Fig
TERTERIE
Pu
Purgalo, Elegante, Forbito. ( P”. Elo-qui ’ 8 j /“l"' ( 0 ) Menz. Poel. I. i. Perchè il vivere eterno a
s. 33_ p ■ oc Stil puro e terso che per lui fioriva. (P) Salvia.Disc.in fino . ^ uas * s parse gioje, dentro a un terso stile e grave , quasi
, alle ,J'° ’ ^garle. ( Parla delle autorità che si citano per entro3 __ future. ) (N )
e tersi !$' mela f- stagnili. Rim. buri. Sovra gl’ingegni pellegrinici u, d e $ner.‘ Pred. prefi, Ho io bensi procurato nella elocuzione• un °S ni lllio studio , come ritrovo che lo posero non ordì-
^tersi, (Bl)* 00116 * uu Gioiamo. . . e talun altro de padri fra noi più
' Patio, C ^ l ’ c ^ ie 0 Ter-tè-ri-e. Add. e sf, pi. Feste greche di cui^« 7 £à su l j* ! ° 1 ni(l seì, za entrare in veruna descrizione o panico -
rtv-^tH c , i- ’ ni(l se nza entrare in veruna descrizione
T«»t 0> . “ f e «e. (Mit)
<r.^ stsia e Eilol.) Tèr-to. Sin. Misura lineare e itineraria
T >t u V (Mit)
■ Ter-tùl-la.
iV. pr, f dim. di Terza , V. Lai. Tertulla
c j- Ter-tul-li-à-no. N. pr. m. Lat. Tei tulliano!. (N. pa-o-'ie H'iutlo .')— Uno de dollari della Chiesa, italo in Car-
... ^°. (1’,';’ divenuto sellario e morto verso la metà del terzo seco•
;. s »Tr,r..> U )
DUO
' i ^Ter-tul-Ii-no. JV.
m. dim. di Tert ilio, F. (B)N. pr. ni, dim. di Terzo
>c,0.
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F.
.«***■) Te-ru-è-la. Città dì Spagna nell* Aragona. (G)^Ardie.) Te* rùn-ci-o. Sm. F. L. il quinto d' un lutto qua-once \ era pive 11 quarto dell' asse o del danaro ;p -* e —•'<■* d' argento per la somma sua piccolezza Jit abo-
^ v Ac, Akte c he come moneta di calcolo. Lat. tcruncium. (O)
€ttQ ni~ n y*Lt.Maom.) Ter-va-gàn-te. TJno de'pretesi Dei de' Mao -^ v Ue ÌOl ‘uuizi di cavalleria . (Mit)
(r\ LO o*) Tcr-vé-re. Città di Olanda nella provincia di Ze-(i‘c 1
Cc i t: (t nel i ^ Sf. Tina delle ore canoniche , che si canta o si
ì£l *ia.» f?'~° l uo r° : Foce. introd. 53. Come terza suona , ciascun5 i n - n Frane. 208. Dicendo lui terza una volta , sì gli
t L terun IC, - l0r * u c i lìt -dlo vasello, e imbrigò un poco la mente sua.( V)0? U 0 dell* Ul C ^ le i a R >rza s ‘ canta 5tì '\4. 2 2 a ^ ci ” ia *} Hocc. nov. ì6. 7e ,°• 4 t ri i’ uve si colgano d
tei V 1,e l - a
3
,*>«1",^ durare.
‘«'za Q Cs Pro
iche dicesi anche L’ ora diGià l’ora ridia terza valicata,po terza , quando la rugiada csia calda e chiara , il vino saia più poderoso,
Dant. rim. 24 Pigliandole anzi terza, Con esse<de squille, fieni. Ori 2. 26. 3 2. Nè mattina nè sera,sia vedut
rAw. 0tla i Lascia che pur dal sole io
Lo ^ ezza terza, La metà dello spazio tra il levare del solev ì gÌ!).? C ' noi, ‘ 4'3• *6- Perchè entrati in via , in sulla mezza8 ll '^Ì8si | llo 8l ' ro . >1 -£? S- 3. proem. Avanti che mezza terza fosse, adèivi, C ric co palagio ec. gli ebbe condotti. F g . 8. proem.
l ‘td l0 P^ìcio ^ ^ evza una chiesetta lor vicina visitata , in quella it
C,,.. asC; dtarono. Dant. Inf. 3d. D già il soie a mezza terza» Por a p '■* T *• •••••■”■* - ■
(jjq K0,1 ° iu ciascuno di dodici grandi o piccoli secondo^ dice j 8 p^ e <>c * L’ nlììcio della prima parte del dì , cioè la•noni* s ‘ dicen ae qui Ha; e quello della terza parte e della
1 94- La chiesa usa nella distinzione delle ore del di
!Ce lleil:
quell
quello della terza pa
principile però si dice mezza terza , prima che^ dopci* i^ ai ^* Follaci. Gerì. 6, Vuoisi seminare in terra0v Vcri s a seconda , ovvero terza ora, cioè dopo la mezza°tnl fa ni atti^° !erza * F Oen. 26. Nell’ora prima del die,cioèÌ*X. t? deip na sparisce V occhio del sole al monte, farà lunga^toia ut * Or** 10 XX,X Nella seconda, cioè nella mezza terza
Jv er ja duo Cont° /2 ‘ La rtia *tina in sulla mezza terza venne daNe ec. ^stabile da parte di Ser Piero ; la cosa non poterei ,e ro ,ds$q . scrivemmo subito lettere contrarie, e se niuno ne’ (V) 5 t0i 'cesse lag^^s.) L
» C > c °rdi t,e s Pecfr ma - - c on5o/ianze imperfette, Intervallo di tre Terzeroolo.
f 11 el en Sq *ìq ot‘ì si * Cl ° e ma Sg>o*’e , minore e diminuita. Tutti gli nttnment,fui \ l »*U deb* nariarn(, nte composti di terze , le quali sono perciò
pure oS“:i.°U L ) Salvin - Annot - Ros : Fann0 M u
via. Poi in sulla terza venne il detto Ser
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l **S »0 N „? V an r Cl,e t 0t,ava - ( G - V ’)
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, sa lti di terza , ma con l'angelica voce loro,
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r --..,,':> ' vr-zal-li no. r. Fri
1 «'-sa.
ancescano.
(Ber)
c;> jJjY'' r f<o-ffSy ei ^* Nei terzo luogo. Lat. tcrtio ,
ter-
no.
(N)
° c «i t
suo marito ; terzamente , forni-
ì0 * Febbre ° Febbre [che ricomparisce ogni
la st 1 1 * Lat. tertìana. Gr . rptraàos.
qv r z,a!mente, Ago st,t
, -“«'>• Dant.Cono. 65- .;etatrice d’ ailllC ’ • ’ 0 ‘i ne-
j) T { * ^irtù per sè dee essere ^ sl ^ Ua sCU rc,e* ^ nm amenle percuotono il sogUaic dìqcI. E^cL 2^^amente lo spazzano colle scope* JLa misfatto contr’ alia J 0l ^messo adultev"
f .. cald o:eU.n-
^,,, Vs W- Iute singuUve e glosse. Tcs B^
?■ e sereno , e molte terzane siccome sono
e ' e cBe 80110 P er collera , sono ® < j i verno oOS \ ) „,. n ù
è Bene che li fleiomaUciu ^ ma p v S
Fons.2.53. Tutti sou d’ accordo > son o 1 ^
^ Zaue > delle quali altre son continue , . xane serop ’
^ le intermittenti per lo più «"“> * ^
A* h a ; ^-^ana doppia, Quella fcbbre che * a( {d S* ^ f a
è ' l’clibr^ a7 c 0SlSfni «Uemamente sìmili* t Jf* tn^al mi° pna G ’ 53
H ^ una l\V '7'* B ***- UtU 1 - 5i6 ' Q Tcntc„ a *«Llirc terzana doppia assai ^cariente.
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TERZETTO 1Q1
Le intermittenti per Io più sono le terzana semplici , ancorché que-ste ec. sogliano , di semplici , farsi doppie,
3 —* Dicesi Terzana duplicata, Quella che dà un giorno d'intervallo %ma nel giorno puvlico sonovi due parosismi ; Terzana triplicata ,Quella eh è caratterizzata da due accessi in un giorno , un solopai’osismn nel di seguente , due nel susseguente e così via via. An-cora la Terzana è remittente o perniciosa. (O)
Terzana. (Mariti.) Ter-za-uà. [d/i] V. A. F'. e df Arsenale . Lagnava-te. Gr.vscl'V. But. Inf. 21 ■ 1. Terzana e luogo di navilìi,dove sì ser-bano e dove si fanno. G. F. g. 281. 1. Ordinò ec. che in Napoli dovesiero uccidere il re Roberto e ’1 Duca, e metter fuoco nella ter-zana , ov’ era il navilio.
Terzànaccia. (Med.) Tor-za-nàc-cia. Sf. pegg. di Terzana. Red. (A)Red. nel Diz. di A . Pasta. Io voglio sperare e credere, che abbiada rimaner quanto prima sano, e particolarmente se alla settima ac-cessione . . . prenderà la chiriachiua, mentre però la sua terzanac-cia non sia svanita prima. (Qui con viziosa ortografia leggesi Ter-zianaccia ) (N)
Tkrzanario. * (Med.) Ter-za-nà-ri-o. Add. m. Dìcesi Periodo terza-nano, Quello che accade ogni tei'zo giorno ; e così Febbre terzana-ria dicesi la Terzana. ( 0 )
Terzanella. * (Med.) Ter-za-nèl-la. Sf. dim. di Terzana. Fallisti.Berg. (O)
2 — * Ed in forza di add. f, Chìabr. Fit. p. 7. Non mai stette in.letto per infermità , salvo due volte per colpa di due febbri teria-nellc , uè ciascuna di loro passò sette parosismi. (P. V.)
3 •— (Ar. Mes.) Seta soda , ossia Seta fatta di doppii. (A)
4 — (Bot.) Specie di pianta erbacea annuale del genere Anagaliis,comune ne' campi con fusti distesi , piccole foglie ellittiche , e fioriascellari rossi o azzurri che sbocciano, allentrata di primavera. Lat.anagaliis arvenis Lin. Car. Ani. Fasi. I. 3. Trovarono delle violemammole, de* narcisi, delle terzanelle, e d’ogni sorla fiori che dìquella stagione son primaticci. E appresso : Le viole, i narcissi e leterzanelle. (Min) (B.) (N)
Terzane * (Arche, e Milit.) Tcr-zà-ni. Add. e sm. F. L. I soldatidella terza legione romana. Lat. tertiani. Tac. Dav. I terzaui conle scuri e spade spezzarono la porta. (Gr)
Terzare. (Agr.) Ter-zà-re. [Alt. e ».] Arare la terza volta. Lat. ter-tiare. Gr. rptrovv. C'r. 2. 20. 2. Del mese di Settembre s’ arerà laterza volta il grasso campo, e quello il quale avrà per uso di tener1' umore, avvegnaché nell’ umido anno si possa terzare innanzi. Pallad.Setlemb. 1. Di questo mese i campi ec. si vogliono la terza voltaaguale arare, ed anche il campo grasso, avvegnaché Tanno che correomoroso si possa anche terzare.
Terzarolo . * Ter-zau ò lo. Add. e sm. Cosi dicevasi quello scolaredello studio in Padova che veniva a prendere la fede di essere in-tervenuto alle lezioni. Pignor. Berg. (O)
Terzaruolo. (Muriu.) Ter-sa-ruò-lo. iSm. F. e di , '] r IerzcYno\o.Franc.Barb. 25g. 26. Vele grandi e veloni , Terzaruoli e parpaglioni, a( Benché ripetuto sempre allo stesso modo dalla Cr. questo es. intre luoghi diversi , pure la misura del verso chiede Terzuoli inve-ce di Terzaruoli ; e pero sarebbe da aggiugnerlo a quello del Ci-riffa in Terzuolo , 2.) (N)
Terzavo , Ter-zà-vo. iddd* e sm. F. e di '] Terzavolo. But. Poichéha mostrato gran congratulazione al suo terzavo.
Terzavolo , Ter-zà-vo-lo. {Add. e sin. comp .] Padre del bisavolo. —,Terzavo , sin. Lat. abavus. Gr. hia.iea.TCrfQS. Fr. Giord . Pred. S.Ora e’non ci ha oggi india che sappia chi si fosse suo quinta volo ,appena il terzavolo , anzi appena il bisavolo.
Terzera. * (Geog.) Ter-zé-ra. Lo stesso che Tercera , F . (fi)Terzeria , Ter-ze ri-a. [.V/!j Una delle terze parti di cosa che si nu-meri per tempi , o simili.
Terzbruolà. (Metro!.) Ter-ze-ruò-la. {Sf.) Spezie di misuradì vino ;{forse lo stesso che Terzino. ] M. Aldobr. Metti in una terzerupladi vin cotto , e fa bollire. Frane. Sacch. nov. ip6. Essendo mesciu-ta una terzeniola ed avendo ciascuno i bicchieri in mano , ec.
(Marin.) Ter-se ruò-lo. [A/n. La minor vela della nave ;altrimenti Terzuolo.] — , Terzaruolo, sin. (Forse così detta, perchèsi avvicina al terzo di una maggior vela. I Greci chiamavano ter-thron la fune con cui la vela si tirava alle antenne.) Dant . tufn-t,15. Olii terzcruolo ed artimon rintoppa. Bui. ivy. Artimone è lamaggior vela che abbia la nave, terzcruolo e la minore ; imperocchéla nave porta tre vele : una grande , che si chiama artimone ; unamezzana, che si chiama la mezzana ; e un altra minore, che si chia-ma terzernoio. . . .
a _ Dicesi Far terzcruolo e vate Acconciare le altre vele ma°•
giori all'altezza e forma del terzeruolo.
3 _ Dicesi Teracrnoh delle vele, Quella parte della superficiedelle vele , la quale è desumila ad essere ripiegata, quando il renioè troppo forte. (S) ...
2 _ (Milit.) Spezie d archibuso corto , [con chiamato , come mottealtre armi da fuoco , dal nome particolare d una specie di sparvie-ro-, detto anche Terzuolo.]
Terzbtta. (Mibt.) ler-zel-ta. C'*/•] Sona di arme da fuoco simile allapistola , ma alquanto più ptcciola, [che si porta per lo più nascostain dosso -, forse cosi delta dalla lunghezza della sua canna raggua-gliata al terzo d' una pistola ordinaria .] Red. Esp. nat. Nel fondodelia canoa d’ una terzetta di giusta misura metteva pochi soli granidi polvere.
Terzetto. (Poes.) Terzétto, [j’m.] Componimento in terza rima-, edanche Quella parte di capitolo , sonetto , o altra poesia, che è com-presa in tre versi-, altrimenti Ternario, Terzina. Farch. Let64^-Questa maniera di versi , chiamati ora terzetti, ora ternarii, e quandoterzine, i quali non sono altro che versi d' undici sillal» riuterzati,
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