. nella ar-
DEIIEIANTICHITA DI ROM AToſcani& delle pitture che erano. Fra queſto fi vedena Ful-furono an#10 Flacco ſopra vn carro in habito trionfale, che rap-ticaméte preſentaua le vittorie acquiſtate contra i nimici;&eccellenti appre/ſo vi erano ancora altri vittorioſi Capitani,&chitertu- della natione Toſcana& Romana; opere in vero de-ra,c in al- gne di efjere rappreſentate dalle loro mani; lequali intri ſtudi. qual fi voglia arte applicate da loro, ſempre hanno ri-portato il primo grado: perche fi troua in quella anco-
rai Toſcani eccellentemente bauer efercitato tutte le
ſorti degli Studi raccontati di ſopra. In queſto Vico fifaceuano da loro ancora opere molto belle di feta&
di bombagio, lequali erano dapoi comprate da mer-
canti foreſtieri per gran prezzo. Nel medeſimo luogo
haueua queſto induſtrioſo popolo botteghe da profu-
mieri; laquale inuentione impararono dalli effeminatiAſiatici,& queſti otioſi allettamenti furono cagione
dapoi di ſpegnere la oſſeruata,& vera diſciplina mili-
tare nella giouentu Romana. Fra le habitationi deToſcani, ft dice, che piacque a Sempronio di edificare
la ſua baſilica; nellaquale per ſodifare all animo di
quella natione, poſe il ſimulacro del loro raccontato
Dio V'ertuno;& quefio medefimo è opinione di molti,
che fi chiamaffe il Vico Giogario, Plauto vuole che
per eſſere ſtato queſto luogo pieno di delicie& di eſſer-
citij delicati, foſſe ancora habitato da huomini vili,
& infami. Et queſto è quanto ritrouiamo degno da
eſſere ſcritto in queſta noſtra Hiſtoria del Vico To-
ſcano. Ma ſeguendo il ragionamento della medeſima
valle; diremo; come Varrone accenna, che fra ViéoToſcano& il Giogario, era ancora ſituata la vianuoua, laquale fi chiamò coſi, quantunque ella foſſe) antica,