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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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3 .,

tavolina

4 '0r,«,. Cas, ‘ ) e CI blsog

lo scacchiera, perche il vento ci tiene■AlOLÌ*,, -r K ci bisogna trattenere con qualche cosa. (Pe)

Pittur a '1 a ' vo ‘b-na. C **’/!] dim. di Tavola , Iper'to più in sign. diin lllla '■ Rtp. 532 . Dipinse fra Filippo nella Pieve di Prato

Uj|.{| 0 ,ì'. la so pia alla porta del fianco ec. la morte di san Ber-‘ ^ v oli N e ^: , lr r a fP tlnt -° nei significato del §. 4 - di Tavola .)

ciò J u> ’ i’a-vo li-nét-to. Sm. dim. di Tavolino. — , Tavolinuc-£«; Gli rimali.io la relazione del gran cavalloCristianissimo , dopo averla fatta godere ai signori dei

‘‘'«imo -li

***(${0,, ’ * a ‘ v o-h-no. fAVw.] dim. di Tavola. Lat. tabella. Gr. iri-sop ra Lln Pier* Intr. 2. 5 . 0 in un tratto di dado Fer venir

f* Ben 1 1 >IC ?'°| Svolino A pascer cento pecore’per volta. E 2. 2. %Son tnt|, l # Vl ^G’ovai più di sei volte A simil tavolini. E 2. 3 . 10.di Tat-rvi 0 ^ avo ^*n ? deschi e trabacche. » ( Net 2. es. è nel signif

2 — O*' i; 2 ->(N)

t&s enù a C€il a tavolino per Stare a studiare.Magai. Lett. Non

^ Sere di « C ° sa s P ei abile da un ragazzaccio lo staic a tavolino lultimeT ) , 0L, Sc " i : ,l,io ';a | e. (A)

rei-oli Ta-vn-lmùc-cio, Sm. dim. di Tavoline . Lo slesso che

a questo r° ' dRia^nl, Lett. Mangiare sopra un tavoliriuccio vicinoV’aito ,!ì oco due cm chiarate di pappa. (A)

.furilo '■ ia ' vr > li-to. [.i'm.] y.A.F. e di’ Tavolato. Virs'.Eneid.M.ij, Putta,/ /,* j, c f il fuoco , dal lato della quale abbrucile il tavolito.q,* v °L i ’. e zf ,r 3 o. E in sul tavolito ordinatamente le posano {le mele.)* V< W E ì a ' v °-lo. A in. y. dell'uso per Tavola o Tavolino. (O)^ S5e ] y, u ' v,l ‘ló-n t . [,V»i. accr. di Tavola , per lo più in siqn.diTifato S rande. Tue. Dav. Star. 4 - 33 g. Avevano i Batavi

5 ""gù t,i a 3 tor ‘-e a due solai, la quale accostata alla porta Pretoria,v ~' T,ivo| IIISS ' m ° ’ fu co’tavoloni e travi baltuta.l j'°lon,. g o u “.Quadra granile. Bellin.Bucch. E dipinto vedessi un ta-‘Jct .Tio P|I a quel palco ec. E sopra il tavolon gui/.za un tritone.(A)^. 1 ;,’/ a ; v ' r '-|òt-to. [ Sm. accr. di Tavola .] Tavola alquanto gran-ar. 11 HiUv 0i,

ii^'ana?’ 53> S P ,e 8 asi prima sopra un tavolotto XJu abito mavì

e,, Wt 0 ’■ ^ a ~ Vf >-lòs-sa. [.S/ 7 ] Quella sottile assicella , sulla qualeVoj'l ^ Kli * colori nell’ atto del dipignere. Eìv. Prop. 8g. Col

^1, >• G«/ e v? 0lti 4 variati colori posti in confuso c sopra una ta-% ^ . 7 * *02. Il pittore da i semplici colori diversi, sepa-

S r J e uri t! So P ra .h* tavolozza , va , con l'accozzare un poco dia ^bri c jj P OCo di quello e di quell’altro, figurando uomini, pian-ge»* 1 * , c ‘ c ‘

2 4 a , a ' v °dùc*cia. [Sf.dim. di Tavola .] Tavola piccola, Ta-

ìc ''Jo(q * ' a "°lla. Or. TrtpaHi^icp.

dell* , r l lIJ *le o, Immagimtta.] F'arch.Stor. g. 25 g. Gli uomini

^ e Tempio), dato che s’è il comandamento

a d alcuno clic dee esser giustiziato , vanno a confortarlos ^ faccompagnanò a uso di battuti , colla tavoluccia-u 4 , _ n ,l )re confortandolo. E io. 33 o. Gli teneva la tavoluc-

C(C 8

Uc,

^ 80 Lai. Calbis. Fiume della Turchia asiatica nell' A-* f/t 1 ’ Tabae. Città deli’ Anatolia. (G)

£*v. * * /p e °S») Ta-xa-màl-ca. Città del Messico , (G)

ì^z. * , ‘•og.v/^.°l5 ) Ta-xa-màr-ca. Città del Messico, (G)

\ f? lll,ne di Scozia. (G)i*Zevij j T a> * -(C' /(Z,We della Eussia asiatica. (G)

Ta-zen-pò-ta. Città della Russia europea.-(Gì)

il] 1 ; 1 ^ ’ .

Y lì K

Ì a *IA Sa

ij,. Mess^L Ta ' ze ‘ Vt3l ' Ia * Contea degli Stati Uniti! (fi)

’l'/ 1 * , * L Eiotne che danno i Messicani alla Dea della ter-

ia -zi. a

* }\. z j.A* P*'-/* Lai. Tatia. (B)i .WaiL ■ ?;"*• pr.f. Lat. Tatiana. (B)

erf u P°r o/ C ° dei ? )0 ’ i P r : ,n ' Lat. Tatianus . (Da Tazio.')—Filoso-T a , Ulit oi-e i <? COn( * 0 secolo , capo della setta degli Encratiti o

lE tv lSs ^ del secolo quinto , nato nella Mesopolamia

Uf) w J U • - - > t-UJA

Ifoiwv ’l'à.zi * ^ a ^. era composta. (Mit)

•'>nib Tiirt^ à azion c* JS : . pr. m. Lat. Tatius . (

tifi rii S'- •

'<4 £ * -fa*"*

/"’• coiti. Di Tazio. Onde Taziense fu' * nf» ^cnl U l hu di Roma . posi appellala da Tazio/re

u ‘‘ Ar

monta drgU evangeli./ B) (Mit)

jal . : noma S ìn

.... xno. Re diCw'c nel paese ^ Khe visse tra

So 5 "'" dt Romolo. - Achille . ScnUcre GU at norl

’i-f'lilof 0n fìuioio secolo , autore del remai

'ti'" 186 i * T* 1 ' Osucippe. (.B) O lit ) , i; Tn-zio , ?• W . , j; di-

"z'-d-ne. iY. pr. ni. accr. d t({1 . col piede d

>'m<< W-ì Sona di vaso di .fon™ P// L ’ al . patera,^;S//i lere > Ciotola-.3 t^. / pers. ed £

N-val?-,’»^. C In 'sp- taza , da las che In brt U. I«i * nSe. A-, Medesimo, In ar. (cess catimis, P ■ A oaessev lla>

Si* e “ m 'ed. tose tazza.) Frane. Saceh-nov.^^ 1 '

f°l*a una'tazza d’argento di va'i lc un suo famiglio, efeglìdare

S, ar S«ito.^ c „.R ( .„. ’

J Cs, '>no ì."* se “elle supcrchi> ebe n 110 altro 1 '

Si d : '

, .una'i ' ' u " t,u Mhvi

ì[ K^!l ìò ou suo p Zza .^ ar S en l° di valuta di trenta fiorini. E ap -an ^* 0 ’ e fegli dare una tazza che passava bene S y 7l> . ar{ h. y. g. Veggo vi tazze di porcel-.. «11ro^ eiC1 * e s r es( ** si consumasse poco , se e’ nonCM* 1 *! dipoi H kk ntazze Preziosissime e piene di gemme quel

5 > 1 *;«. or 8 : 1 ",,»e tiac«^ n V ibutto «- ^ *»’■ *9- * 3 . Gran tazzedi p* 1 ' silfi' ®*ja tazz a _ ’ R* rn - Ori. 1.1. ig, E scherza or col bic-

dii|! i n ultoi er ' ono t°"° 0 ue ’ gran vasi rotondi di marmo o^he |h * 0|, ma V acque delle fontane , che sai-

». .rii 1 •UtS. £ tj] ’* * *

alzilo,

quei

-no et; - 8 r ? n vasi tondi di porfido , marmo o altra pJ nelle f arc 'uteUi per recipienti dell’ acque che fi°cab. yì/ iK de’ giardini 0 d’ altri luoghi. (N)

tazze diconsi , per la somiglianza

TE 45

3 — A tazza , si dice d*una Maniera di fonder metalli. Reno . Celi.Oref. 8 2. Questo h un modo facilissimo e perfettissimo {di fondere)^del quale essendo io stato inventore , siami lecito chiamarlo ec. fon*dece a tazza.

4 “^(Fami.) Tazza emetica : JE aso che si fabbrica colando antimonioin una forma o dato nioilello in Qui p (yi Sl versa del vino, il qualedopo un tempo ptu o meno lungo , acquista la proprietà di far vo-mitare : sorta di vomitivo prtrt ii abbandonato perchè non v’era maila certezza della dose di emetico che si amministrava, Lat. poculum

• emeticum. (A. 0 .)

5 — * (Eccl.) Nello stile della Scrittura Santa , la Tazza di benedi-zione è Quella che si benediceva uè*banchetti e nella quale si bevevain giro \ la Tazza di salute è la Tazza di rendimento di grazie chesi beerà benedicendo il Signore de' suoi benefizii. (Ber)

6 —* (Arche.) Festa delie tazze : Festa stabilita in Atene in memoriadel ricevimento fatto da Demofoonte ad Oreste , fatto bere in unatazza particolare , contro l’uso ch'era di adoperare per tutti la stessatazza. (Mit)

Tazzetta , Tas-sét-ta. [Sf.] dim. di Tazza . [Piccola tazza. — , Taz-zino , sin.] Borgh, Mon. i 58 . Nè era nelle lor case se non se unacolai tazzetta , e come ciotola , e una piccola saliera , clic adope-ravano ne’ privati sacrifizii.

Tazzetta. (But.) (Sf/Nome volgare di quella specie di] Narciso [cheanche volgarmente è detta Giracapi.) Lat. narcissus [tazzetta.]

Tàzzino , Tas-sì-no. [<$V/i.3 dim. di Tazza . [K. e di' Tazzetta.} Lat.parva patera, pocillum , Liv.Gr. tfOT-fipior. Buon.Fier. 1.3.6. [Tuti levasti su , dandomi d’urto Si ’n furia e frettoloso,] Che quel no-bil tazzin di quel razzese M’ andò più giù pel sen, che perla gola. »( La Crusca riporta lo stesso esempio alla voce Tazzone.) (B) (Ildotto compilatore delle Giunte Napolitane tolse per avventura que-sto esempio dalla Cr. stessa che alla v. Kazzese riportandolo scrissetazzin. Pero è che V ediz. cit ha tazzon.) (N)

Tazzone , Taz-zó tiu. (Sf.] accr. di Tazza . [ Tazza grande.] Fir, As.3 o 3 . Piglia quel tazzone , e lavalo molto bene- E appresso : Bevvitutto in uno sorso quel grandissimo tazzone di vino. Buon. Fier. 1.3 . 6. Che qu< l nobil tazzon di quel ra/.zese M’ andò più giù pel senche per la gola. E 3 . i.i 3 . Questo gran tazzon di vino lo propinoA te, Dio , fabro degli anni.» Car. En.8. 2y3. D' arrostite carniDe’tori , di vin puro , di focacce Gran piatti , gran canestri e grantazzoni N’andaro a torno. (B)

Tu , Té. Eoce di tutti i casi obbliqui del pronome primitivo Tu, di-stinta da'segni de' casi , o dalle preposizioni espresse o sottintese.[Anticamente Tee , Tei, Tevc e Tene.] Lat. tui, libi, te. Bocc.nw.i8. ì 4 ' Niuua cosa è, che per contentamento di te lar potessi ec.,die io, come per me medesima , non la facessi. E nov. 28. 22. Tunon gli puoi nè vedere nè udire, se non come essi l e. Lab £. Mentretu estimi altrui iu te crudelmente adoperare, tu solo se’colui che versote incrudelisci. Peir. canz. 2g. 5 . Sgombra da te queste dannose some.E canz. 4 °' 8- Non fa per te di star fra gente allegra , Vedova scon-solata in veste negra.

2 — [Talora si unisce con voci di esclamazione,.tanto di dolore quantodi giubilo,] Lab. 2g3. Ahi cattivello a te, come t’erari quivi colleparole graffiati gli usatti ! Dant. Inf. 16. 81 . Felice te , che si parlia tua posta.

3 —Talora si prepone alle particelle [Il ,] Lo, Li, Gli, La, Le e Ne,[dicendosi Te 1 o Tel , Te lo , Te ti, Te gli , Te la, Te le , Te neo Ten;] che quando si volesse posporre , noti più si direbbe Te maTi. E: Ti. Bove. nov. 6g. 21. E* mi pare che egli stea in maniera,die senza alcun maestro io medesima tei trarrò ottimamente. E nov.43 . 12. Vogliamfelo aver detto , acciocché tu poi , se questo av-venisse , non ti possi di noi rammaricare. Filoc. 2. Il Re mosso apietà di lei , che l’amava come figliuola , disse : non piagnere, chenon te gli darò. Bocc. nov. 85 . 12. O, disse Bruno, tu tela griferai.E nov . 6g. 7. Lusca , io non posso credere che queste parole ven-gano dalla mia donna , e perciò guarda quello che tu parli j e sepure da lei venissero , non credo che con P animo dir te le faccia.E nov. 23 . 15 . Figliuola , se tu di queste cose ti crucci , io non mene maraviglio , nè te ne so ripigliare.

4 — Quando seguita il pi'onome senz altro segno, è sempre nel terzocaso. Bocc . nov . 4 2, * 7 * *° medesima tei sen venuta a significare.

5 — Quando è posto avanti alla particella Ne 0 affissa o mfn affissaal verbo , è lo stesso che il Ti che accompagna il, verbo, e fatto ne-utro passivo , e talora semplicemente ha forza di particella riempi-tiva. Bocc. nov . 58 . 4 • Gesca , che vuol dire questo , che, essendoQggi festa , tu te ne se cosi tosto toinata in casa ?

6 — * Talora tiene dietro a'gerundi, in vece del caso retto. Coll. Ab.Isac. cap. 3 . Meglio s’è d essere picciolo favellatore essendo te savioe ammaestrato , che profferire dottrina in abbondanza in sottilità dimente. Introd. Eirt. cap. 12. E se le movessi da casa (le virtudi)dando te questa cagione , che elle si potessero accorgere in ni unmodo che le menassi per^compiere altri tuoi intendimenti , comehanno già fatto molti altii » che sotto loro cagione hanno commessomolto male; elle si rechei ebbero questi fortemente a gravezza esce-verebbersi da te , e partirebbero da’ buoni. (Cin) Coll.Ab.lsac.cap .5 o. Se ti venisse la tossa sedendo te a mensa ec. E appresso : An-dando te per via , non andare dinanzi a tuo maggiore. (V)

7 — * E così parimente dopo i particìpii. Bocc . Teseid. 10. 77. Edora, caro sposo , mi comandi, Che , te mancato, io prenda Falerno -ne. Bemb . Ftm. canz . y. Chiedendo che si volga , e me ri ni pi aghiMorte , nè più da tergo Lasci , e m’ ancìda col suo strai secondo ;Poi che col primo ha impoverito il mondo , Toltane te, per cui lanostra etade Sì ricca fu di senno e di beltade. (Cin)

8 — * Ed anche dopo le voci del v . Essere. Fir. Trin. 3 . 3 . Io so,che s 1 P fossi te, eh’ P torre* infornare anciP io. Bocc. g* 9 ‘ n ' 7 *

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