tenere matrimonio
fimo' ir- Tener mano ad alcuno e talora vale Fargli il ruf-
t tn ^ n $ s -Pad. zio. Io non avrei peccato, s’ella non m’avesse
- * zr n °- (G - v -)
stilb ^? ai ° ~ driver moglie e marito insieme , non servando ca-Pad- 2 - 2 !)8- Faremo credere co. che togliamo ma-cc ' * e nientedimeno Cristo ci vedrà ec. portarci amore ,fratello. (V)
a memoria , Ricordarsi. Lat. reminisci , non o-
tr| Bioni 0come
. M crocchia
^Riori XJÌ ' < * vct f A ‘ l l* v '*i 7}< ' i(T 3'<zi. Cas. lelt. 5. La ringrazi! umilmente dellaTea ll( i ? c ^ ie piace tener di ine. Ar. Far. 36, 6g. Che se già J’a-■ hfn. 1 0 da fanciulla » Or ne tenca poca memoria , o nulla.
■M ^ toner imitato, r.*' ‘ ‘
cere t (i 7" ’ /ilLen tame,in i ln . ['.^povrta-fx si
Stentamente riguardare
Menamento, $. 4 • (N)
, Badare. Lat. attente prospi-1 Una ' ”" v f' jy ' ria 't A ^ v05 tfpovosicrS-xt. Baco. non. 61. 5. Tenesse mente* n Uem e ^ na ’ * a ^nalc allato alla casa di lei era. Amet , 53 . E tutteBran c en doie mente , non conosce a quale apponga alcuna cosa,ste gor*-” Cc ^' ,IO, '-*7<?' Noi ci abbiamo questa nostra usanza di que-^ gola^si 1 - C * e doccioni da cesso clic vogliamo dire, ne’quali togliamoincannata, clic noi non ci possiamo tenere mente a’piedi,titillo i & cn l quarto caso. Passav. 120. Non di' tu nulla al prete?5 ^ ™ ™tMc ^ che di’ tu di lui. (V)
.4 *' 1 Por mente, y. Tenersi mente , §. 2. (V)
• -Lener meiìtp nllp m.nni fio - ’T'onan n/i nnnhi /
««se,
?er e .
ano .
fig. — Tener gli occhi addosso.
ener mente alle mani .
. - J- ’ 27 , 9 . (V)
.0 ~~ Trattar di comperare o di vendere. Lat. mercatino a»di pjf, r ' E Wop t i jicZrxi, Rocc. nov. 15. 2. Assai ne gli piacquero, eVeiu, 7'' r ,.l 1 u mercato tenne. E nov. 83. 3 . Con quanti sensali a-
M,
’ense ec. teneva mercato.
str.
tr catn l" Pcne r mercati per Tener pratiche, ragionamenti. F.’ 5 , 2 . (N) r s
* c m * WIe Ra] Adoperar mezzo , Adoperare. [F. §. 9., e F.^ v ^udo g Lat. modino tenere. Gr. gsrptoLfytv. Bocc.nov. 23 . 5 .c t. ora »? Pesalo che modo tener dovesse, se n’ andò a convelle-nte ~ ll chiesa. Cronichett , d’Amar. 252. Ragionato sopra le•j ^rci | a an ^° scadeva , e voluto da lui sapere che modo terrebbe^bil Possessione lìbera di Pisa.Cas. leu. ig. Avendo lodalo cc.
m a «. 0 cc. che aveva tenuto ne’suoi ragionamenti con lTllu-a n 'Scoria di Venezia .rb° P,To * p CC / U Uìtcfie Tener.; a modo , F.
Ai n,ìe uri n< * 0s * dì danaro , o simili , vale Non lo trafficare , Nont* s a,in * Gì■ Morto add. §. i5 , e F. Danaro , J. 5 .] Segn.‘ * 0re §Sìar ^- n ' 2 * ** loro diletto era qui non solo arricchire, ma
C'o Sc ° s o^? ‘‘^viabilmente ec., tenendo morto nelle casse il danaro.fr 0 ' C/ ' Nascondere. Lai. celare.Gr. ònToKpintruv.Bocc.
totip C P°rta Se J P er non ingannare alcuna persona , tutte nellaIone ? 10 ' $ n Se § nato quello che esse dentro dal loro seno nascoso
* He/ ^ , RÌo nOP * 12 d. Madonna , niuna altra cosa mi ha fatto
* n Q 1,5 Bt\^ c ^mor nascoso , cc.
= Abbracciare. V. Braccio , J. 17. (N)ì fi£/ ew ' 7 T() Ì4er ri P utat0 dì maggior nobiltà , pregio ec. Fìr.- o B d ; 8 °^ tenni nto uno è più semplice e più puro, tanto è da tutti'■C ,r ' a - £ ?"« mihiie. (G. V.)op obbligato. [V. Obbligo, §. 6.]
(ib. S 0|| 6==^>. a,e > l' ar diligenza. Lat.fi
Ctt 'diligenza. Lat. studere, operari. Gr-ffirouSut^sii».^ CO VCre °PÌ n *°ne , Credere ì Stimare.Lat.opui3iYÌ.Gr.if0fA'i( l $tv.il e ^ l,1 nte r,^? rar mezzo.] Tener modo.nBocc. s. 1. n . 3 . Tenne7° prep rcW ..‘ ' "
l «n en 7 Pr '
P^deced 06 ne> su °l discendenti, e cosi fece , come fatto avea' Pr«». Ssor <-’. (V)
3 e,l do orjjj Ula p che altri stia in ordinanza. G. P.ig. 70. 3 . Non5^* È ®p^icre ec. , s* aftrontaro co’nimici.
v l’ordine, y. y g
^ „ 0st ’ e ria ì Esercitar V arte dell' oste,
tfE >ct a M ^'ToL F 9i T ' y.
° K ; l’ u '^ rmure > Par! "
Tenere loggia. (B)e, Ragionare d’ alcuna cosa.Lat.
J 3 ov\ 6 VS-
^r v - mt. V consultare. Gr, TfpxyyctTèvitrSai , \iyuv , ^oy\6ys
> ’ c tntt ' ^i ^ baroni e cavalieri ne tennero grande parla'
«. Pat laìn ^ av dlar' a C0 1 l ^ c 80nava della dispcnsagione di questo oro.^ > eir,' 2 1 ? “ll un go.]/^orc/i. Ercol. 5o. Dicesi ancora tener
favellare a dilungo.
ì < , [ c £*aC*'* Pu ■
P fatto
s 1, - -.ito Partecipare , o simili. V. Parte sf. §. 55 . (V)
^ 7ri> o,q u • Patto’ j rATTI 3 —Ossei rare il patto , Mantener la pro-t ’ 6 ’Cjip* M<ii< Xnf P' 1 '*' ^ ^ at ‘ P r °raissis stare.G/’. ri; ìrxocxivn s- ■ fi/: z-j 3 : sicc y io temetti non tencsscr patto.
■** c ° s o o* , teesi quando si ha alcuno che dipende da noi
45 » assicuZ Sr “' 1 Ws0S "° di '^.T.C^eWo, $.»*(O)
s j-^^o 5-. Uj ato con pegno.
Artià’ ^ er, ersi ^ dalla sua parte ^ Seguir la sua fortuna ,
s * Tenero ^ alcnno -l
C 0 6 5 Teu er e 0Vei0 in nria ‘
Jju-
^rosolato , dubbioso.
fiiji * ^-c t£ yj ocre
v -astoni ltle d. 3. cosa ben fatta , Approvare alcun che.
.. ,l O n ' 'lo. & nprrS olì h/-» Ai _
■>‘>06l >tn
che
j „ ..
tenpr ’1 P el ’o gli ho di nuovo risposto..
Vi ' c 6b> - = * :lene la risoluzion fatta. (Pe)
Imo = = ^u,. 0l 7 <re ’ Commendare. Cr. alla v. Approvarc.(O). S|| n 0 Jlf- p ra i ’ e dere con grandissima o indubitata certezza.3,*5 cen^'^parcrà dij j® o '' at ‘ ss > nia Gli sarà fatta , che tien per cer-bo I, i .‘~' CreJen. °’
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^-'vT C ^‘ Per ccrt0iS - 2 ' 3 » Fir - Luc -
BEi.^Per r J^ s, Mo
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€ì e ^checchessìa i
__ - -ov.ue.jtit per co ntecginrlo con esso lut .
b )er certissimo. Segn. Mann. Vie. 5 . 3 .?>•**,“ Che l ' otterrai. (V)
Q c«6'‘^ s j v edrà e cdf^' Fat ‘ <ille t< ntl 'c. Gr, mcTivuvv.Dant.
Li
rur l a c 'ò che tenem per fede.
TENERE SCOPERTO 77
—> PSr. pSumo =: Avere per certo, Credere certamente. [ T ..Fermo ,sm. J. 5 .] Lat. prò comperto babere. Gr. ccxpi&ìòs elSziixt.
— ce ri il buaccio, o pek on braccio alccso * = Tenerlo ajferralo perquella parte. C. Braccio, §. «7 , 2. (N)
— PER ikddoitato= Aver per certo. E. Indubitato , S. 2. (V)
— PER infallibile == Aver per certo. Segn.Mann. Agost. io. 5. Mase j>uò farlo , tieni dunque per infallibile che lo farà. (V)
— per \samk — Avere oppresso di sé alcuna cosa per farne buona ,e renderne la stima pattuita.
— per lungo , * detto di cosa vale Procrastinarla. V. Lungo avv.$. 3 . (N)
1 — * E detto di persona, Trattenerla a parole, Tenerla sospesa,F. Lungo avv. §. 3 , 2. (N)
— per niente Disprezzare.Lat. parvipcndere, spemere. Gr. vliyi.ipùi’.Alberl.cap.2.1. Tenendo per niente la ricchezza degli avversari!, ec.
— per nulla * = Reputare da niente. V■ Nulla , §. yj. (N)
— per perduto alcuno * 7“ Non far capitale della vita -, Darsi per/spaccialo, y. Perduto, §■ 19. ( 0 )
— per sicuro Avere certa opinione , Tener per certo.
— PER UNA VIA = Andar per quella. ^'.Tenere via, §§.*, e 5.Cavale.Specch.Cr, m. Chi ha tenuto per altra via, è male capitato. {Quifig.') S. Caler. L.ett. 63. Non vorrà egli servo tener per altra viache ’l Signore. (V)
— piede = Aver piede, Esser ben piantato.
2 — E Tener pie terra = Toccar terra. Lasc. Gelos. 4• **• ^ 1disse per parte vostra, che tosto andassi costi ec., e con tanta fu-ria , vedete, che non mi lasciava tener piè terra; tanto che a faticaebbi agio di tor questo fazzoletto. (V)
— poco a capitale * =: Avere in poca stima. V. Capitale, §. 7. (N)
— porta [ad alcuno] = Non lascialo passare. [F. Porta , §. 1, <#•]Frane. Sacck. nov. 2. Comandando a tutti gli altri, che quando serMazzeo volesse venire a lui, giammai porta non gli fosse tenuta.
— portiera ~Impedire l'entrala. Segner. Panig. di tutti i Santi.ltitrovò sempre tal adito nella reggia , che non gli era mai tenutaportiera. (Min)
— posta : * Dicesi Tenere o Non tenere posta ferma, e vale Avere oNon avere stanza , domicilio stabile. F. Posta , §. 3 o. (N)
— posto, gran posto *= Trattarsi alla grande. F. Posto sm. §. z.(N)
— pratica ~ Praticare, Trattare, [ Procurare, Adoperarsi. F. Prati-ca , §. 18.] Lat. agere. Gr. crwbixTpifiuv yirx tipos. Cronichett. d’A-mar. 253 . Con Gabbriello teneva pratica papa Benedetto d’andare astare a Pisa.Dan. Scism. ^2. A lui nè suoi agenti ninno scrivesse ,nè tenesse pratica. » Fir. Trin. 4• 3 . Dice ec. eh’ ella tien praticadi farla capitar male , e eh’ ella gli to’la ventura sua. (G. V-)
— presso = Aver vicino. Lai. prope habere. Gr. iyyv; i’x“v.
2 — E Tener presso di uè —Avere in suo dominio, in sua ba-lìa , sotto la sua autorità.
— prigione o pregione — Ritenere in carcere. Lat. in carcere habe-re. Gr. iv Scepois sx,t‘v. G. F. 10. 7. 9. In quello castello fu te-nuto cortesemente pregione. Segn. Preti. 2. 6. Tenne Faraone lun-gamente prigioni in fondo di torre due suoi prima amatissimi ta-•'ìnigliari.
— proposito * = Tener discorso. F. Proposito sm. §. 10. (N)
— protezione ; * lo stesso che Tenere in protezione. F. Protezio-ne,^. 5 . (N)
— pulito = Custodire o Conservare con tutta pulitezza. Segr. rior»Mandr.5.1 . Mutai un velo ad una Madonna che fa miracoli. Quan-te volle ho io detto a questi frati, che la tengano pulita ? e si ma-ravigliano poi, se la divozione manca.
— ragguagliato * = Tenere avvisato. V . Ragguagliato , §. 2. (N)
— ragionamento Ragionare. Bocc. nov. 21. i5. Prima tennero ra-gionamento insieme di doverle accusare.
2 — E Tener ragionamento vate anche Trattare , Praticare ,Negoziare. [/G Tenersi ragionamento > 2.]
— ragione o la ragione = Amministrai' giustizia. [P* Ragione, J.56 .] Lat. jus elicere.
2 — Dicesi anche Tener ragione per Tener conto.
3 — E Tener ragione vale anche Scrivere i conti al libro. Lat •in rationcs conferre. Gr. imypccpstu 9 koyl&orSou. Galal. 40. Di ciòfanno arte e mcrcatanzia , e tengonne libro e ragione.
4 — Dicesi Tener ragione ad uno e vale Fargli ragione , giu-stizia’, che dicesi anche Far diritto ad alcuno. Fu.S . Eugen.383.Signore , tienimi ragione, pcroccb’io sono stata presso che vitupe-rala da un giovane , cc. Fit.SS.Pad. 2. 2^6. Gii si gittò a’piedi, edisse: Tienimi ragione, Padre, e fammi giustizia del mio genero.(V)
— registro *— Notare, Scrivei'c a ino' di registro.Cesar.Pros,101. Dicotali voci, affinché non vi tradisca la memoria, tenete registro.(G.Y.)
— regola = Osservarla .
_ ridere == Secondare ridendo il rìdere degli altri . Frane. Sacch.
nov. 64 • Tutti quelli dattorno scoppiavano delle risa: Agnolo nontenea ridere, perocché si sentìa dare i maggior colpi del mondonegli arcioni. (Y)
2 — Non tener ridere ad alcuno — Non poter ridere.Franc. Sacch.nov. 160 .Intorno intorno per le botteghe era tutta la gente fuggita* ela maggior parte ridea ; ma a’ tavernai non tenca ridere ( perchèerano stati danneggiati: Che altramcnti si direbbe, soggiungono iDep. Dee am. a questo passo , non gli veniva da cuore, 0 avea vo-glia o pensiero di ridere). (V)
— roma e toma ,* sempre ironico e per beffe = Essere ricchissimo ,provveduto a dovizia. Fag. Cical. 1. 118* A sentir costoro, ten-gono Roma e tom^. (G. V.)
— ritto = Far che altri stia ritto.
— sano Conservare in sanità.
mm scoperto = Non coprire , Far che altri non cuopra.