VEMO
la — j n vero ^ c } ie anche scrivesi Invero , posto avverò. Fera/ncnte,Certamente , Per certo, F. In vero. (A)
* —* * In vero in vero cosi raddoppiato vale Jn tutto > Final-mente. y. in vero in vero. (A)
3 — * Ed anticamente fu detto In cosa vera, per In vero. bai.re vira -Dial.S.Greg.33y. E in cosa vera egli stesso ha vigilato.(V)*** [Nel vero, posto avverò. Jn verità , fieramente. F. In vero, $.*• 9 e F. Nel vero ] Socc . nov. 77. 38. Li quali io nel vero non*cppi bagnare di lagrime.
M ■— *0 vero. I.o stesso che Ovvero, F.} e y. 0 vero. (N)io — * Per veo, posto avverò. Per verità , Certamente. 4 '.Per vero,§. 1. Dant.Lof 1 2. E Ohizzo da Esti , il qual per vero Fu spentodal figliastro su nel mondo. (A) (N)
3 — Da senno, y. Per vero , $. 2. (V)
U> — Provtìò, Ogni veio non è ben detto =: Talvolta giova tacerela verità.
*7 — Il vero non ha risposta, [o simile , e vale lo stesso.] Ar.Fur. 2t.
6<?. Perchè non bt n risposta al vero dassi.
* E R0. Add. ni. Che cont.ene in sè verità, (Che ha verità, JSonfìt-l'Zio , fSon adulterato altrimenti Verace, Sincero, Mero, ec.] {fi.Autentico e y. Verace.) Lat. verus. Or. ( Vei us è dai celt.
fcfelt. gwv'cUt: vale if medesimo. In celt. gali, fior sincero, verace,Schietto, onde fheadh verità. In ted. wahr , in oland. wnav viro.In pers. veragh luce, chiarezza. V. altre etimo!, poco verisimili pressoJ I Littleton , il Vossio ec.) Bocc.nov. 60. 2 2. Vera cosa c, che iopoito la penna dell’Agnolo Gabriello. E nw.g5.io. Non vi sia noja-daprirmi la vera cagione , che qui a cosi fatta ora v'ha fatta venire.^ nov. g6. iy E tanto più PattUsscro, quanto più vere le conosca.^met. 60. Io diiò forse cosa non crcdibil, ma vera. E 86. Maravi-Shose e vere reputarono le parole del pariante Achmienide. Firn.p 14, Cm. 3 7. La Fi.ma sua al mondo è viva e vera. Boez. G. S. 12.a Ld era usato di cercar le vere Cagioni.
Lrgiilimo. Bocc. nov. 3. 8. Si rimase la quistione, qual fosse il3 v ero erede del padre , in pendente.
*'■' Anticamente fu troncato , ma non è da imitarsi. Guilt. Lett.y,Pugnando valoroso in ver valore. (V)
E ero dilf. da Reale, yeto è I* opposto di Falso , Reale V opposto.-Apparente. Il yero si considera assolutamente in sè , il Reale in^spetto alla verità quale dagli uomini è conosciuta. Avvi dunque/die Cose vere che non si dicono reali , perchè vere in se stesse.fdio è vero , La fede è vera. Un fitto vero e reale non solamenteAccaduto veramente , ma è propriamente accaduto qual si narra ,•y^l l, al parve , qual è creduto.
r R °- * Avv. y. A. per Meramente- Fit. S . M. Madd. qg. E di-■j^ano : vero costui ène figliuolo di Dìo . Fr. Giord. 252. Il Fi-S ìtiolo (di Dio ) non esce vero dal Padre, nè il Padre dal Figlinolo,p* *1 Padre è nel Figliuolo , e il Figlinolo è nel Padre. * il- SS.si ' Non dannano però i Cristiani il matrimonio, concios-
^cosaché il nostro Maestro l’approvò vero una volta, quando andòV E(t e “°zze , e comandò ec. (V)
N.pr. ni. Lat. Verus. L. Vero .Fratello di M. Aurelio e imo,
vC nn .°- ( , B) .
0..d . (Grog.) Ve-rò-e. Una delle isole Lofoden , sulla costa Dford-
V
O v.wug.; ve-ro-e. una t?Ehn eSt Norvegia (G)
. (Gcog.) VcWli .Ut. V<
^ E Roj 1 delegazione di Prosinone. (G)s i>ni
''erb
Venitae. Citili degli Stati della Chiesa
ii,‘\ ’ ^e-ró-la. Sf. Bestia immaginaria, come Befana , Orco ef. • Rina. buri. *. e/j-j. IL se tu vidi rosa che ti nuoce , Qu.d ,'grazia -, è I’Orco o la Virola. Sputa tic volte , e noi latti laY PR ° ce - (A) (B)
Ve» ESE > * Ve ro-ld-se. Jdd. pr. com. Di Vcroli. (B)do °,’ * Vé ro-lo, N. pr. m. Lat. Verolns. ( In illir.
(B)
(Geog.) Vc-ro maii-dù-i. Antichi popoli delia
^ fcltn.. ' d _
Callia bel-
t( S '." ' Vr-rd-na. iiV. pr. f. Lat. Verona . (In celt. gali, uran cor-’a ^ . > amabilità.) (B)
iter, '~ eo g.) Lat. Verona . Città e prou. del Regno Lombardo Ve-' 8,| once S oremo di Venezia. (G)
Or/ | ll ° j Vi-ron-cèl lo. [Sm. dim. di Verone.] Piceo! verune. Beni.„ d’arnK ’ 7 - Xi sopra aveva un veroncello adorno Con colonnettee di «.stai!,.
o» E , y.
—ri o e ' l ^‘*te. [V«Ì. Sporto o Loggia sparlata fuor del muro su( Da) c m qualunque parte della rasa ; altrimenti ] Loggia,
cimo da **."■ òarnuì riparo, chiusa su l’alto dille mura , sjtazio
Gt° ( ’ caiite ^‘ °d altro che di simile. 11 B , erme per so-
rtale al^ 1 ^ ^^ ftetnb.Asol.i. 7. Quindi da'piedi e dalle paioleveron Uìl Verotle perennerò .Ar.Fur.5.g. Si può di quella in su^°Pra il 6 €Q ^ rare • Che fuor del muro ai discoperto liscia. E si. ^7.r . n gnì I e * 0n ’ C ^ e ni0 ^° era ^" cafo ) Che mi scoprìa dinanziPi posta 1 °* ^dahn. y.^8. Ch’una cuffia, eh’e’vegga a un verone,a 1,1 Mutila f 0,le a far lo s p5»nato.n Murg . 27. 2 45. Carlo lo preser" Terra ». 411 a / b azza 5 ^ d’un veron lo gittò in sulla piazza. (N)•? re un hif} 0, n^‘. moe °i anu ni. Bocc.nov. 44 7- 1 ° farei volentieri* Sl, ° eia .!^‘ Uo *, n Sl1 ^ Ver one che è allato alla sua camera e sopra^dava jq 1 ,r -P‘ ^ n um. g. Serrato un uscio che della sua cameraS ' s 8. *3 P ,a * verone , similmente se n’andò a dormire. Beni.Ori.* n P*a a( j v ava Agrainante in quel tempo a danzare Tra belle donne3 ^ ni ena. ,,n Verone, ^Au«. Gir . 11. y8. Li verone in veron per mari
Tr
fi terrJz2 0 U ? m * rt * ^ campagna in Toscana così dicesi ad un pie-4 €t jlr a ,. e £ / p °^ er / 0 * ne ^ { l tl<l e termina lajcala di Juari 3 e per cui
n y°. piano della casa. Baldin . yoc. Dii ! (A)
^venò. 'yi^ ldc0ne ' 11 Aerane può servir di Balcone,
ma
V E h B i IN A R l i ^ j 3
è sempre più grande di quello; può esser talvolta sì grande da con-fondersi con loggia 0 terrazzo. E nell’ uso poetico ha questo senso.Veronese , * Ve-ro-né-se. Add. pr. com. Di Verona . (B)
Veronese . * (Geog ) Sm. La provincia di yerona. (G)
Agronica , * Ve-iò-ni-cà. jV. pr. f\ Lat. Veronica. ( V. Veronica ,eccl. In ar. venie quoti tinte est. In illir. varkan superiore, di so-pra.) —- Sunta d"tiua di Ge ; us ilemme che asciugò il volto del•Salvatore , cjuando andava al Gaivario carico della sua croce :pia tradizione , che la Chiesa non ha esplicitamente riconosciuta.— Santa religiosa milanese nel XV. secolo , (B) (Ber)
A eromca.* (Boi.) Sf. Geneie di piante della dianùria monogitva , fa-miglia delle pedicolari , caratitiìzzato dal calice di quattro fogliati-ne , la corolla rotata divisa in otto lobi , ed una capsola renifor-me per flutto ; la maggior parte delle cui specie sono^ usate in me-dicina per le loro virtù toniche o stimolanti. Lat. veronica. ( Dalper. vironike che vale il medesimo.) (A. 0 .) (N)
3 —■ Dicesi Veronica officinale e tmiicamenie Veronica maschio faspecie più comune di detto genere. Pianta che ha la radice peren-ne ; gli steli giacenti, vellutati, di sei o dieci p'Uiciì le foglie op-poste , quasi ovate , pelose , scabre , seghettate f i fiori di un belpallido , e alquanto rossoz, a spighe laterali , gambettate. Fioriscedal Maggio al Luglio , ed è indigena dei boschi e dei luoghi ste~nli. Questa pianta si adopera come succedanea del Tè chinese ,perciò detta anche Tè europeo o svizzero . Lat. veronica oflicinalisLin. (A) (N)
Veronica. * (Eccl.) Sf. Rappresentazione del volto dì G-C. impressosopra un pannoltno , che si adora in S. Pietro di Roma ; e ere-desi sia il sudario posto sul volto del Signore nel sepolcro . ( Dallat. vera icon vera immagine.) (Ber)
Verovizza. * (Geog.) Ve-ro viz-za. Città e Comitato della Schiavo-t>ia avile. (G)
Verrà. * (Arche.) Vi r-ra. Ara in Roma ove si andava a pregar gliDei per o ttcneie che non ni scessero figli. (Mit)
Vbrrato. * (SMilit.) Ver-ià*fo.ò'tfi. JSome di una spezie di cannone dabatteria assai corto di canna , e del quale si è perduto affattof uso in Italia fin dal cadere del secolo xvi. Moretti . Cannoni ba-stardi . . . chiamati Rebufli, Crepanti , Verrati, lunghi bocche quin-di éi. (Gr)
Verre , * Vòr-re. IV. pr. m. Lat. Verres . (In lat. verres porco noncastralo. In ar. veer terrere aliquem , in inalimi conjicere ; verehinsoleutia. In pers. ver habens , possidens.) — Cajo Licinio. —* Pretoreromano, governatore di Sicilia , dov e commise tante estorsioni etirannie f che sarebbe stato condannato , grazie all* eloquenza di Ci cerone , se non avesse prevenuto la sentenza con un volontario e-silio. (Mit)
2 — * (Geog.) Fiume di Francia . (G)
Verree. • (Arche.) Vèr re-e. Add. e sf. pi. Feste istituite dal Pre-tore yerre. (Mit)
Verretta. (Miiit.) Ver rèt-ta. {Sf. Freccia a foggia di piccolo spiedoda lanciare con mano o colle balestre. Era in uso presso gli an-tichi Jtaliani , i quali non avevano forse affatto perduto il voca-bolo e l'uso del Vtrntum de' Romani ; altrimenti Veruto e Verruto 3Lat. verutum. Gr. ro fyoix,* > 0 s\o*» ( In lat. veru spiede.
h> illir. vaili punta. In celt. gali, barr punta delle armi ec.) Morg.1.63. Dall’altro lato passò la verretta , Onde’ l cignal giù morto gam-bettava. » Stor. Semif. 5o. Quale malamente fedito di verrette perordine degli rettori ec. E y4. Perocché restòe ivi di verrette mala-mente fedito. (V)
Verrettata. (Miiit.) Ver-ret-tà-ta. Sf. Colpo di verretta. Stor.Semif.36. Approssimandosi alle mura , e fatto cenno voler parlare , fu afola di buone verrettate accommiatato. (V)
Verrettone. (Miiit.) Vcr-ret*tó*ne. [«sm. nccr. zfr Verretta. ] G. y.12.20.5. Combattendo però francamente il serraglio, molti ve n’ebbefediti di sassi e di verri tloni di balestra. E tt. 66. 3. Cominciar-.)a saettare con loro verri ttoni. Cron. Morell. 286. fu vedevi di con-tinovo dugento verrettoni nell* aria. Frane» Sacch. nov. 36. Saeitòeuno verrettone veiso il gieto d’Arno . E appresso : Con meno dicinquanta verrettoni si scoutìggerebbono li nimici A/or^.io ^ò. Aveanel capo cento verrettoni.
Verricello. (Ar. Me*.) Ver-ri-cèl lo. [«Vm. Macchina a vite o Specied' argano 3 per sollevare roti mediocre forza, gravi pesi.] (Dall illir.verrej vectis. Nella stessa lingua ee/var spignere ; in lat. verrete tira-re : in pers. varca h trave.) Buon. Fier. 24- *- 5 . Argani, verricelli,e taglie, e cono. >
Verricliohe. (Mus.) Ver-ii-gh’ó-ne. òm. r . tratte. Amico scrum*/jtocompoHn di otto o aìeci bicchieri scelti secondo la scala diatonica,ovvero accordati secondo la medesima , riempiendoli coll ’ acqua.Tale st> u nento posto sopra un asse coperta di panno si suono conun piccolo baso nano pure rivestito di panno. (Li! frane, Fer-ri Iloti , da vene -bicchiere.) (G) (N)
Verrina. (Ar. Mcs.ì Ver-ri-na. ff. Atrttmenfo per forare , o trivellapestìi al fondo di un lungo ferro, il quale nel mezzo delta sua lun-ghezza si rìp-ega a d< ppia zanca / nell alto hit un bottone, controil (piale fa forza l artefice ; impugnando la zanca , la verrina s’tn-troduce , c fa il baco ; pù comunemente Trapano, Succhiellino.
( fS-errina e Verrinare dai t-'d. bohren forare, onde bohrer trapano.
Il B , secondo il solito , cangiasi in V. Iu celt. gali, boireat piccitdtrapano , da botr bugio, cavità.) (ò)
Verrinare. (Ar. Mes.) Ver-ri nà-re. {Att .] Traforare, Bucherare^ Fo-racchiare. Lat. perforate. Gr. rpuiràe. Red. Oss. an. 60. Quei mol-tissimi e lunghi tarli ec le rodono (le navi) , Je trivellano j.*»J! ervalermi d’un vocabolo marinaresco, le verrinano)) E Lett. in Ma-gai. voi . 1. pag. &43. { Fir. syóg.) Voglio favellarle di quei vermiaì Urli che rodo no le tavole delle navi } e , p«r vate rBU “ UQ YOca *
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