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4 — * DÌ sè talora mie Di lui, Di esso. Vit. SS. Pad. 2 . * 3 /.Questo Arsenio soleva dire a'frati una mirabil visione ch’egli ebbe:ma parlava come d’ altrui , benché i frali di sè lo intendessero.(V)
3 — Nel terso caso. Bocc. nov. i5. 26. E a sè medesimo dispiacendoper lo puzzo ec., su per una via chiamata la Ruga Catalana si mise.E g. 4. P’ 10 * Era sì abituato al servigio di Dìo , che malagevol-mente le cose del mondo a sè il dovrebbouo ornai poter trarre. Pe-tr. canz. 11. 6. Orsi, lupi, leoni, aquile e serpi Ad una gran mar-morea colonna Fanno noja sovente , e a sè danno. 35 Ar. Fur. 3s.34 » Ohe tutto ’l mondo a se le parca vile.(Cioè, a petto a se.) (Ciri)
a — * Dicesi Avere a sèe vale Chiamare asè.V ,Avere a se. (A)
8 — E colle preposizioni Rincontro, Dirimpdto, Contro esimi-li. Bocc . nov. 3 o. 7. Dirimpetto a sé fece star lei.» Pelr. p. 1,86.Ver ine volgendo quelle luci sante , Che fanno intorno a se 1 ’ aerosereno. (Cin)
4 — Nel quarto caso.Bocc.nov.i3, 12. E sé ad ogni suo servigio ec.offerse. È nov. 27. 33. Apertamente confessarono, sè essere stati co-loro, che Tedaldo Elise» ucciso aveano. 2 ? nov. 35. 21. A così fattopartito il folle amore di Restagnonc e V ira della Ninetta sè condus-iero e altrui. » Cas. Aon. 35. Giudice lui. . . . Che le tre dive ( osè beato allora!) Tra’suoi bei colli iguude a mirar ebbe. (Cioè,o lui beato.) (Cin) Giarnb. Geli . (Btbl. Enc. It. 11. i 49>) Dicendoil nostro Leon Batista Alberti ... sé avere trovato che i capitel-li . . . erano stati in uso tra gli antichissimi Etrusci . (N)
> — E colle preposizioni Infra, Intra, Tra, Fra, che voglionolo stesso , e In, Appresso, Per, Verso e Sopra, [U. Per se, Fra, 5 ■ ‘ l 4 te Intra , J. 7.] lìocc. Intr. 40* Avieri già piu particolarmente tra sècominciato a iratfar.de] modo. E nov . 19* 1. Sopra sè recatasi, disse:cc. (Cioè, in at o di pensare.) E nov. 27. 38. Ma ciascuno per sè,c poi tutti insieme apertamente confessarono ec. (Cioè, di per sè.)E nov. 3i. 10. Tirata sopra sè la cortina ec., quivi s’addormentò*E nov. 4 2. 19. Dauco loro licenzia di fare intra sè quello che piùfosse a grado a ciaselnduno. E nov. 5. Fra sè ordinato che do-vessero fare e dire , la seguente mattina vi ritornarono. E nov. 77.4&. Con le barbe piu nere gli vedete e sopra sè andare e carolaree g'Ostrare. (Cioè , colla persona diritta , in sulla vita , che si di -Tebbe anche sopra di sé.) E canz. 7. 2. Ciascun per sè accese no-vo foco .Petr.cnp, 2. Costui certo per sé già non mi spiace. E cap.6. Ma ciascuna per sè parca ben degna Di poema chiarissimo e d’i-atoria. ( 67 oè, nel suo essere , di sua natura.)
3 •— * Dicesi Fare per se , Fare o Lavorare sopra sè, Stare persè , Andare sopra sè o sopra di sè ; Recarsi sopra sé o sopra di sé,Ritornare , Venire ec. sopra di sè, Stare sopra sè o sopra di sè. È .a’lor luoghi e E. §. 4 , 2. (A)
4 —* JJicesi Parlare tra sè, cioè , A sè stesso. P*. Parlare, ^*.(N)
3 Coli infinito ùmicamente ricevè anche Egli. Eior. S'Erano,
i3n Tutte queste cose il detto frate Matteo disse sè avere egli ve-dute e udite ec. (V)
$ —. Nel ses'o caso.Bocc, intr. 4$- Non d’altra maniera, che se si-milmente tutti i suoi avesse da sè cacciati. E nov. 5i. 4. Cominciòuna sua nov< Ua, la quale nel vero da sè era bellissima. (Cioè, di suanatura.) Pitr. canz. 18. 1. A cui rivolgo il mìo debile siile, Pigroda se, ma il gran piacer lo sprona. ( Cioè, naturalmente.)
a —. ' D/cesi Da sé e vale Di per sè , o anche Del suo. V*. Dase. Eiloc. I. 6. La torre primieramente è da se forte, e appresso èbtn guardata. (Gin ) (N)
3 ■— [Diccsi Da sé a lui e vale ] A solo a solo. F.U. 11. Sy. Bia-do v’andò, e da sè a lui aperto gli mostrò tutti i suoi errori.
4 — Ditesi Da sé a sé, Da sè da s«, e vale Seco stesso , o Persè medesimo, p\ a ’ lor lunghi. (A)
5 — * Dicesi Fuor da sé , Star da sè ec. È. a’ lor luoghi. (A)
® — * Dicesi Come da gè , e vale Come se si facesse di propria,
spinta cosa che è ordinata o insinuata da altri. (Juicc. Stop. t. 3.
J-. • . i Yemxiam a ime inguo.
— Usasi co n ( a preposizione Con ; la quale molle ralle gli si pondietro e gli _s' affigge , facendosene una sola dizione , e per rispetto
SEBASTOFORO
se : cc. fi nov.3i. 25. .Appressatoselo alla borea, il baciò. H.? 1 /65. 22. Quando la gelosia gli bisognava , del tolto se la spogli, jnov. 63. f2. Bruno comperati i capponi iti altre cose necessaf)' ^godere , insieme col medico e co' compagni suoi se gli inang’ 0, (Filoc. I. 7. Hai io ascoltò con maraviglia le parole di Filocol 0 ’più volte reiterar se le fece. (Cin) r ^,
io — E davanti alla particella Ne, o affissa o non affissa al *' e jCBocc. nov. 72. 5. Sapeva sì Fare, che Bentivegna del Ma zzo no®,ne avvedeva. E invìi. 6. Faccende* vista dì non avvedersene, a
•ti.
tre
... , se n'*jj
10110. E nov. 2. 12. A Nostra Dama di Parigi con ini insieme a 11 . ^sene , richiese i cherici di là entro , che ad Abraam dovessero ^il battesimo. E nov. 44 *6. Da capo sposò la giovane, e c0lJ ^3,festa se ne la menò a casa.» Buon. Tane. 3 . y, Oline la seoìme la passa. (Cin)
va pur oltre in contegno. ^
— Talora è particella riempitiva , che s" accompagna nell***,guisa il più delle volte colla particella Ne. Bocc. Intr . 56. b l
. 11 --- •’l'» «..«.11/» «l II.» tinnii,* Gfinarntf» . SÉ U
glissa li piu UCttr VUUC //IH ~
giovani alle lor camere, da quelle delle donne separate ,
■ i ono. E nov. 2. 12. A Nostra Dama di Parigi con lui insic
a passa, (^in) . > ,
E con nitro costrutto.Bocc. g. y. n. i. Trovando i c f'vV)o e’1 uova, a casa se ne li portò e cenò a suo grandag‘°jt
a Lui. Qjando in un discorso il soggetto al quale, P 1
è il reggente dell'azione espressa dal verbo , ed e 1 J
• r i_ -«rtcrtretH®
e 1 vino e’I uova, a casa se ne lì portò e cenò a suo graSè diff. da
gna riferirsi è il reggente dell’azione espressa uai yuuu, £(J
gente , allora Sè è proprio , e non Lui. Quando non è regg etl jj, ^agente , Lui è proprio e non Sè. Diremo dunque ; Tenere p resS °j£r$sè. Trarre a sè , Cacciar da sè, Conduce con sé. E direni 01 . ^ ;seduto dirimpetto a lui ; e , Lo fece sedere dirimpetto a sé. Nid |
mero del più è più «.sitato talvolta i! Loro invece del Aè. j
Sè. Usato inforza di sin. significa V Interno . Salvia. Disc. l'jlFarmi che nel suo sé cosi diresse Platone .» Anna. Ani.GiUvero amico sì è un altro sè medesimo all’amico. (Cin) >Sbaforts. * (Bot.) Se-a-fòr-te. Af Genere di piante della P 0 ^ ,<l .^ a gtì't <tviginia, famiglia delle palme , che ha per caratteri i foriil calice tripartito , la cornila profondamente tripartita , u,ut F \\i\i'monosperma ovale , e /’ embrione del seme basilare. Lai. sea*b f ,jf)(In ted. see lago, e furi guado : Che cresce nel guado de'lag*) 1 '/.-^Seah. * (Metrol.) AbiJi. cotti. Misura di capacità deli' Asia e &gitto. (Mit)
Seal. * (Grog.) Fiume della Nuova Brettagna.-- Isola della B l1 lF'undy.—risola del Grande Oceano slustrale. (G)
Ssara. * (Geog.) Sc-à-ra. Citta e Provincia del Brasile . (G)Seatiier. * (Mit. Tcnt.) Se-à-ther. Divinità sassone . (Mit) yB)
Seba,* Sè-ba, Sebe. N.pr. m.Lat. Seba. (Dall* ebr. scemagli
* • ■ ' ^ 1 • . . . A .1 .1 _ .
elisi tunnii „ì V CO- ^wi-c/tuuintc: «ut*
, f TZC, ""'«*/<' N. ir. Seco.]
' riardo in P'‘Petizione In. [A'. In se.] Bocc. nov. 1 6. ig. Ric-
Sostennc ec- ’vf , l *p no va di queste parole. Dimt. Inf. 3o. 44-nio tn™ C ’’i^ a S, ^ MI ‘' ‘ n s<! B,i0f0 Donati Pass. 58. Santo Anto-in anelli ?° t0 "'«i 6 ’ llllto con f l) vtato cognobbe la presenza di Dio
2S - r ,eC1 ' 1 r aibc e ' 1 r ‘ s ‘° u ‘ sè nhMl -
ia sè. (Js f' CeS ‘ ® ntiaie in sè « vale Tornare in sensi. V. Entrare
in $è ] Fnfnc** t^ SSe r e ’ n 6 * e vn/e Esser sano di mente. V. Essereche cominciò a d?re ■ Cin 66 . - gamico a pena era ancora in sè,dimenio ) ' * C ' V>oc, a pena era rinvenuto dallo sbalor-
A ~ * P icesi Sfare in sè .
ali erta. V. btare in s , (A) -
al verdidalaZl°Tdopo fr ‘r^ P a p iceìl “ Si , eh* aggiuntoFrane. Barò. ,stì. 2 p Zfu, t s ’Z w f lcat ° P° neMr. pass.
v;en continuare Con quel X ° m è “t V C ° ,ai rii
•I Cn.; I C1 e 110,1 * a che ,e lamentare. Alma. Colt,
Borl'h J 1 F v d,° l . a V1Sta 6° de, ' <e * °r l’aria amena. (X)F>mc.Bn,6 .o5. 1 9 . _ Ecceder troppo suo gra,lo in venirne . Armare e sè fm-
vale Esser solitario o anche Stava
pnra.òj, ty, licceaer troppo suo grado in vestire , ArmareTire. VatU. Conv. Ancora de] non potere c del non sapere bene semuovere , se più volte l’uomo non è vituperalo cc. (Cin)
£ — £/n questo sentimento per io più) si pone avanti alle particelleIl , Lo , Li , Gli , La , Le , scrivendosi talora in vece di Se il ,gè ’l o anche Sai. Boa e. nov. tg. Sei fece chiamare , c sì gli drs"
, -Da, OCUf. XT . f/1. Ut. _ _ - ,gir
Sebaceo. (Anat. e Fisiol.) Se-bà-ce-o .Àdd.m, Ch’è della naturaOnde diciamo Umore sebaceo, S cre/.ioue sebacea, Certe secreti 0 * 1(uose e luhrefucìunti che rassomigliano a quelle del sevo e del aDiconsi Follicoli sebacei, Cripte o Glandole sebacee gli Orga ,l i s .fltori d' un umore gialliccio ed untuoso. Lat. sebaceus.(A) (A.yV ( ^Ssbacico.* (Chim.) Se-bà ci-co .Add.m. ISanie di un arido che s l J ^distillando il grasso od il sego. Si cristallizza in aghetti bianch’i 4*colore ne odore , e d un sapore acidulo e h-ggiermcnle amaraftjftlo riguarda come un acido benzoico di cui un corpo grasso n lCiS 'le proprietà. Lat. sebacicus. (A. 0 .) ( 0 )
Se*ago. * (Grog.) Se-bà-go. Lago denti Stati Uniti . (G) «
Sesaldo , * Se-bàl-do , Sivigaldo. IV. pr. m. Lat. Sebaldus. (P^gali, sabhailt salvo , sicuro, lo ted, sichtbar visibile.) (8) /
Sbbasio. * (Mit.) Se-hà-si o. Soprannome od Epiteto di Giov*'gc. sebas venerazione.) (Mit) c $
Sebasts. * (Geog.) Se-hà-ste. Nome dato a Samaria , e ad allL gin onore di augusto. (G) 1?
Sebastia. * Se-bà-sti-a. iV. pr, f. Lat . Sehastia* ( Dal er. sebfi*
nefanda.) (B) ^
a — * (Geog.) Sebastopoli . Antica città del Ponto Eusino ,ma Dioscuria.—. Santa Sebastia. Isola del Brasile . (G)
Sebastiana , * Se-ba-stià ua. N. pr. f Lat. Sebastiana. (B) ^ (f‘
Sebastiano ,* Se-ha-stià-no , Bastiano. N. pr. m. Lai. Sebastia” 11 ^,#'Sebastia .)— .Soldato romano , martire del secondo secolo-~f g ilno delle Gallie , fratello di Giovino , vìnto e fatto decapaAtaulfo. —- He di Portogallo nella metà del secolo xvi- Jf'a — • (Geog) San Sebastiano . Città capitale dell' isola dì & ( \ fi 1 *Città del Guatimela — della Columbia. —• Nome che si ^ LÌ jfJaneiro .— Città di Spagna , capitale delta provincia del &o di Guipuscoa. (G) r‘tà ^
SeBASTiANseeiìGA. * (Geog.) Se-ba-stian-sbèr-ga , Basberga.
Boemia . (G) scb&v
Sebasttb. # (Arche.) Sc-bà-sti-e. Àdd. e sf. pi. U. G. LflL j S tiw( Y. Sebaste. ) Feste da alcune citta dell imperio. romanaad onore degC imperatori , onde cattivarsene il favore- (A<lJSebastio. * (Filo!.) Se-bà-sti-o. Sm. U. G. Magnìfico tempi 0 jfcomodissimo porto in Alessandria dedicato ad Auguro,fide a naviganti , e da Filone giudeo descritto. (V. Self ^ /'^Sebastocratoob. * (Filo!.) Sc-ba-sto-cià-to-re. Add. e sm. 1 \ ^Sebastocrator. (Da Sebattos Augusto, e c rateo io con** 11 ' *eguardevolissìma dignità nella Corte di Costantinopoli , 1° 4ferivasi ai soli prossimi congiunti dell’ Imperatore ; e cUf ^ ra fj0 ^gdecorato riguardatasi come U terzo personaggio dopoSeba^toforo. * (Arche.) Se-ba-stò-fo-io. Add. e sm. È * 'Jet
stophonis. (Da Sebastos Angusto, e phem io porto.) Pj' e ( e : tl iU 0 Cg,calo o d' una dille regioni di Costantinopoli , cosi s ^a p . i
ivi Costantino Magno eresse la statua di Sant' E lctl e( le^tg
-/././.«.A. ^.u^nnìe , l )r6 ,iffC^,A
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; ovvero Ufficiale che nelle■ pubbliche' cenmo.ue - 1^° c;conciltadmi , portava « bandiera (aureola d ‘
suoi concittadini , portava la tnmaiera laureata -rio , ot'e erti I immagine dell' Imperatore , e la cui dig t% " ^veniva pareggiata a quella de’ patviùi. (Aq)
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