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TROPOLIZZA
a —• £ VI 119.) Tropi erano anticamente Certe formale melodiche esteseper la cognizione degli otto tuoni ecclesiastici , alcuni de quali neavevano varie , dette Differenze. I Tropi erano pure anticamenteuna specie di canto inserito fra due canti maggiori per alternare ,e consistevano originarci mente in un solo verso , od al più in due.(L)Tropolizza. * (Gcog.) Tro-po Iìz*za , Tropolitza. Lo stesso che Tri-polizza ,V.{G)
Tropologia. * (Fiiol.) Tro-po-lo-gì-a, Sf. V.G. Lat. tropologia. (Datropos figura , e logos discorso.) Discorso figurato in cui usansi tropi€ JìgtO'e rettori! he ; ciò che più comunemente chiamasi Discorso QParlare metaforico. Muss. Berg. (Aq) ( 0 )
2 — (Eccl.) Significazione monde , Senso morale delle sacre Scrit-ture., (A)
Tropologico. (Filol.) Tro-po-lò-gi-co. Add. [m. V . G.] Aggiunto [ditulio ciò che appartiene od ha relazione a tropologia ; e dicesi piùcomunemente'] del senso [ mistico c ] figurato della Sacra Scrittura.Lat. moralis, tropologici^. Gr. rpozfoKoytKÓs. Com.purg.2. Sicché sipuò ricogliere per senso tropologico di questi due capitoli , che se1 ’ uomo si vuole partire dal peccato oc. , conviene essere umile. Eil. Per la quale si puote tra 1 ' altre cose notare questo senso tro-pologico. Varch. rim. latri. 1. 26. Quanto io per me ho un sensoriposto , Non so se tropologico o morale.
Troppavia. * (Geog.) Trop-pà-vi-a. Città e Circolo della Moravia.(G)Troppello ,■ * Trop-pèl-lo. Sm. V. A. E. e di' Drappello. Fior.hai.nella Tav. limò, alta v. Tro.ppcllo. Comandamento avea fatto Mar-cello , che sempre strettì fossero li Iroppelìi. E perchè fosse rotto ,eempre a suo troppcllo ritornasse ciascuno. (V) Liv. Dee. t. 1. Uh.
2. cap.34- Gli Etruschi con li Vejcnti gli accerchiaro , e come piùsi accostavano , lanto più lì Fabii si ristringevano in un sol Irop-pcllo. (P)
Troppo, Tiòp-po. Avv. che significa Eccesso^ e vale Dì soverchio ,Più del convenevole. Lat. minio, nimis, nimiopcrc. Gr. XÌxp. (Se-condo il Muratori , vien da troppus moltitudine di animali, gregge.Altri forse dal lat. ter oppteo tre volte empio.) Petr. son. 266. [ Edissi:] a cader va chi troppo sale. » Bocc. e . 1 . n. 1. La quale egliogni volta che bevuto avea troppo , conciava come Dio vel dica.Salvin. Annoi. F.B. 4-5* 4. L’etimologia di Troppo è curiosa , cindeme vera. Ops , voce provenzale , originata dalla latina opus ,bisogno, necessità, si fece da’Toscani Uopo; ora dicendo essi pro-venzali antichi trops , vennero come a dire traupo , cioè di là dalbisogno , come treshnm/le e tvesnoble , traumile e tranobUc, tresnettranetto , non dal greco rp)s , tre volte , ma dal latino trans^ comesi vede nelle voci tréboucher , les trepassez i trapassati , i morti.(Cin) (N)
2 — Co'nomi d' ogni genere e numero , e co' verbi e cogli avveritisi pone. Bocc. nov. 18. 27. Troppo fidandosi di ciò che non le do-veva venir fatto , nella forma , nella qual già seco pensava , libe-ramente rispose. Petr. canz. 4 Poi seguirò , sì come a lui ne’n-cr<bbe Troppo altamente.» Bocc. conci. Nè dubito punto die nonsien di quelli ancor che diranno , le cose dette esser troppo pienedi motti e di ciance. (Cin)
3 — * Talora serve ad esprimere dispiacere per cosa che non si vor-rei fa che fosse , o che avvenisse 4 quasi per sinc. di Pur troppo.Ambr. Furi 4-1- Messer sì, giuocavano , mi pare intendere ; e fra ’lservidore e lui avevan perso me’che cinquanta scudi. M. L. Cin-quanta scudi ! ohimè, o traditore ! sarà ver troppo! quel ribaldo gliaia fatto giuocar quei danari. Lasc. Gelos. 1■ 5 . Tanl’ò , eli’arafatto all usanza delle donne. Pieranlonio è pur giovane , e non è an-che brutto; egli sarà ver troppo. Stasera mi chiarirò. E 3. 1. Inbuona fina, ch’io vengo giuso , e serrrrotti fuori, c lascerolli poiabbajarc. II. Ella s’è levata, e fjrebbdo troppo. (V) (N)
a — * L dicesi pure dì cosa che non dispiaccia. Bocc. g. 1 o n.g.La qual cosa il Saladino e’ compagni veggendo , troppo s’avvisaronciò ch'era , e dissono : Messer Torello , questo non è ciò che noiy’ avemo domandalo. (Cin)
^ — * Dicesi Troppo bene , e serve a dar più forza alV affermare ,f e si usa anche nella cose sinistre. , aha stessa"guisa di Pur trop-po. Bocc. g. 7. n. 3. Comare, questi son vermini, ch’egli ha incorpo, li quali gli s’ apprcs-nno al cuore, ed uccidcrcbbonlo trop-po bene; ma non abbiate paura , ch’io gl’incanterò. (V) (N)
5 — In vece di Molto, (Assai e simili col comparativo congiunto .]Luf. admorìum , mulinili. Gr. \lxv , y.cpi^. Nov. ant. 83.2. Vi trovòtanto oro e tanto argento strutto, che valse troppo più che tulio laspesa. Bocc. nov. iS. sg. Iti parte ti toccherà il valere di troppo
" “ ‘ '1 inaha-
•ivolgere
icopeita del marmo del Duomo S Giovanni, e la cor-nice dintorno troppo più bella che non era in prima.» Bocc. Leti.Pr. *V. Ap Accorgendovi , clic de’ maggiori uomini , che voi non
fosie mai , stanno troppo peggio che voi non state , panni che voi
abbiate a ringraziare Iddio. È g. 3. n. 4- E^ a faceva molto spessotroppo piò lunghe diete che voluto non avrebbe. E g.y.n. 7. Ma-donna, rispose Anichino, lioppo maggior cosa, che questa non è,tU 3 Ca ^ m y lf | m >o sospiro. (Gin )
1,1 loca fra Troppo e il comparativo giace, altra voce.]
■ an • ,jr g. 14. n5. Ch’or mi diletta Troppo «li pianger più che
1 "•vo/r. 2;;, Troppo Iddio e piu benigno che non si
TR05C0
bio, in questo ( autore ) è la lingua dell’età innanzi a luicaccio ) , e troppo è tutto lontano dal suo stile. (V) #
5 — [Talora unito agli aggettivi o agli avverili non , e sto
servi per dar loro la forza di supeiiazione.] Coll. SS. Pud. \dichiara troppo bene T esemplo de’ dieci lebbrosi , che furo ninsieme. » Bocc. g. 4 1l - 9- U cuoco presolo (//cuore) e pO>t aV ! l)0 i ieT arte e tutta la sollecitudine sua , minuzzatolo , e messevi di ^spezie assai , ne fece uno manicaretto troppo buono. D^V. i|l3|Cosim. I. Quanto maggiore la fortuna sua fosse, tanto più 1 * l( to
ben usandola, apparisse c giovasse, com'è troppo ben ntJ riStar. Pist. 207. Ed in quello parlamento si delibeiò, cheli /d|di Lombardia guerreggiassono Padova , c M. Mastino a jai aMantova , e M. Piero colla gente de’Fiorentini e ^ 11 '[i-op'.guerreggiasse dall’altro lato ;* e cosi feciono, stringendo Pado^
7 Talora se gli antepose la particella Pure; e a questo 0 i L tC e ‘uso tanto ragionando di cose che piacciono , come delle ^ ^ri |lievoli. P. Pur troppo. Ilcmh. Asol. /. 1. Senza sospiri e sen za geio* ci miei giovani anni ne menava felice , e pur troppo felice ?
solo non avessi giammai conosciuto. Barn. Ori. 1. 68. fi l3lT /Ciò)veste aveva 'alta fare A se e ’I cavallo, c sta pur troppo b c J lC y f .^*
8 — Talora vale Senza alcun fallo , Sicuramente, Fcrmamctn e * 1
Sacch. nov. 83. Dice Tommaso: ben la piscrrt ino ; V ctC . c ' I» 1rei io T orinale, s'io dovessi uscir del letto? Dice il Tes° ’par eh’e’ ci sia pisciato troppo. g nK
9 — Dicesi Aver troppo di una cosa c vale talvolta 4vf n' e ^'
stanza. Bocc. 8. n. 1 7. Tue si sieno ( le notti ) e di (V)
troppo d’ una , e bastimi d’ essere stato una volta schern 1 * pò r*
10 — * Dicesi Far troppo e vale Fare oltre il convenevole .
xtvt. * r ,|j|0»
troppo. (N) _ t . sP verC
li — * Dìcesi anche Di troppo invece di Troppo , D*
Borgh. Oi ig.Fir.182 . In vero un poco di troppo si pcrs cl
y N“ ^
.
iivO’
ste baje. (V)
12 — * Dicesi Nè troppo nè poco e vale A ragione.
nè poco. (N) ,
Tboppo. Add. m. Soverchio , Più del dovere. ( V• Ecccsf^'niniiiis. Gr. vipmtrés. Bocc. nov. 23. 21. Anzi ne gli ! 10 iamor di voi sofferte troppe. E nnv. So. 23. Troppi.‘ l( > aitratto bai spesi in dolcitudine. Petr. 2011.144. Sento di * ^
nascer paura. . „agiu" t0
2 — Talora ha forza d’ avv. , ancorché s' accordi coin e . pr" j,sustantivn. Bocc. nov. 13. 23. Con troppi maggior emp 1 ) j. os s. 1^fìeramenle cominciò a percuoter la porta. E Leti. * , f ^ 0 'i!i
)5 se bene si guarderà tra la mollitudiue de’ nostri s °^
più si troverranno coloro, che dagli aspri e rozzi 1111,1 ' so!1 o s,agloriosa fama venuti, che quelli che nelle morbidezzelevati. _ _ t ime* 11 * C % ^
— * E talora si accorda con gli addìettivi non e*P l « In* 1 » ■ nO*
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razione, Jiocc. g. g. n. 1. Non avendo tempo u« -liberazione, lasciatosi cadere Alessandro , quanto ! c » lLl
tcron portare , andò via. (V) (Cin) , afiltft 0 ? im> v ?
r'-ljb pcl. D«’t
[E covi accordato si trova, anche posposto all eh i„ r le*
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si appoggia.) Dant. Inf. y. 25 . Quitroppa.» Ar. Far. io. 112. Così privo la serasoave e dedicala Iroppa. (Cin)
5 — * E si accorda ancata co'nomi espressi ., VA
Purg. Q. Più cara c Tona, ma T al tra vuo^l 5/^ ^ v o
d’ io ce' 13 ’
Ì<1 " /
gno, avarili che disserri. {Parla delle chiavi del6 —»■* Unito a nomi sostantivi femminili , talvolta 7 V p( iat a ,rl , ì(3 6 C 'lità et avv. S.CaU. Leti.43. La troppo dolcezza ^ j| a ti' n Plmisericordia. (Cin) Dai*. Scism. i6y. Dicea n»al c ^ G f'
chezza e morbida vita de’vescovi. (V) m , n'p 1 *! tropP^
Troppo. Sm. Eccesso . Soverchio. Lat. supcrvacii", . raS si 1 jj s cF
D’ entro -He ^dj^^
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spesa, noce. nov. 10. sg. In parte li tocclicra il valere ai tpiù che perduto non hai. E nov. i6.35. Egli è troppo più 1gio ch’egli non s’avvisa. G.V. 12 . 45 . 3. Si cominciò a rive rinnovale lacopeita del marino del Duomo S Giovanni, e l
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t 1 vano. ai,..,*. r a, ‘ o.
«ione , e s , n * / hit ' 4- 2. 2 h -
che ’n cv. anz . a n,, uio trot,. krt * S'^^Hcvolc vm-» - c deprime T 1 ppo.» Dant. Par 22. lo sDv* 1
^ ^ S ‘ 0> e *°* s ’ attcnl3 r/f
^r a si versa '4^:f
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‘™PP° , /asciai dire „ C ^.MvA- 3.S. Oh og» l J e ><-qf
. non lem )Jt . 5 , a p c ' rrh f'‘.)- C "P''i. Fon,. Ma par ei s'
'*. c ?e alia fine ogni troppo dispince.
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Leti. 4. 6. Come finirla ? M troppo pn
Tros.* JS t . pr. m. Lo stesso che Trec ,Ireise forza, potere, ed anche battaglilo
r. Lat
(Mìo (WS (G)
u er ; gSS "
rredr. (V) Petr.ne ’nv' lo . Q r q ;
che vico da Rraz,? —
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'. canz. 2o. Lasso, ma troppo è più quel ch’io^ 01 ' quindi, come Amor m’ informa, Clic quel
.. »><! d illo ..Cin)
E senza la corrhpondenza di Che. Vii. S. Frane. 21 3 .fcorle se ne nwavigi.ò_e poi troppa più perseverò nell’amore delBeato Francesco. ( Cioe ì assai più.) (V) 1
j, —•* E ssnza comparativo, Dep. Decani, proetn. 2$, £cnza dub-
dal celt» gali, ed irland. strioccensi sirice , che ora gl'inglesi dicono streaOlandesi streek e strooh. In ar. te.rsciscJSfv.ant. 63. 1 *Queslo filosofo si era un ^ ascio? 316 '- fiscia d’acqua, c sfavasi in una grotta al f 0k f in f' - • ~ M conciatori. Piccole‘ f f kro vP* ie *
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io
2 — (Ar. files.) T.
no le pelli ammontale per aisavon. — - .
scondiglio.) (A) ,, . rn5 . (f> a 0 ,ie .
Tnosco. * (Zool.) Tròsco. Sm. V. G. .Tft. Ii"° f eUa se ‘AU*r
salto.) Genere d’ inselli de,U' ordine de co eri ' ja ' (Jotl
pentameri, e della famiglia da’ serncoriu . ^
sono così denominati dall' abitudine che hai
sponde al Trixagus di Kugcl. (Aq)