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Le Antichità Della Citta Di Roma : Raccolte Sotto Brevità da diuersi antichi & moderni Scrittori / per M. Bernardo Gamucci da San Gimignano: Et Con Nvovo Ordine Fedelmente descritte, & rapresentate con bellissime figure, nel modo che a' tempi nostri si ritrouano
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toſa in vero marauiglioſa, fe dalla natura,& non da

forzati incanteſimi haueſſe haunto queſta occulta vir-. Et Tito Iiuio raccontando nella ſua hiſtoria di An-nibale allora, che troppo tardo venne per pigliar Ro-ma, dice, in quel tempo eſſere Stato edificato, non percarico di religione Jil Tempio dello Dio Riduculo, maper ſcherno del nimico, ilquale con tutto lefercito ſiera partito fenza hauer fatto coſa alcuna intorno allemura di Roma degna del ſuo valore. Con la StradaAppia, in quel luogo doue fi faceuano le. feſte termi-

nali dedicate allo Div Termine, fi congiugneua la via

Laurentina, laquale haueua la origine dalle felue deLaurenti, che erano nel mote Auentino; ſi come al luo-go ſuo piu in particolare dichiareremo. 1l monte Te=Haccio era da gli antichi chiamato Doliolo. Queſtocõ-tiene in ſe tuttò quello ſpatio che è tra lAunentino ilTenere,&. le mura della città, Stando a guifa d Iſolada tutti gli altri colli ſpiccato,& hauendo di circon-

Pi paA Lame nti npo

Teſtac-Cio mon--te.

ferenza dal ſuo piano 500. paſſi, come pongono quel-

li che l'hanno miſurato: fi troua, che nella ſua dltez=Zanon arrina a piedi 160. Queſto monte è opinioneche naſceſſe per accidente, perche in quel buogo riſetto alla commodità delle acque del Teuere, ſtaua-no i Vaſari, chiamati da gli antichi, figuli sa qua-li eſſendo ſtato vietato il potere. nel. fiume gettare leJuperfiuità fragmenti dellarte. loro, fi crede chein qusſto luogo: ſolamente foſſe loro conceſſo il metterei vaſi rotti:& effendo il numero di quelli arteſigiſenza comparatione maggiore in quei tempi, che ho-ra non ſonos ſi perche la città era più pabitata, come ancora, perche gli antichi Romani parchißimi,sia difprezzando