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Le Antichità Della Citta Di Roma : Raccolte Sotto Brevità da diuersi antichi & moderni Scrittori / per M. Bernardo Gamucci da San Gimignano: Et Con Nvovo Ordine Fedelmente descritte, & rapresentate con bellissime figure, nel modo che a' tempi nostri si ritrouano
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LIBRO QUURTO176P. Scipione,& L. Mummio Cenfori hauendo trouatoquella opera a buon termine, deſiderando per loro quelnome vi gettarono fopra gli archi,& lo conduffero inquella perfettione, che li ricercaua, chiamandolomaggior grandezza il ponte Senatorio;& ancora il me

deſimo, per eſſere appreſſo al Colle Palatino lo doman=22+

danano il Ponte Palatino: Queſto dicono che per anti-

chità, non cede ſe non al ponte Fuhlicio, eſſendo fiato do. x

po quello il primo che foſſe fatto fopra il Teuere;& borafi vede dal Seſſantadua in qua, con grandiſſimo in-commodo de gli habitatori in gran parte ruinato, nonfi potendo paffare piu fenza allongar la firada dall unaall altra riua, per andare alla porta di fan Pancratio,che guida alle Terre Toſcane. Et fe bene pochi anni fo-no Tulio terzo lo reſtaurò,& vi rifece vna pila, che vimancaua, non però hanno potuto i Romani habitatorilongo tempo goderlo, che da nuona ruina fi vede ſpez-ato in parte,& queſto non per altro fi puo credere cheveniſſe, fe non per eſſere ſtato dal proprio peſo aggra-uato. Qusſto hora è chiamato di fanta Maria Egittia-ca, per eſſere a quello la detta chieſa vicina;& da eſſoPoco lontano fidice, che ſcaricaua nel Teuere la Cloa-ca maſſima tutte le brutture della citta, dellaquale hoaltra volta in queſta mia opera ragionato& dall au-tore,& del cõmodo, che eſſa arrecaua grandiſſimo:&bercio dicono che i peſci chiamati Lupi, iquali ſono pernatura deſideroſi di nut rirſi di ſporchi cibi,fi pigliaua-no dalla detta chiauica in grandißima copia, fra il pon

te Sublicio& il Senatorio. Quefla da diligenti buomi-nm eſſendõ ſtata miſurata, dicono, nella ſua minore lar-

Lhea eſſere piedi ævr. ilche facitmente fi puo cre-i dere

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