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TIU3PPETTA
nuszi. O si esce in ordinanza , o si esce in truppa ; ncH'nno, e ncl-1’altro motlo , stando per tutti insieme in truppa o in ispallicra , sifa come nell’entrare in guardia, E altrove : Quando si combatte intruppa , ed insieme , fanno più effetto le spade corte. (Gl)
Truppa dilli da Banda , Compagnia, Frotta, l'arma, Squadra,Scinga , Stuolo, Battaglia, Battaglione, Hcggimcnlo , Cavalcata,Cavalleria , Coorte , Falange , Drappello , Caterva , Carovana ,Cualdana. Truppa e Fiotta indicano genericamente una moltitudinedi gente insieme unita ; se non die Biotta è voce più bassa , si ap-plica per lo più ad oggetti di ordinaria condizione , c forse si d eedi minor moltitudine. Tarma è a na determinala moltitudine d' uominia cavallo, od una unione di animali bruti, siccome il gregge c f ar-mento. Schiera s’ applica generalmente ad ogni moltitudine di genteebe sia ordinata , e particolarmente si riferisce ad un numero di sol-dati , per Io piu pedestri. La Squadra è composta d' un determinalonumero di soldati, per lo più cavalieri. La Cavalcala cima truppao moltitudine d’uomini o soldati adunati insieme a cavallo. Ma perindicare una truppa di soldati a cavallo, il vocabolo proprio è Caval-leria. Stuolo , non pure come Truppa si dice d una moltitudine digente insieme unita , ma eziandio di cose. Banda c un particolar di-staccamento di soldati deputato a qualche impresa , quando ha sensoalfine alle altre parole di cui si discorre. Compagnia , tra gli altri*uoi significati, ha quello di un certo e determinato numero di sol-dati solloposti ad un particolar capitano : or dicesi meglio di fantiche di cavalieri. Battaglione è un numero determinato dj soldati. Bat-taglia dice vasi anticamente ancora un determinato numero di soldati,sicché la riunione di un certo numero di Battaglie costituiva il Bat-taglione. Significa inoltre Battaglia quella parte dell’ esercito clic tieneil mezzo , e in cui sta il suo maggior nerbo. Reggimento è un deter-minato numero di soldati , composto di un numero determinalo dicompagnie, c comandato da un colonnello. Drappello è una indeter-minata e non grande moltitudine d’uomini sotto un'insegna; sicchéil Drappello non solo può essere di soldati, ma di sgherri eziandio« simile gente. Falange , che anticamente significava una schiera dipedoni di una singoiar forma , ora si applica ad ogni sorta di mol-titudine di soldati. Caterva dicevasi dai Romani qualunque moltitu-dine di genti barbare armate; ma più sovente viene nella nostra lin-gua adoperata per indicar alquanto dispregiativamente una moltitu-dine indeterminata di persone odi cose individuali. Carovana è pro-priamente una moltitudine di bestie da trasporto, la quale per lo più« accompagnata da gente armata. Cualdana da ultimo è voce antica ,la quale indica una cavalcata che si fa sul terreno de’ nemici a rubaree ardere e pigliare prigioni.
Truppetta, * Trup-pét-ta. Sf. dim. di Truppa; usalo propriamentenel tign. di Drappello di soldati a cavallo staccato dal resto del.corpo. Melzo. Dalla vanguardia si cavano sei o sette truppctte diquindici o venti cavalli 1’ una, Montecucc. Truppctte distaccate ,che carichino i primi dell’inimico. (Gr)
Te uro. * (Geog.) Truroe. Città d’Inghilterra nella Colitea di Cor-novaglia. — Città della Nuova Scozia. (G)
Trussalidi, * (Zool.) Trus-sà-li-di. Sf. pi, F. G, Lat. truxalis. Or.
( Troxallis , troxallidos da troxis rosio , che vien datrago io rodo.) Home col quale sembra che Aristatile abbia indi-calo un genere di vermi ; ma Plinio con esso indica una specie dilocuste. Fttlricio con questo nome stabili un genere d'insetti nellafamiglia de' grilli , la quale comprende due specie , cioè la Truxa-Tii nasuta , propria della Spagna e deli Italia , e la Truxalis Ilun-garica. (Aq )
Trutao, * (Grog.) Trtt-là-o. Lo stesso che Trotto , F. (G)Trltilantb , * Tru-ti làn-te. Pari, di Trutilare, Che trulila. V. direg. (O)
Trutilasb , Tru-ti-là-rc. (TV. ass. Mandar fuori il zirlo eh’ è la Vocedel tordo ; « però dicesi meglio'] Zirlare. (Cosi detto per imitazionedella voce dei tordo.") Farch.Ercol. 62. Ce ne sono molti altri, co-me de’corvi il crocitare cc., e trutilare de i tordi.
Trotina.* (Astro].) Trù li-na. Sf. Dicesi Trutina di Ermete o Bilan-cia d' Ermete, Quel metodo artificiale di astrologia giudiziaria , ilquale consiste nell’ esaminare la natività, i oroscopo, preso dal mo-mento del nascere li una persona , risalendo a quello di sua con-cezione e determinando qual fisse allora lo stalo de' cieli. (Dal lat.trutina esame.) (Mit)
Trutnovia.* (Geog.) Trut-nò-vi-a. Lo stesso che Trautcnavia , F.tfi)Trottano, * Trut -tà-no. Add. e sm. V. A.F. e di’ Truffittore. (Dalgr. trochles astuto.) Cavale. Fruii. Ling. 26. In questo punto dob-biamo impri ndere dagli cerretani, tulliani , tristi e disonesti e ga-glioffi ee. (V)
Troxillo. * (Geog.) Tru-xil-lo. Lat. Turris Julia. Città di Spagna nell' Estremadura . — Città della Columbia. — Città del Gualima-!“■ '— Città e dipartimento del Perù. (G)
Trvberga. * (Geog.) Try-bèr-ga. Città del Granducato di Baden. (G)Tsata. ■ (Geog.) Tsara , Ciara. Città del Turcheslan. (G)
Isei.selim." (Mus.) Xscl-se-Hm. Sm. Antico strumento musicale degliCbrei , che credesi essere stalo un cimbalo a sonagli. (L)
Tsiamaia. * (Geog.) Tsi-a-ma-i-a. Città dell'impero di An-Nam. (G)Tsiangoa.* (Geog.) Tsi-an gò-a. Città ed isola del Mar giallo. (G)Tsiba. (Geog.) Città del Gippone nell’ isola di Nifin. (G)
Tsir.i'GO. * (Geog.) Tsi-kù-go. Provincia del Giappone . (G)
TsltutHMA. * (Geog.) Tsi-kìun-ma. Città del Giappone . (G)
Tsina . * (Geog.) Città del Giappone nell' isola di Nifòn. (G)
Tacca.. * (Geog.) Cina del Giappone nell’ isola di N'fon. (G)
TsUsl.'iA. * (Geog.) Tsu-si-ma. Isola del Giappone . (G)
'J* pi'onottts primitivo delia seconda persona singulare , così di ma-schio, conte difemmina. — , Tue, Tane , sin. tu. Gr. tri. (Inceli, g *11. thu } in irliind» ti*, in per», tu \ iu illu*. tt c tu , in led.
Tre a
in i«vcd. c(1 in diin. dm , in got. thu , in sass. thu , in mg*»in gr. dar. ed eoi ly , o come allei pronunzia , tu oc.) c ow
10. Clic vai tu a questa ora così sola faccendo per q uCS k j?traila ? Dani. Pur. 2. 5tf. Ma dimmi quel che tu da te n< ! V c ^ePetr. son. 10. Ma lauto Le» sol tronchi c fai imperfetto A 5da noi , signor mio , li scompagno. tunf
2 — Si adopera solamente nel caso retto [e ne! quinto, q !l,irl . J.col gerundio si trovi anco nel sesto,] servendosi negli ob" 1 ! 111
e Ti. [ F. a’lor luoghi.] Q ■ ad
3 — * Quando è vocativo , è accompagnalo dalla parliceli i 0 r,talvolta v’ è sottintesa. Alani. Colt. 2. 24. Tu d’Auifn s ° I
a parlar nosco , Non ti grave il venir. (Cin) f r
4 — Talora si replica questo pronome senza alcuna neces^ ^ ^ ,/t-
maggiore espressione [0 efficacia, e per dar maggiorJ oT \ j, e);scorso.] Bore. g. 6. p.6. Talli con Dio ; credi tu saperci’ .pud 1tu, che non hai ancora rasciutli gli occhi? E nov. ^ 1 \, 0 a SLirtue parole tu» Erano. Sacch. nov.22. Cominciarono tra .„ed‘ c '"ridere , e tiratisi da parte , disse 1’ uno all’ altro : vuo t* 1 ' ,.j Ihtu ? il Jorg.iS.fy. Che tu se’tu ribaldo e traditore ; Ma nc J,ic-naldo in qualche modo , E caveratti con sue mani il coi c -tDav. ami. 11 7. Tu, tu fosti. (G. V.) , .pi fi a
5 — Quando si appicca alle voci dei verbi, in alcuni Uf r ■ eli 1
perdere la sìllaba filale. Fit.SS. Pad. t. 388 . Potresti) ^ pinol’avessi? Peli-, sòn. 299. Non pianger più; non nì '} ll V]„rg’ *assai ? Ch’or fostù vivo , coni’io non son morta. (V) / lìt^ 1 %Disse Rinaldo: Vedesti mai tordo Ch’avessi , com’ ebb j a sp (5>mata ? Dnv.Mon. 121. Adunque vorresti la zecca inefbdel suo? (Cin) - "
6 -
suo ! (UUJ lal a " ìa lu-
Talora si usa senza che il discorso si riferisca a . ier e il c °^terminata persona , e dove si potrebbe ugualmente espn<> fin)
cello con le dizioni astratte. Bocc. Pisi. Pr. S. Ai’- f r-1 :cosa era quivi da vendere, nè utile al vivere , se tu I,0 . ll j„gaa fll „ti. Alam. Coll. 1. i/io. Tu non temi d’altrui forza > 1 ()V1
non del lupo , c la tua guardia è il cane II cui jy 0) ) tr'V- (cede a prezzo. Qual or ti svegli all’apparir dell’alba » .j ef> c , . ( |
ai tuoi desìi' eoa* più c cB .
salisi'"'’ !. ilfl csc u
1U' 1
dop u
tare. Or va tu e dì— Dicesi Stare a tu per tu
_ , ^ i: dell’alba
fuor chi le novelle apporli Di mille ai tuoiNè camminando o stando a te conviene All’altrui -— etuo core. Passav. Specch. Pen. 368 . Si sogneranno g ,uia gu-fate e confuse sanza ninno ordine , o più insieme > , r j ,a fp|n)
P altra , e tali tramezzi che ’l sognatore medesimo n °" )r ctai' e ' per-che tali sogni si possano insdf s pie.r tu o simili e vale Non st . piin w ‘? 0 riechiar dall'avversario in parole , ma rispondergli et °c [. u , ver"
[ F. Stare a tu per tu; e F. A tu per tu.) Lai■ v cl -r A
spondere. Gr. v-cerà àxoKpivseiàai. alti' 0 ’
a — Ed anche Stare ad ugual condizione con 1,11 [(i J,
tu per tu.] '
8 — * In forza di sm. Il tu vale la seconda persoti 11,
4 ’à. Bella figura ! Non vuole il tu! (G. V.) • seca" 0
1 — [ Onde] Dar del tu ad alcuno vale Parlarli' 1 ,ui c " ,sona. [F. Dare , §. 5 f] Car. lett. ». 33 . Impero «o 3 s- ^ci-mi diate del tn » quando mi fate del voi.» Buon" 9 po'
che strapazzo è questo delle leggi, Vilipendio de njj g ( A c ‘no de’ministri ? A una persona dar del tu, par fb l ‘
desta stesso Dà del vossignoria ? (B) , , s 0. $ e 3
9 — * Ed Un altro tu fu detto per Un altro le s
Arisi. p a g. 5 4. L’amico si è un altro tu. (Cin) t 0 c .
Tua. * (Geog-) Fiume del Portogallo - (G) r nttit.^° s -Tualette.* (Ar. Mes.) Tu-a-lét-te. Sf. F. Fr. 0 corro ^ ^
Toletta, F. (Dal frane, toilette che vale il m ,^a, r e 'il gabinetto , né la tualette , Dove il mondo onf he , ,
Tdam. * (Geog.) Città dell’ Irlanda . —della , w popoli L ’
Tuariki. * (Geog.) Tu-a-ri-ki, Targhis, Surgu*
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{'fi T<omt'a >! r U a imbatte, 1“, per chìamure 1 so ! daU f* accorge p‘ , lt - tuia rxr Q. generale e poetutamen
^■oha la f c - hu intorno Dant.Purg.il-^- ^
fteliehe tJ j/D'ta tnb, i mille tabe. E Par-
Che torni Cr;i'’^ un 5 * S<B Fiochi dico sepie ,
ferf ihii tuì\^ ci che ìì St ° m SUÌÌJ himca iìube -
ad 7 - nG '‘Ù lei n f ui ° fletta, Quando *
ad °8«»> *oon ,f S, 38 . Ad ogni negligente < l
g " oso ,‘»ha. (V) Car. En. E con tldcd 0 *
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" Salviti. O** Ved d-
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santo nè i ■ v Roti
^' r^' , ' 0 ^T>oest''f' Sf ° ’ Vom ' : - - Virgilio so^^o-
Eituf^ Js S "f. 6 ' Te 10,1 5, 05,0 proscrizton nuqoa g f .
giudicar Se ambe le lingue i bei si-crcb ,, ‘ fi)
fAnat.) Tube p. u' 3 - Ebbe U Figlino! di Venere 0 ‘ c oS
FfeUftìio i /in/omìsr 0 J?P ,ane f o Faloppiane o del Fallopl can altApranosi, c / iK prolungamenti nell’utero, °3 ve „goti 0
s ‘ detti perchè ' detl’utero vanno alle ovaje > J , ,,rin cS '
’ ÌC, ‘ e m /fili sono a guisa di trombe soUth f
quindi sempre più larghe fino aliestremia/uPnenli Ovidotto -'■
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ipoli o AA.A- -A- AV»--'- V e ,
P.L* [Antichissimo strumento „
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annitrir cavalli e sonar tube. (Gr) ,. nn arle.Onde Dare nelle tube -—
(C- >•) VlrW nento
nelle tube , E a un tratto cc.
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siano
3 — * Dicesi Tuba ercotecnicacolo xnt. fabbricato dal matematicopel Re di Danimarca. (L) r ,.. par-
(Pilo!.) Nel sien. di Tromba» §■ U ['• j,
' ' ' • »- Come la b' ,,a . u ; ,
l H p dell' utero , e qainat sempre pd'alloppio fu il pi imo a scoprirli ', alt'fi" ■■
§■ 9 , e F. Falloppiano.] Lat. tabae Fai ’j^ziea me toccasse da far la parte del giudice» s