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DELL'ANTICHITÀ DI ROM Adere, fearicandofi tutte le altre Cloache della città inquella maſſima; laquale non era altro chiamandolanella noſtra volgar lingua, che vna fogna di quelle, che
ſi fanna per tenere ſcarica dalle brutture la città. Ha-uenqdo ragionato de gli antichi ponti di Roma,& tro-Ponte Si nandoci preſſo a quella che fi chiama giſto, nõ farà fuor
di propofito il narrare di eſſo, quel che raccontano gli
|P ne Jean ſcritrori antichi& moderni, Quefto dal nome di Iano,
&x dal monte Taniculo dout egli guida, fu dettò prima1aniculefe,& per eſſere Stato ancora gran tempo guaſto, fu detto il ponte rotto ma eſſendo aſceſo al Ponte-ficato Siſto quarto,& eſſendoſi, oltre alle altre operedegne di memoria, che egli in quel tempo fece; acom-modo& vtile di queſta citta, riuolto alla impreſa diquefta fabricasſeruendoſi del giudicio& della operaiintendenti Architettori, l'ha in mode reſtaurato cheniente piwfi poteua deſiderare, perche egli haueſſe lon-go tempo a durare inſieme col ſuo nome. Il medeſimodicono molti che eſſendoſttato da Antonino fabricato dimarmo, ſi conſeruà fino a che vennero le infelici guerreal diſtruggimento di queſta città,& che allora queſtafahrica inſieme con molte altre notabili della citta; ſumandata in ruina dalla Barharica rabbia; ne dapoi fuper alcun tempo rifatto fino al Pontificato di Siſto: il-‘quale lo riduſſe in quella perfettione,& bellezza cheveggiamo,& dal nome fuo lo fece domãdar giſto. Horacon la fine di queſto ragionamento verremo ad bauereraccontato turti gli edificij, che erano o fono ne temp!noſtri nel Traſteuere:& però laſſando di piu ragionardi quelli, ſeguitando entreremo nel Colle Vi aticano pet
deſcriuere le coſe piu degne di queſta antichita, confor-b mandoci