-jj quamvis, etiamsi. Gr. xa/^p, (Dal lat. <?Zs/ 0 sia ci si benché.)st( 0CC ' ìl0Vt 38. 8. Si dispose, se morir ne dovesse , di parlarle essotu ì!?* ^ 1l0v -65. 22. Se voglia me ne venisse di porti le corna, se
fr a * e §li* 55 DanU lnf. 2. Tanto m’aggrada .
5 i?* 0 > Glie l’ubbidir , se già fosse, m’ è tardi. (Cin)
® congiunzione dubitativa. Lat. num , an, utrum. Bocc.l»e p 7* Non so se a voi quello se ne parrà , che a me neparreb-s * d' n ° V ‘ 8 *Ovsì si parrebbe se cosi fosse valente uomo, comev i'a /? Va > e se cotanto 1’ amasse , quanto più volte significato le a-SOn ' 1 ^4‘ A cui non so se al mondo mai par visse. Dant.
3 ^ E s’io divenni allora travagliato, La gente grossa il pensi.
°j * a ® particella condizionale in genere , e vale Caso clic ,6 e/ì . • le >. P° sto che , Posta o Verificata la condizione che ; [ee ni e P a ja dubitar le più volte , pur bene spesso vi si scuopre per? Sens o che afferma .] Lat, si. Gr. sis. Bocc. nov. 2. 7. Io sonp'f ° 5 s . e vuogli che io faccia quello di che tu m’hai cotantoiP 5 ^ 1S P 0S ^° andarvi. E nov . 36. 16. Ninno di voi siaar-ciin^ 1 toccai '>»i » se *° obbediente vi sono, nè da questo corpo al-a (l COsa rimuovere , se da me non vuole essere accusato. Petr.fi f. 4°- 7- Anzi la voce al suo nome rischiari, Se gli occhi suoidolci nè cari. Dant. lnf 3o. n5. S’io dissi falso, e tu fai-jp tt , conio. (Cioè, io concedo, c non ìiicgo d* aver detto falso.) Ela„ J- 64. Grazie riporterò da te a Li, Se d'esser mentovato
VA* degni.» Pianini . I, 4* Deh se i miseri sono da te uditi alcuna2 a > porgi le tue pietose orecchie a’miei pricglii. (Cin)
(> } ‘ Ui *7“ * E cosi posto per via di condizione , si uni ancora col sog -^h ll \° 5 In - f urza Quando , Qualora , Purché o simile. Soder.
'lassimaiucnte se s’accordi col sito del cielo e gli sia in favore,p!- ( j àtor. p. 3g. Ai quali , se stimolati dal danno o dal doloreSlum yi -° ^ anne » appena possa fare resistenza tutta 1’ Europa , con-
4 ^ p insieme le forze , non che il Portogallo solo. (Cin)
[ c £ e f Così , in principio di locuzione pregativa o disiderativa ;lefis p Sic de' Latini , come V adopero Orazio : Sic le diva po-
* Cypi*i j {onde il verbo che gli vieti presso fu sempre il sog ->r\ t -i . _ t> _ _ «3.. o c,. «u: i.iu:,,.
ii Ca ^°.d Gr. c-i-rws , Qvrw. Bocc. nov. 3g 6. Se m'aiti Iddio, dissep Cr .'oliere , io il vi credo. E nov. 7 6. 7. Se io non sia impiccatoìa l]io y Sola , che egli m’ è stalo imbolato. E nov. go. 11 . Se m’ajuti£ 5 hi se’povero ; ma egli sarebbe mercè, che Infossi molto più.
lia i 10.5. Se io non sia svisata , Pianger farolle amara tal fol-lavoi- Unl ‘ ^ n f' 2 9 * 8g. Se l’ unghia ti basti Eternalmente a coteston l0lul ’ E v. io3. Se la vostra memoria non s’imboli Nel primol’ a j t 0 dall’ umane menti oc. , Ditemi chi voi siete. E 3o. 34. Septtr?. 11011 ficchi Li denti addosso, non ti sia fatica A dir chi è.
Or dimmi, se colti’in pace vi guide, (E0i[ 0 d lf: coppia è questa? » Chiabr. Guerr. Gol, Si
mostrai ’1 ducaSe pace, se con-
*-n tYr A mor ti dia, Trova la donna del cui viso avvampo. (A) Dant.faceti* 1 ‘ ^ tanto lavoro in bene assommi , Disse , perchè laSi: / ma testeso U11 lampeggiar d’un riso dimostrommi ? E Lf.16.■ Wa t ì? aili ente V anima conduca Le membra tue, rispose quegli al-^ Se * a ^ aniu tl,a dopo le luca , Cortesia e valor di’ se dimora\()( 0 *J°stra citlà. E Par. 22. S’io torni mai , lettore, a quel de-> Uij . G’ionfo, per lo quale io piango spesso Le mie peccata , c ’l petto* 7- p 1Cllo( o , Tu non avresti cc. (N)
^(à'^'j^mebé, [Perciocché.] Lat. quandoquidem, quouiam, si. Gr.l * Uiqj], etr ‘ son ‘ 2^2. Che mal per noi quella beltà si vide, Se viva'li Vq . u e dovea tor pace. » E p. 1. 22g. I’ pur fui vostro, e se^ privo , Via men d’ogni sventui a altra mi dolo. Morg.f correva come leopardo, Anzi più forte, s* egli avea
^ p 0 ' (£m)
er Come, avverbio di similitudine. Cavale. Jiled. cuoi'. i5g. SeS C|- V 0 Perseguitalo me , così perseguiteranno voi ; e come hanno os-^io' { \ niie parole , così faranno le vostre. E se'I mondo v'ha in^iml fidate clic egli ebbe in prima ine in odio che voi. E Espos.1 74- Se noi siamo compagni di Cristo nelle tribolazioni, cosi° ^Gle consolazioni. E 3i6. Se noi siamo consorti delle tri-* c °i>ì saremo delle consolazioni. E 336. Se ti par che basticuore , senza confessar con la bocca dinanzi agli uomini,v t,Q Cca COsi possiamo dire che basti allo infedele confessar con la' ^ p e ;. «««za fede di cuore. (V)
dì V uail ta. Diiv. Colt. 160. E quel forzorc clic la vinaccia pi-jì^P'a (stuiuniiala , se tu sai) fa pigliare il fuoco al vino. j>?' P* uovi , se sa ; che tu qui rimarrai. Bocc. g. 8 . 71.
1 1,1 un'T* 1 ^d’ermo , se tu sai ; chè mai di mio mestiere io non tifidilo ‘ denajo. Buon. Tane. 1. 3. l'accia s’e’sa, per disciorsida^ * P>?
J Quando, Posciachè. Agn . P andaif, Esc siate stati in co-
v «up,jp. 1,0 ghgenti , alla quale possiate per allora rimediare, subito, 'iit,! (Cin) Dant. Par. 4. Se violenza è quando quel che paté
b -.ce 0 >-;**/ è quando quel che paté
)l tìk ^c a quel che sforza , Noa fur quest’alme per essax A/ ^
in è s ottinteso. Vit. S. Frane, 22 5. A un buono uomo ven-J'^to » &1 °u e , che avendo dell’acqua, dove il . Francesco s’avesse
TtiK. . ,e li inni „ : • !• _hi...»_.11_1 .•
ili <0 di , , C| ° alcuna volta, e tacqucsi dagli antichi in un colai
tvHi * parlar • ’ * '• • -
V ll > anp nar ° ’ Uc ^ quale ella nondimeno vi s'intende, ec. Il qual^i^Sgùnh' 1 ?-* non s °Punente ne’poeti sì legge , siccome furono*V Cotl le* ^ * ^ Cucca , clic parlando alla sua donna del cuore di lui,4 ^ Voi ‘! av ? ’ t ^ ssc : C tanto gli aggradisce il vostro reguo, Chepartii non potrei-»]/ elio , Non fua$c dalla morte u \oi fu-
rato ; cioè Se non fosse. E Lapo Gianni , che disse ; Amor , poichétu se’ del tutto ignudo , Non fossi alato , morresti di freddo : cioèSe non fossi. O come fu Francesco Ismera , che disse : Non fossecolpa, non saria perdono , ec. Ma , oltre a ciò , si legge eziandionell* Istoria di Giovan Villani , il qual disse : E poco vi fosse piùdurato all’ assedio , era stancato 5 in vece di dire : E se poco piùdurato vi fosse. (V) Bemb. St. 32. Questo Sol che riluce o questaluna Lucesse invan , non si dovria pregiarli. (Gin )
io — * Talora per bella proprietà di linguaggio , innanzi al Se la -sciasi per sottinteso il verbo necessario. Fior. S. Frane. 112. Vieneil Demonio . . . per sospignerìo quindi giuso. Di che Santo Fran-cesco non avendo dove fuggire ce. di subito si rivolse con le mani,e col viso e con tutto il corpo al sasso ec. brancolando colle mani,ae a cosa nessuna si potesse appigliale (cercando se). E i47> Corse...per tutta la città, se per ventura la potesse trovare. Bocc. g.2. n.4.A quella (tavola} s’appiccò,* se forse Iddio, indugiando egli l’affo-gare, gli mandasse qualche ajuto allo scampo suo. Tìt. SS, Pad. 3.60. lo pensai una fiata di entrare via dentro nell cremo, se forse Id-dio mi facesse trovare alcuni Santi Padri occulti. A. M. Madd,77. Pensomi che tornassono un poco dentro alla porta ec. in luogopiù onesto, che si poteva , tuttavia se sì potesse vedere o udire al-cuna cosa. (Qui a torto il Manni sospetta che ci manchi per vedere,mostrandosi ignaro di questa bella pwprietà , usitaUssìma in quel se-colo.) Vit. S. Gir. 4. Andavasi (il leone) discorrendo per la foresta,forse se per ventura potesse rinvenire lo suo compagno asino. (V)Dant.Purg. 6.8y, Cerca, misera , intorno dalle prode Le tue ma-rine , e poi ti guarda io seno , S’ alcuna parte in te di pace gode.
(Cioè , e vedi , e sappi se eci) (N)
^ —* In questa maniera ellittica prese talvolta dinanzi a Se perpiù efficacia la voce Domine. Segn.Demetr,Fal. log- Ma colui, ches’appropriò Negcopoute, e preparava strumenti murali contro al paesed’Atene , Domili se , facendo così fatte cose, egli faceva ingiuria qrompeva la pace o no ? (Cin)
JI —- Talora si trova presso gli antichi tronco , e unito al pronomeTu , dicendosi Stu in vece di Se tu. Dant. rim. ig. E sta mi ilici,*come ’l sai? che i sento. Rim. ani. M. Cin. Guarii d’Amor , setu piangi e stu ridi. Frane. Sacch. rim. ig. Ma guarda, slu faraiCom’io , ch’amando ho fatto più sonetti, Tu troverai in amar po-chi diletti. Frane. Barò. lyo. 4‘ Che stu savessi bene La donna chieli’ ènc , ec.
12 —- Talora innanzi alla vocale , invece di Se, fu usato Sed, [ sem-pre inforza di particella condizionale , jter lo più per sostentamentodel verso.] Dant. rim. 2, Sed ella non ti crede, Di’ che domandi A-mor, sed egli è vero. CrunicheU. d' Amar. io3. Ordinò che a luinon venisse persona, sed egli non mandasse per lui. Fil.S.Madd.i3. Ecco , sed io me u’andassi allo ’nferno, questa sarebbe la piùbella giustìzia e la maggiore ragione che inai fosse. E 3g. Aspettiamoil Maestro , e sappiamo sed egli vuole che cosìe si faccia.
io — Piota costrutti. Fior. S. Frane. i8g . Per certificarsi, se sa-rebbe bene di cavarlo (se fosse ec.) Vit. S. Gir. 34* Se con tuttele lingue degli uomini e degli augelli io parlassi ec. e non ho la ca-rità , non sono nulla. (E non avessi cc.) Bocc. g. 8. n. 10. Ecco,se tu fossi crucciato meco , perchè io non ti rendei così al terminei tuoi danari ? Salabaetto cominciò a ridere cc. ( Qui il costruitodel se è sospeso , e vale : Io non vorrei già che tu fossi crucciatomeco ec. ovvero : Saresti mai crucciato ec. ? ) (V)
■ 4 — * Fu detto Altro che se , per Se non o Fuorché. Sauna?. Ar-cad. Pros. 11. Non rimase però che con attenzione grandissima nonfosse da ciascuno ascoltata , altro che se forse da Ergasto. (Cin)
i5 — * Questa particella sì aggiunge ancora ad altic particelle odav-verbu formando insieme varie locuzioni ; come : Se Lene o Sebbene,Se mai, Se no o Se nou , Se non che , Se non se o Se non si , Senon se che, Se non altro, Se non per altro, Se non come, Se nonCome se , Se nou quanto, Se non solo, Se tutto cq.V. a* lovluoghi. (A)
Ss’, sguato d’apostro fo , [ e pronunziato coll e stretta , ' è V. com-posta che ] vale Se i , Se li , Se gli. Bocc, nov. gg . 16. Se’ vostriprieghi a ciò non ci slrignessero.
Se , Se. Pronome primitivo che serve ne* casi obbligai d' (intendile igeneri e numeri 5 [e in tal qualità non si segna mai con apostrofo je perchè va pronunziato con E larga ed aperta , vi si appone perlo più l' accento grame.] Anticamente Sene [e Sei.] Pioti ha se nonquattro casi : secondo , terzo , quarto e sesto. Lat. sui , s.hi , se ,a se. Gr. ov , ol, e. (In ted. sick , in illir. sebbe. Appo i Celti diGalles ise ella , lei.)
a — Nel secondo caso. Bocc . nov. 12. g. E quivi ad instanzia di sèiafacea stare. E nov. iy. 35. Il Duca , queste cose sentendo, a difesadi sé similmente ogni suo sforzo apparecchiò. Pelr. son. <$. Di sé ,nascendo, a Fonia non fo’ grazia. >> Ar. Fur. if 5t. E ’l grido sinal ciel 1’ aria divide Di sé e della sua gente per paura. ( Cioè dilei.) (Cin)
2 — Col secondo caso riceve (innanzi a $è,] senza perdere dise-gno , le preposizioni Fuori, Verso , Appresso, Sopra, Lontra. Bocc.nov. 1. 2. Manifesta cosale , siccome le cose temporali tutte sonotransitorie e mortali , così in sé e fuor di sé essere piene dì noja ed’angoscia. E Inir. qy. Ciascuna verso di sé bellissima.i? «o**. 3. 8.In grande e onorevole stato appresso di sè il mantenne. E Leu . Pin.Boss.26g. Chi è si fuor di sè, che non conosca in vano darsi confortialla misera madre, mentre ella davanti da sè il corpo vede del mortofigliuolo ? Fior. S. Frane. 6. Perciocché egli era sì fuori di sè , chedelle tue parole non udiva nulla.
3 7— * L dicesi Di per sé o Dìpersè, che gli antichi dissero Di-spersè , in luogo di Da per se.V . Di per sè e Disperse. Cion.^eU.p. 22. Poi tornò qua , e stetteci alcun tempo diptrsè , mercatandotuttavia, (Ciu)