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TERZIARE
TESARE
onde si dicono volgarmente lerce rime. Lasc. rim. Udite , udite unpo' questo lerzetto : 0 lutti quanti voi che componete, Non fot* imitamai che vi sia detto, Se poco onore aver non ne volete. Red. Fip.1.06. Osserviamo soventemente i primi quadernari!, c talvolta il pri-mo terzetto d’ima tessitura , non come quella del Petrarca , e deglialtri migliori poeti. Salvia Pivs. J'osc. 1. sgi. Se la terzina, o ter-zetto si considerasse da per sé solo , come un membro reciso datutto il corpo del sonetto, eserciterebbe l’obbiezionc tutta sua forza.
2 — * (Mus.) Canto concertato a tre voci ; Sonata concertata a ilestrumenti ; Hallo combinato con tre ballerini. (Ne)
3 — * (Ar. Mes.) Specie di martello grosso. (A)
Terzetto diti da Ternario e da Terzina. Terzetto ha nella mu-sica e nel ballo significali a se proprii.In poesia può scambi irsicon Ternario e Terzina , ma solo allorché esprime que’ tre versi riu-terzati in cui il primo rima col terzo, il secondo col primo del se-guente c cosi via via. Molti Terzetti uniti insieme formano quelcomponimento poetico che chiamasi propriamente Terzina o Terzarima E però il poeta che dicesse d’aver composto un Terzetto oun Ternario , farebbe credere d* esser autor di tre versi anzi died’ una Terza -rima. Ogni sonetto aver dee dopo i due quadernari) ,due 2 y ernarii , o 7 'erzettì, o Terzine, che vogliate dire* ma il pri-mo suole generalmente preferirsi. Ternario inoltre ha in aritmeticae in numismatica particolari significali che agli altri non apparten-gono. Lo stesso dicasi di Terzina nel linguaggio musicale.
Terziare.* (Milit.) Ter-zi-à-rc.zf«. Misurare in tre lunghi qualche pezzod artiglieria , cioè alla culatta , nel mezzo ed alla bocca, per ricono-scere se ha la debita grassezza di metallo. V. Pezzo, ig, *2.(N)Terziaria, Ter-si-à-ri-a. Sf. La fede d’ essere intervenuto alle lezioni,che si fa allo scolare dello Studio di Padova. Pianar. Leti. /ier^.(Min)Terziaria. (St. Eroi.) Add. e sf. di Terziario , V. Per estens. Dizzocao Pinzochera. Battaci. Ann. i6jf. 3 . Berg. (Min)
Terziario . * (Sf. Eccl.) Ter-zi-à-ri-o. Add. e sm. Dicesi Terziario oTerziaria, L'uomo o la donna che appartiene ad un terzo ordine direligiosi. I più comuni sono i Fi nielli e Sorelle del terzo Ordine diS. Francesco. Que’ Terziarii che nei'secoli xnr e xiv si diviseroda' Loro fratelli col pretesto di osservare più strettamente la regoladel loro fondatore , si ribellarono contro ogni autorità e cadderone ’ disordini e negli errori , si appellarono Fraticelli} e le Terzia -jie laiche che si collegarono con essi e caddero ne'medesimi eccessifitron dette fieggardc e Beguine, V. Terzo add. §. i 3 . (Ber)Terzina. (Poca.) Ter-si-na. [Sf.] Componimento in terza rima ; edanche Quella parte di capìtolo, sonetto, o altra poesia, che è com-presa in tre versi ; altrimenti Ternario , Terzetto. (V. Terzetto. )t^arch. Lez. 643 . Questa maniera di versi , chiamati ora terzetti ,ora ternarii, c quando terzine , i quali non sono altro che versi.d’undici sillabe rinterzati, onde si dicono volgarmente terze rime.SaTin. Pros Tose. 1. 2Qi. Se la terzina o terzetto si considerasseda per sé solo, come un membro reciso da tutto il corpo del sonet-to , eserciterebbe V obbiezione tutta sua forza.
2 —* (Mus.) Complesso di tre note conudi due, a cui per lo più stasovrapposto un 3 . Così p. e. nella dupla di semiminime una bat-tuta può contenere cinque crome , allora che- tre di queste non ol-trepassano il valore di due. In simil caso se ne accelera alquantoil movimento. (L)
Terzino. (Metrol.) Ter-zì-no. [iS'm.] Vaso da tener liquidi , e tienela tei'za parte d*un fiasco.
— (Agr.) Il filugello che fa tre mute. (Ga)
’erzo , Tér-'zo. Sin. Una delle tre parli del tutto. Lai. tertia pars.Or. rfirov pepo*. M. V. g. ioj. Questa pestilenza ricominciò delmese di Maggio in Fiandra, che di largo il terzo de’ cittadini, [e ol-tra morirono ] ISocc. nov. 77. 33 . Questa non c stata lunga per loterzo, che fu la sua. Dav.Camb. 100. Un terzo per cento per prov-visione. Mahn. 6. iog .Di nuovo attorno il bossolo si manda Da vin-cersi il partito pc’ due terzi.
* — "In terzo , posto avverb. , si dice di Qualunque azione eoperazione dove intervengono tre. V. Jn terzo. (A)
3 — * Per terzo, posto avverb In Ire parli eguali, V.Per terzo.(N)
% — (Milil.) [Nome dato ne'secolo xn e xvit ad un corpo di soldatia piedi, simile ai moderni nostri reggimenti ; componevasi di millea mille cinquecento e sino duemila soldati.} (Dallo spagli, lercio chevale il medesimo , essendo voce tutta spaglinola venuta in Italia cnello Fiandre al tempo della dominazione di Spagna .) Maini. 1. 3 j.Bieco de’ Crepi, Duca d' Orhatello, Mena il suo terzo , c' ha il ve-der nel tatto. r> Red. A cui ella ha conferito uno stendardo di ca-valleria nel suo terzo. Segn. Gli menò tremila (Spngnuoti) in Fian-dra , perché qui riempissero i terzi antichi. (Gr)
3 (Àr. Mes.) Specie di martello grosso, detto anche Terzetto.(A)fiuizo. Add. m. Nome numerale ordinativo , che seguita. dopo 7 se-condo. Lai. tertius. Gr. rplros. (In celL gali, treas, in ted. drittel,
111 snss. thrithtba, in illir. trechi, in ingl. third ec. V. Tre.)Bocc.,IOP * 1 4 - 14* Balestrato dalla fortuna due volte, dubitando della ter*
* l^msò convenirli molta cautela avere. E nov. 97. 8. Avantiché] assi q terzo giorno , ti credo recar novelle che sommamente ti sa-i‘ v Pl lc ‘/! etr * son. 24. S’ella riman fra ’1 terzo lume e Marte , Fiala del so i e scovrita. '
. / C6 f. 1 ™ crza persona , Quella che s* interpone tra le due parti
che trattano. Vino. Man. ìett. 25. 11 non farla , o il farla tardi ,o pu terza persona , cresce il sospetto in Sua Maestà.p n L TJ^° ? Vo il . 1 di Terzavo o Terzavolo, V. BuL
' c a 116 ® nse l’autore che lo suo terzo avo lo chia-
masse fronda sua. (N)
4 P°{. v * ^ ai !F,; ^ ars * terzo 3 due = Unirvisi . Andare in com-pagnia di essi. Tir.As. 1. 1? . i Q mi fcci ter . 4Q Juc viandanti, iquali nu camminavano poco innanzi. (G, V.)
in terzo :
: Pul iate in terza l' cf:Stare infra
,(Oliti'
5 — * Col v. Parlare : Parlare
V. Parlare , §. 28■ (N) - . . J„e,
6 — [Col v. Tenere :] Tenere una terza parte = Stare un'Mantenersi neutrale tra due parliti. Bove . Vil.Dunt. 2Ò2.
che per sé medesimo non poteva una terza parte tenere cc- >quella s’accostò , nella quale ec. era più dì ragione. C° ,v
Col v. Tornare: Tornar terzo , parlando di liqu'f 1 ^ f^u 11 )
1 —
suolarsi tanto da restarne il terzo. Pullad. 1.4 * Cuociula (infine a tanto che torni o terza o mezza. (Pr) „
8 — [In forza di sm. parlando dì persona.] Hocc. nov. ti* ' ^era chiamato Stecchi , l’altro Martellino , c il terzo Mai' ^ Òf !if) — [Dicesi II terzo c 'I quarto, ed è modo di dire che eS l ,r ^sorta di persona indistintamente .] Sen. Ben. Vare h 'J'J a^ >0 ’alcune cose , le quali non potevano toccare al terzo ed al 4se non si davano a lutti. w.i
io — Proverò. [I due contrari! fan che il terzo goda
oaeerf^
litiganti il terzo gode : proverbio di chiaro significalo J fi. fi)®
duos litigantes tertius gaudet. Maini. 3 . z 3 - 1 due contrai 1 ^ Ji-
il terzo goda. » Salvili. Pros. 3 ■ 3 n. Bastoninsi pure •tiganti il terzo sode. (G. VA a ltH‘ ne,ì ^
11 —* (Poes.) Terza rima. Così dices' Quel componimeli 0 f gj fref
chiamato Terzina. {V. Terzetto.) (A) Varch. Lez. 6. Yb' 0-
no volgarmente terze rime. Salvai. Annot . F. B. 5 . 3 -
ne Amorosa dettata in terza rima c ripiena dcrudizione.Gv, fodr
12 —* (Mus.) Terzo suono: Quello che nasce talora nell &
suoni intuonati in uno strumenta. (L) rdi 0 ^ ,
1 3 — * (St. Eccl.) Terz’Ordine. Come la più parte d e § 1 0 e glinastici andaron soggetti ad alcune riforme , i Riformatitichi furono giudicati due ordini diversi, e si chiamarmi 0ordine quelli che in progresso firmarono per qualch e ^ u fi
forma una terza congregazione. Ma si diede lo stesso 110Compagnia di divoti laici o di persone maritate, c ^ e c °j-con un ordine religioso una specie di filiazione a fw e . lie $l' upare delle preghiere e delle opere buone che si fanno lf * p° sS ° n Qdine , e d'imitarne le pratiche di devozione , per d uCl 'permetterlo le loro occupazioni cd i doveri del l° ro stat0 .’ l( livoti-, i toro direttovi prescrivono soltanto ad essi una regoa mantenerli nella pietà e purità di costumi. A^.Ordm e » 3 ‘ /^jIcs.) Saldatura di terzo. V. Saldatura, §■ ,)
Terznmente.G° llt ‘
co* 1
(Ar. Mes.) ;
* Avv. alla lat nn. In terzo tnog
Terzo,
Terzo , * TertuHo. N. pr. m. Lai. Tertius. (B) ,mei' l ^ e ' - no*
Terzodecimo , Ter-so-dè-ci-mo. [Add. m. comp.] Nome DeC 11 ^,
prendente tre oltre la decina. [Lo stesso che Tredice* 11 f x jìterzo, V.] Dant.Vit. Nuov, 35 . Ed ella fu dei Crist td iQ ,\eCÌ tV ^ l ^decimo cèntinajo. Guicc. Star. 4. ig6. I capitanici ^(V)
d’Agosto posono il campo alla rocca.» Cavale.Stolli^- S ^ r ggioP 0 *^ (decima ( stoltizia ) si c* di quelli che non pugnano q i,d,u ° p/ {fci
™ T intervallo d l ,. l, .j /ir net lt(l .^ e
(Mus.) Dicesi Terzaderima , j' wicrv(um **' fatti#ovvero Una sesta distante un* ottava *d<d suo suono f °ferTerzogenito , Ter-zo-ge-n?-to. Add. e sm. comp. PI
Terzigeuiti. Prole nata immediatamente dopo
la seco' 1
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Mann. Oli. 18. 4■ Noi non siam nè pure 7 econ<lig cuit c; ) "b(',^(^quarti nè rjn! iilig.niti. (Oui dinfiiuiila la parola P fir ila 11,1,0 ^
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:rzone. (Ar. Mes.) Ter-zó-nc. *V/n. Sona digrossale balle. (A)
2 *— (Znol.) Detto dì Colombo , Bastardo , eroemento del mccìon grosso col torrajitolo. (^)
Tjcrzuolo. (Zóol.) Ter-suò-Io. [Vw . Nome che si r ' s( . 0 \alcuni uccelli di preda , e ciò , secondo alcuni ì P e ( 0minore delta femmina , ocvero perchè de* tre che ^ cere .] ( V ;m una nidiata , questo è minore -, e V ultimo a n° (1 ; jd’ pr
ruoto.) Cv. io.g.iì Tutti questi falconi son femiu'^? > ^ tre P 0 I a
son chiamati terzuoli ; e son detti terzuoli* impe' CJ ^ ( . ( -ò ief
dio ne nascono insieme, due femmine e’l maschio^ a gu' ria e
è chiamato. Tes.
zuolo , ed è prode ^ .. 7 _ _ .
leggieri da uccellare. Fìioc. 5 . 64 • M’era u J a c o
mina ec. uscire un terzuolo, e con forte volo “*?’ U « trir,s ’Lor.Med.st.g6 . Non teme la pernice che '1 tcizu
lisietue, uutr iluiiuiu»- c l Q 3 g,- t*-*
Br. 5. g. Li minori (astori ) s Lecca* Vu a5 ?le e maniero , e bene v'den[ ( ' r0S e ,i e r da giti 1 '
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fù ib'P°L’ n , ''P'tnitosfydi™’ di Terzenioiù, r.]
Tbs. * IP ^ !> ! lls 'zitola alla ^ i r iilo "e, E cominciò a so!h jr ’
T ESA L G , eo ?0 Fùme de f t Caricar ‘‘orza.
fì?‘ ^ 0,,ì<1 ^lro7 ,V - L,U - ‘"Ido. Cr. rto*.
a „° 1 arco. frange , quando scocca Da troppa (<*•
Indirizzamento. Sahin. Annoi. T. B. 3. 7- S " lh f
- .lire tesa , m' ,d ’
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2 — * Filo, Indirizzamento. i3<kwh*
tura, sul camino, sul tenore, che vieneriz/,amento. (N)
3. — Luogo acconcio per tendervi le reti.
4 (Ar.Mes.) Quella parte del cappello^ c
al cucuzzolo .» Sold. sat. 5. Dell’istesso co > cc . y. ^...del cappel , pone una rosa , V "'. ait j a * { S r(l c he e 4 ul &ert°
Tesa. * (Metrol.) Té-sa. Sf. Specie di mis poco 7 [(«hj* ,
dì un uomo , ovvero alla lunghezza ^ l , se ^ 0 . e q ,,f S ° f C ò 0 ^ ^metri. (Dal frane, toise che vale il wed^ 0 is/isus f
stende
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laisia che crcdcsi derivalo
(Geog.) fr» ‘terso che
■■ • 1 " ' - All- irridale- #(J „ lo
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tristaTesa. *
Tesare. (Marni.) Te-sà-revale Stenderlo con forza-.
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