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[Vol. VI. - Vol. VII.]
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33 o USCIRE

i — * Onde Non esca di te vale Tienimela segreto, Stia in te.Giambul. Appar. (A)

»3 —* Dipartirsi, Mancare. Lasc.Parent. 2. 3 . Hai tu inteso? Spia.

Niente uscirò de' vostri comandamenti. (V)j 4 — Andare a scila , dello assolutamente, sebbene più comunementedicasi Uscire del corpo o di corpo. Cron. Moiell. 2S2. Fa di siaresobrio ( lubrico) del corpo, sì che tu esca il dì due volte il meno.(V)l 5 —* Impazzare, più comunemente Uscir del cervello, P. J. 55 . Ar.Fur. 2q. 2. E quale è di pazzia segno più espresso , Che,,per altrivoler, perder sé stesso? Varii gli effetti son, ma la pazzia È Luti’ li-na pelò che li fa uscire. (Br)

— * Talora si unisce al verbo Entrare senza cambiar<M reggimen-to. Cr. g. 102, 3. Al luogo donde entrano ed escono. G. P. 10.l3i. Di Montecatini non potea uscire nè entrare gente nè viltuaglìa.Red. Oss. Anim. 144• Co’moti del residuo del sangue che entravaed usciva dal cuore. (N)

17 — * Talora è adoperalo quasi a modo d’ impersonale, Dant. Inf,t3. Così di quella scheggia usciva insieme Parole e sangue. (N)

18 — * Parlando di beni ereditarli , Uscire di una persona — Pas-sare in altrui mani.M. P.1. g. Acciocché la successione del Regnonon uscisse delle nipoti. (V)

19 — * Parlando di persone, Uscir di mezzo di loro = Separarse-ne. Cavale. Att. Apost. iog. E dopo queste parole Paulo usci dimezzo di loro , e partissi. (V)

20 — * Parlando di officio o simile, Non uscir di taluni — ÌV011conferirsi che a quelli. Borgh. Arm. Fam. iff. Doveva sapere chequesto sacerdozio non usciva de’ Patricii. ( Cioè , Non si conferivase non a’ patricii.) (V)

ai — * Pollando di alcuna persona o di alcuna cosa , talora valeLasciar di parlarne o trattarne.Frane.Sacch.Leti.226. Ma usciamodi Papa Urbano (di cui avea parlato sino a qui) e vegliamo ad unaparola clic mi diceste. (V) Magai.Leti. Scientif. Senza uscire , perun esempio, de' cani, e di quello che i cani fanno dipendentemen-te dal commercio degli uomini ; se ec. (Br)

22 —* Parlando di cosa, Uscir di quella tal cosa, oltre il sign. del§.2i.talora vale Farne di meno. Lasc. Sibili, 2. 3. Che ti pare egli ditorre ? ( per lo pasto) Pesp. Non si può uscire di capponi, di star-ne , di pippion grossi e di tordi. (V)

23 — Parlando di guerra, Uscire alla campagna —Guerreggiare.Ar.F'ur. 2.26. Che vuole uscir di nuovo alla campagna , E ritentar lasorte della guerra. (M) (N)

a 4 — * Parlando di colori , X.o spiccarsi che fanno l’uno dall’altro.Car.En.lib.6. Indi tra frondi e frondi il color d’ oro, Che diversodal verde uscia, raggiando, Di tremulo splendor l'aura pircosse.(Br)a 5 — Parlando di pericolo, Uscirne colla vita —Camparne vivo-, vol-garmente Salvar la pelle. Car. En. 11. 4°9- Ma quanti anco N’ti-seimmo con la lita , in ogni parte Siam poi giti del moudo tapi-nando. (M)

26 — * Parlando del vento , Lo spirare di esso. Tasson. Secch. rap.4.1. Un vi nticel, che di Ponente uscia, Facca ondeggiar le piume e lebandiere. (Br)

27 —"Pallai do di Jìori o di piante o simili, Germogliare.^’’. §. 128,3.Sannazz. Arcud. pr. 5. In luogo di viole c d’ altri fiori , sono uscitipruni con spine acutissime. Bern . Ori. 3. 4’ • Tutti i fiori eh'cscontuori a primavera Aveva ivi dipinto la natura. (Br)

28 — [Parlando di Libri ,] Uscire o Uscir fuori, si dice de'Lilri su-bito che sono stampati , e che si pubblicano. Lai. in lucem prodire.

, Gr. ■xpoaidìù* ih ro Sripómcti. Cas. leu, 58. Protestandomi perciòsempre , che io non voleva che ella uscisse tolto mio nome , matolto nome dello stampatori .» Red.Leti. 2. 7#. Uscirà fuora subito unlibro col seguente titolo ec. (N)

29 —* Parlando della Luna , vale Terminare il suo periodico corsoper ricominciarlo da capo.Fr. Giord. s83. Che questa luna s'inco-mincia , quando di Marzo, e quando d’ Aprile ; ma in Aprile fini-sce ed esce. (V) (N)

3 0 — Dicesi Fare uscire uno e vale Stimolarlo tanto colle parole,eh' e' s' induca , ancorché conira sua voglia, a fare e dire quel chetu desideri. [ P . Fare uscire altrui o uno.] Lai. aliqucm ad nliquidpracter suum morelli aut naturalo facienduin , nut dicendmn adigere.

3 1 — D.icesi Uscir a bene od a onore, [ad onore] d’ alcuna cosa evaleTerminarla o Effettuarla bene e felicemente, e senza impedimenti ,pericoli o dis urbi. Cani. Curii. log. Ma il ciel benigno ci ha taldon concesso, Ch’ a ben d’ ogni periglio usciti siamo.» Tue. fìav.Perd.Eloq ffoS E se e’n’ esce a bene, quell'avcr temuto gli accre-sce il dilelto. (N)

— * campo,* cioè Coll’ esercito ordinato per combattere. P. Campo,§■ 5 , 22. ( 0 ) Car. En. lib. 11. Usciti a campo Erano i Teucriintanto. Ed ecco un messo Venir volando. (Br) M. V. tì. 7 g. E ve-dendosi^; nemici all'uscio . . . usci a campo. (N)

,, 1 Ed Uscire a campo per Accamparsi. P. A campo, §. f.(N)

33 Ad atto '—Riuscire ad essere specifico. P. Atto sm. (. i5. (N)

34 — addosso à„ _ r _,_zi- .. ..... r . :

USCIRE

38 — A riva, alla riva = Condursi alla riva , Terminar la navig a ‘

zione. tP. Riva , §• 1 , 3 .) ...

39 — [d' addosso, da dosso , ni dosso checchessia, fig.— Lasciar uve'ro.3 P. Dosso , j. 1 5.

40 — d’ accusa cosa = Ispedirsene. Fir. Trin. 2 . 1 . Oh sù dunque»la mia Purella , di’su , alto, bene , escine.

a — Ed anche Liberarsi d’ una cosa che duole o simili. * ran fSacch. nov. 225. Se Dio mi dà grazia eli’ io esca dì questa no( uvea la mala notte), tu non mi ci coglierai mai più. (V) , •

4 1 — dall'altare: * dicesi de’ sacerdoti, allorché, terminati 1 s f Ll .

misteri si partono dall'altare e si ritirano in sagristiu. Maga*-,Tiovalo il P. Pietro, che appunto usciva dall’altare, (inilocn ‘gha avuto di render le grazie ec. (A) j.

4 z —- dalla scuola di alcuno * =2 Essere stato scolare di lui 0vele studiato su le opere di lui ed imparatone i modi stessi. Ptiv. Rei. Pr. Un. Fialidi-, 3- 1. Si direbbe che Maurizio fosse usdalla scuola di Fabio, e lo Spinola da quella di Cesare. (Br)

43 — da mangiare * = Levarsi da tavola dopo di aver rria'hG.P. in. i-j5. Usciti da mangiare, uccisono il dotto capitan 0

ciprcte. (V) Ertine.

44 — da tavola = Levarsi da mangiare. P. Tavola, $. H- ’

Sacch. nov. 1 83. Gli parca comprendere, eh’ egli era un granslro d’intagli, e innanzi che egli uscisse da tavola , egli il 001derebbe ec. (V) . -, cori

45 — da dno , * talora vale Penir via dalla casa ove altri- .1 ^

alcuno. Fit. SS.Pad. 2 . 25 1 . Una mattina per tempo uscenti 0da una di quelle meretrici ec. (V) , .

46 — de’ cenci * = Di bassa condizione passare a miglior J° T

P. Cencio, §. 5. (O) «-

47 — de' comandamenti d' altrui * =2 Dipartirsene o Mancar

seguirli. P. §.i3. (O) c„t. 0 *

48 — de’ frati * 22 Lasciar la religione , Sfratarsi. Nell. J j e []e

se , come assai fanno , egli di corto Fosse uscito de’ frati, c

spoglie Avesse fatto un spauracchio in 1’ orto. (Br) . gai 1 "

49 — de’ gangheri , [ fig. — Impazzare} ] contrario di Stare , e „a-glieli. [ P. Ganghero, (.ir.] Lai. externari, delirare, animo a

l i , mente percelli. Gr. , x.a.Ta.icKziywa.1. Ceco ■

4. 2 . Ora i’ non so che domin di malanno E di mala ventura

‘ ' . ir >‘'

questa, Che l’ha fatto così uscir de’gangheri. .

5 0 — de’generali ‘—Penir col discorso a cose particolari , 3. ( 5 .?

Scendere a particolarizzare le cose ec. P. Generale* sm. £ JeS ,

5 1 — degli arcioni * = Essere scavalcato. Teseid.8. 7- 1 ' [j , ,,e

arcioni Usciron molti allor, che non montaro Più a ca'quindi si levaro. (N) . e J' P e ^

5 a — degli occhi alcuna Cosa, [fig.) —Aver gran dispiace ^ g |ie r 'perduta alcuna cosa, o di doversene privare. Malm. 7 -*°' ,,, c' ,eeh’c buono (quel vino), e non di quello il quale cc.] A hi, **piuttosto a carnovale, Che per l’opre lo serba, esce degl 1 x t o eta a

53 — del cammino, (fig.) — Non seguitar l' ordine. Lai. or pò

6erere. Gr. \elirttv trc txuv. Bocc. g. 3. f. 5. Filostrato j ^aUi'*^uscir del cammiu tenuto da quelle ec. , comandò che a ^una danza prendesse. jJ. I* .

54 — del campo * =; Terminar la battaglia. Dant. * . lofio ,

......... _ a __ __1. ...i seeuciD; ... c n

\e : * dicesi Del perdere cosa a se ca’ ’ ji cosa da sè bramata. P. Cuore , V ‘ J1 k l,0 j 1 sS e t10= Mancare al dovere. Ar.tar. al' eh 1 ; ^ ,-ja-

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addosso ad alcuno = Investirlo, Attaccarlo-, e fg. Metter fuoriimprovvisamente checchessia cui altri non s’ aspetti, f'. Addosso, $ 2.

ecc . ssuio/. 5. 2. p erc i,é e n a m i U5C ; con uno gran rabbuffoad-dosso , dicendo .- ec. (V)

; — AD ONORE D’ Alcuna cosa. [U. J. 3l , e P. Onore, $. 22.] Sai-viti. Utsc. #. 42^. L Hscirne ad onore e con felicità è poco menoche impossibile. r

36 alla libera Manifestare i suoi sentimenti con libertà e si-curezza. Dav. 8 asm. Non prima che allora uscì alla libera con chirgli sapea essere come se ateista. (Br)

37 —. AL mondo = Nascere. Lat. orili , nasci. Gr. tpvurSxi.Ar. Fur.36. 5g. In un medesimo utero d’ un seme Foste concetti, e uscisteal mondo insieme.

00 — del cervello [—Impazzare. E dicesi anche a f oll l L<: ‘^o 1 ®Gal. cap.tog. 3. 18 2. Io sto a veder se il mondo è spir zj

è uscito del cervello affatto. „ te . V- J', ell -

56 — del corpo —Cacare. [E dicesi anche assoluta ” 1 ^ j.'n.iViLat. cacare, veritiera cxoncrare. Gr.\t(,tit. Annoi, r a!ì )' /jq)

tro i luoghi da mangiare, e i luoghi da uscir del corp • . _

• —* Ed ant. Uscir del corpo per Uscir de’scusi- - °

67 — del cuore - * n -' - ' -— " ca '

nersi da altri

68 - DEL DEBITO

strier , che tu m’hai tolto. Perchè caro mi i" "'^ujeat 0Mi faria uscir del mio debito molto, Se cosi in tfeU cntr

se. (M) , ■ ne 0 a ncht

69 — del fango , * fig. — Penir da vile condiz‘°

lagarsi. P. Fango, §. 7 . (O) . ■ rs i, Seilf \| S»'

6 a — del lìccio, del pericolò = Liberarsi f 41L & 3- ,

Lat. se extricare. Or. eotvrcv ÒLrfocK\drT£‘v. ^ 0<7C ' (lSC iie ir

^ q COIÌOllllC o èli.. e\ Iti o i m A n In ^CGt 1 ) SO O ii * ^l’I

6 1 — dell’ animi , .

Bocc. nov. 38. 5 . Dilungandosi ila veder1' animo.

62

63 - DELLA STRADA. $. 1 SU , . - ' “V.

E pcrch' io ero uscito della strada , Sara ‘‘ "^^rbial- — ^ (yi,,

j - DELLE BRACE E RIENTRARE NEL FUOCO , P ^ grace, 2' - , j'ij

cattiva congiuntura dando in una peggio'”- ' ''

65 - DELL’ORMA -Trapassar la traccia la reg°M- f , all

66 - DELL' unghie *, fig. = Liberarsi dalle

Unghia ,§.1,8. (N) . dal dove' c .

67 — del «unico [, fig.— Oltrepassare i termini e ^ c0 $*

le o con falli.] Manico , 5 * 5 » , , nrintd ttolM 4*

68 - DEL marco , ‘f,g. = Ccnsegutre la pr"»

desiderata. P. Marcio . §. 4- (O) , m C. 27- G. ufigo 111 '

* - - — ' = Ffft. ftJSTfsi. * — ;

70 - DEL PECORECCIO » Jlg‘ •— r e .. rf.

Pecoreccio , §. 3. (O) r 6o .) Boce-U 01 ’- ' lo» 0 ’

VI — DEL PERICOLO, [DI PERICOLO. • S torOt 1 * 0110 &

gran pericolo usciti, sani e salvi 4

bbe , costui ottimainenle esser saputo vl ^z' ,s _j ra tl^^nimo, [riferito a persona o cosa) , gli n s “

38. 5. Dilungandosi ila veder costei, , 0 .(W

. y. Pesta,):’

— della vestii, * fig.=Non seguitar la cn . mu ? e \ a .) F‘ r - '• ,.

- DELLA STRADA. [P. §. 1 i3 , e P ^ Stl ’ada, S-^, j 0 v j 1

6'

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