PEEEANTICHITA DI ROMASuo fine. Era quel Tempio di Gioue con debita pro-portione compartito& adorno, con colonne che perla materia& artificio erano in quei tempi reputaterare. Nella oppoſita partedella ſua entrata ſi ve-deuano riſedere tre artificiofe capelle; nelle quali ſta-uano con grande ornamento& gratia i tre ſimulacridi Gione, di Mincrua,& di Giunone, è quali eranoStati fatti per mano di eccellentiſſimi artefici. Et ſ0-pra la baſe, che è a piedi della Statua di Giunone, fi ve-deua vn Cane di bronzo con maeſtreuole attitudine,che fi leccaua vna ferita. In queſto Tempio erano an-cora molte altre ſtatue di Gioue, della V ittoria, Idealtri Dei, portateui da Preneſte,& da claudio Im-peratore,& molto corone di oro poſteni da gli 4mba-Jiiadori di Panfilia& di Cartagine, Tra la detta Cappella di Gione& quella di Minerua preſſo a gli DeiNEaXXII, fi vedeua il rapimento di Proſerpina, fatto
Chiodo da Nicomaco famofo pittore, nel qual luogo il Sacer-annale do doεε᷑ Romano ogni anno ficcaua il chiodo annale| dc»ue fificca- cioche con quello intendimento( non eſſendo invfo leua. lettere pniuerſalmente) fe interpretaſſero il numero
de gli anni correnti. Queſta cccellentia fi attribui-ua a Minerua, perche ella ſola eva inuentrice di tutte
Libri si le buone arti, Stauano in queſto Tempio ancora con-
bando- JSernati in vna ſtanza fottoterra è libri ſibillini com-
uauano. Prati da Tarquino Superbo, iquali erano cuſtoditi invna vrna di marmo,& guardati da quindici huomi-
niʒ ne era lecito di aprirli, ſe non per qualche graueſopraſtante pericolo della citta; et inſteme cõſeruaua-
no fotto la cuſtodia de gli Edili tutti gli accordi de Car-
taginefi& de Romani iquali erano ferittiin batsoler
e te di