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Tomo II.
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Dialogo PHimo. Z

visarli a un per uno , spezialmente allorchévengono a trastullarsi, od a bere in sulle spon-de di quel rigagnolo , che passa a traverso delserbatoio,

Contes. O questo poi . V ho osservate(a) da poco in qua ( tuttocchè la stagione siamolto avanzata) due nuove famigliuole, lequali non posso in verun conto trasandate .

Sappiate, che il corteggio de nobili, e le vi-site troppo lunghe li sconcertano fuor di mo-do , e inducon sovente ad abbandonarle loruova. Per altro, senza turbar lalorquiete,e senza privarli della lor libertà, mi confortodi mostrarvi a puntino la struttura de loro ni-dj, sicché vi parrà daverli dinanzi a gli occhi.

Vi dirò in primo luogo y eh io non mi trovo u n idi 0mai sazia dammirare la perfetta rassomiglian- degli uc-za, che si ravvisa in tutti i nidj, formati dagli celli.uccelli della medesima spezie, e la notabiledifferenza, che passa fra quelli, che son fab-bricati da qualunque spezie diversa : seconda-riamente Tindusiria, la simmetria, e la pre-cauzione , che in tutti quanti campeggia. Sic-come quei piccoli prigionieri non han libertàdi vagare per la campagna , affine di procac-ciarsi quei materiali, che alla struttura delo-ro nidj abbisognano, così proccuro, che sianprovvisti di tutto ciò, chio mi diviso poter es-sere di lor genio . Osservo con attenzione ognibrustolo, che possa entrare nella composiziondi quenidj, che giornalmente mi portan daA z tutte

(a) Il lucherino, il calderugio, il calenzuolo,con alcuni altri, fan qualche volta il lo nidio nel me-se dAgosto, o di Settembre : ma questi pochi non di-struggon la regola generale, dar*oi osservata a cartez6. versi. del Tom. i.